Perversioni

Perversioni

lug 09

Se qualcuna ride del mio look giuro che la frusto :-D . Seriamente. Mi sono sempre chiesto che significato abbia questa parola. Uno di quei termini che alla fine risultano molto soggettivi. Ciò che è perverso per te può non esserlo per me o esserlo per altri e via dicendo. L’unico significato che gli potrei dare è il volere un qualcosa per cui poi non si può più farne a meno, che ti spinge a cercarla in ogni modo, anche calpestando i diritti morali degli altri.

Io amo giocare nella sessualità, per me non esistono limiti tra due persone che si rispettano e amano. Mi piace la fantasia, la creatività, perché il sesso è anche questo, un gioco, non bisogna prenderlo sempre cosi seriamente. Bisogna sapersi anche prendere in giro. Fino a quando riguarda due persone, nell’ambito della propria intimità, senza invadere la vita degli altri e le loro idee.

Ci sono poi due motivazioni che ti portano a certe ricerche. Una che giudico sana, quella di far vivere ogni fantasia al proprio partner. L’altra invece che può denotare qualche scompenso mentale, quella in cui si è alla ricerca spasmodica del “di più sempre di più”. Persone che ricercano ogni tipo di sessualità a prescindere dai gusti dell’altro, che se è accontentato, ok, altrimenti va a cercarlo altrove. Alias “cornuto”…

Certo che quando mi è capitato di vedere scene di uomini legati, imbavagliati e frustati da una vestita in lattice, un po’ ridere mi fa. Ma se gli piace, potrei dire affari suoi. Il fatto è che in quei casi spesso più che un piacere (che comunque provano) questo gioco è dovuto anche a qualche scompenso caratteriale.

Mi spiego. Come detto io amo giocare e non ho nessun tabù con la persona con cui sto, ma c’è un punto importante. Se lo faccio, è solo perché a lei va e piace, altrimenti non me ne frega niente e soprattutto non ne sento la mancanza. Per certi elementi invece certe mancanze nel tempo pesano e non ne possono fare a meno, ecco, forse in questi casi il termine “pervertito” è coerente.

Quando ami qualcuno ciò che si fa, non ha molta importanza e non quantifica il piacere, almeno non per me. Nel senso, se ciò che la eccita di più è la rassicurante posizione del missionario, per me diventa la posizione più interessante al mondo, perché so che per lei è il massimo. Se mi dicesse che il suo punto erogeno è il polso, starei tutto il giorno a baciarlo, mordicchiarlo e il resto non mi mancherebbe.

Quello che deve sapere la mia partner è che di lei e con lei, niente mi farebbe schifo e che deve fidarsi nel parlarmi senza timore di essere giudicata. La complicità è l’essenza dell’amore.

La cosa peggiore è l’ipocrisia. Nella mia vita ne ho viste di tutti i colori. Quelle che ti dicono mille volte quanto gli fanno schifo i porci e poi se iniziano a fidarsi di te, fanno cose che imbarazzerebbero anche le pornostar. Poi ci sono le manager sicure di se, autoritarie nel lavoro, tutte perfettine, che dicono che vivono anche senza uomini e scopri magari (e ce ne sono più di quante immaginate) che hanno un desiderio profondo di farti da schiava.

Certi giochi devono essere giochi, se diventano ossessioni, allora si cade sulla perversione. Se la mia ragazza gli piace una notte vestirsi da poliziotta e ammanettarmi al termosifone, ok, ma se poi raggiunge l’orgasmo solo cosi, incomincio a preoccuparmi, anche perché potrebbe venirle voglia di usare il manganello :-)

In amore bisogna parlare e parlare e ascoltare e ascoltare, altrimenti si cade nella repressione.

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