Andar via dalla mia Città
Andar via dalla mia Città
ago 11
Ho sempre provocatoriamente affermato di non essere un nazionalista e tantomeno un campanilista, questo per sottolineare che m’interessa soprattutto ciò che vien fatto più di chi lo fa. Se è cosa buona, applaudo, se non lo è punto il dito anche in casa mia, figuriamoci fuori dalla porta.
Questo non vuol dire però che nel vivere gran parte della propria vita in un luogo poi ti sia indifferente lasciarlo. Alla fine diventa parte di te, la tua città è come fosse la propria casa solo un po’ più allargata e gli abitanti, una sorta di lontana parentela.
Sincerità, amata solitudine. Accostamento che faccio spesso, perché infondo il sincero è spesso un po’ solo, visto come scontroso, addirittura sull’antipatico. Non è ovviamente così, e non si può generalizzare, ma capita. Ok Max, ma che centra con l’inizio di questa “lettera”, se così si può definire, spiegaci?! Semplice preparazione al continuo, diciamo una premessa per non farvi arricciare il naso dopo.
I Piombinesi non sono il massimo della simpatia, ecco, l’ho detto. Probabilmente penseranno lo stesso di me, chissà, non ho indagato. Si dice che spesso l’antipatia ha motivi di superficiale conoscenza oppure una chiusura caratteriale, si forse, ma sinceramente (ecco) credo proprio non siano grandi simpaticoni.
Non trovo neanche abbiano mai capito molto di me, anche se chiaramente scusati dal non essersi relazionati in un modo più approfondito da scoprirlo, però non hanno neanche fatto grandi sforzi. Tutto si ferma alla superficie e quella mia si sa quale sia; quanto influisca la mia disabilità sul giudizio di me? Tanto, non nascondiamolo, tanto tanto, inconsciamente per molti ma influisce.
Lo vedo anche in questi ultimi anni dopo che mi sono sposato, anzi, ve lo voglio ripetere e far sapere se a qualcuno ancora non fosse giunta notizia: è mia Moglie quella che mi segue ovunque, non è la mia badante rumena, ok? Con tutto il rispetto per le badanti rumene. Comunque questo era tanto per togliermi un sassolino dalle scarpe, simbolicamente parlando, visto che è cosa improbabile ci vada fisicamente! Uno dei vantaggi a essere disabili.
Detto ciò, è lapalissiano che le parentele (tra virgolette) possano pure essere antipatiche, ma sempre di “casa” tua si tratta e vedi e rivedi giorno dopo giorno, ti diventano familiari e staccarsi non lascia indifferenti. Eccoci al punto: separarsi dalla propria città. Tutta questa premessa per dirvi che con tutta probabilità me ne andrò da Piombino.
No! Max! Non lo fare! Come faremo senza di Te!
Ok, dopo urla e strappi di capelli da parte dei miei concittadini, ora concentriamoci e vi spiego il motivo di questa separazione. Intanto tranquilli, non siete così antipatici al punto di farmi scappare dalla città! Su questo potete rilassarvi. Il vero problema è il lavoro per mia Moglie, ora non fate battutine del tipo: ma come, non fa già la badante?! Ah Ah, vedete, riuscite pure a essere simpatici se volete.
Finita l’ilarità, parliamo seriamente.
In quasi tre anni non è riuscita a trovare uno straccio di lavoro serio, almeno che non si metta a fare la “venditrice” perché sapete, se vuoi fare il rappresentante, arrivano offerte da tutte le parti! Chiaro, loro non ci perdono niente e magari ci guadagnano ma non è ciò di cui abbiamo bisogno, perché nel nostro caso il lavoro è strettamente legato a possedere una casa tutta nostra e con certe tipologie di lavoro è difficile avere un mutuo.
