Vorrei guidare un auto
Vorrei guidare un auto
nov 22
Possibile che l’uomo sia riuscito a creare mezzi per andare nello spazio e un distrofico ancora non ha modo di guidare un auto? si, purtroppo è possibile.
Certo, andare nello spazio è un business che porta diversi soldini, permettere di guidare un auto ad un disabile, sicuramente è meno redditizio. Soldi soldi, sempre li si va a cadere.
Qualche anno fa andai in un officina specializzata vicino a torino, una mia piccola follia, mia e dell’amico che mi ci portò. Facemmo 5 ore di strada all’andata e tornai alle 7 del mattino dopo.
Mi avevo detto che