L’unico lavoro in questi ultimi due anni è stato quello stagionale della COOP, tre mesi estivi, quest’anno forse neanche tre ma due, non si sa…prospettive di assunzione? 0,5 non di più, voto scarso. Ci sono stagionali che lo fanno da anni e ancora sono precari, quindi ho aspetti 6, 7, 10 anni, oppure sei figlio o parente o amico con qualche spintarella (che pensieri cattivi ho vero?) e noi non possiamo in entrambi i casi… io poi chi mi conosce sa che nel chiedere “favori” sono un disastro. La COOP poteva essere un’ottima soluzione per le nostre esigenze, anche come flessibilità degli orari ma ci stiamo mettendo una pietra sopra… anche perché pure loro gridano alla crisi e ormai questa parola è la scusa che va più di moda per dirti NO.
Allora che fare? Giustamente starete pensando che non è meglio altrove, il virus della crisolide è un po’ ovunque, è vero. Nel nostro caso vogliamo fare un tentativo, grazie ad una persona conosciuta durante un nostro viaggio in quel di RHO (MI) che ci potrebbe aiutare. La vita può essere strana ogni tanto, magari ti aiuta più un semisconosciuto che chi ti conosce da una vita, anche se spesso solo superficialmente (come detto in precedenza). Poi non se ne farà niente, chissà, ma almeno è un tentativo, meglio che questo limbo.
In tutti questi anni per trovare lavoro a me è sempre stato un dramma, soprattutto per mancanza di “carte”, intese come diplomi vari, perché io sono un povero ignorantello che ha appena superato la terza media. Il fatto poi che mi sono mangiato enciclopedie di libri nel corso degli anni conta poco per entrare in uffici pubblici o privati, almeno che non ci vuoi stare come inserimento sociale a poche decine di euro. Di questo però non ne faccio colpa a nessuno, è andata così, alla fine mi sono sempre arrangiato da solo, grazie alla mia passione per il web e ora sono un personaggio “famoso” per ciò che sto facendo riguardo al Turismo Accessibile in Italia, anche se molti Piombinesi non lo sanno.
Vorrei però dire che esistono anche vie traverse per aiutare qualcuno, ora per esempio che sono sposato, si poteva aiutare mia Moglie e questo di conseguenza aiutava pure il sottoscritto… Lei le “carte” le ha… ma c’è un altro modo per dirti di NO oltre a quello della crisi, è il “c’è chi sta peggio di te”, certo… vero… se è per questo però al mondo c’è SEMPRE chi sta peggio di te, quindi? non si aiuta nessuno?
Domandina al Piombinese medio: ma se qualcuno aiutava mia Moglie gridavate all’ingiustizia? Facevate un corteo di protesta per favoritismi? Attacchi d’invidia?
Tralasciamo le risposte ai posteri.
Tutto questo per dirvi che se non vedete più quella macchinina monouso con un tipo strano sopra con un cappellino in testa o come dice il mio amico “Giogio”, un centrino…ora sapete il perché… ma soprattutto volevo dirvi che se non torneremo, mi mancherete, nonostante il mio sfogo finale… alla fin fine sempre “parenti” siete e diciamolo, molti pure simpatici dai!
Vi aggiorneremo.


Oh, oh! Mi sa che sono l’unica normo che non ha mai provato l’ebrezza del sassolino nella scarpa (fisicamente parlando). Riesco sempre a far entrare il piede con sotto le stringhe ma mai un sassolino! eheheh, vantaggi dell’essere una normo speciale!!! :-p ahahhahaha
Che boiata ho detto!
Era da un sacco che non passavo di qui. O meglio, ci ero passata forse un paio di volte ma trovavo sempre interventi sul sesso che, un po’ son interessanti, ma poi mi mettono a disagio. Finalmente un intervento più consono a me. Certo, per quel che c’è scritto era meglio che tua moglie Enza avesse un lavoro fisso, che voi riuscivate a realizzare i vostri sogni senza dover cercar fortuna chissà dove ma, purtroppo c’est la vie! E in questo periodo di crisi l’unica cosa che posso fare è augurarvi con tutto il cuore che le cose presto si sistemino e chissà mai che la prossima volta che tornerò leggerò di qualche piccola dolce novità in arrivo…. Incrocio le dita! Saluti!
…hey max…ma che vieni dalle mie parti?…ti aspetto…anche se io vorrei andare dalle tue…ciao bacioni roxi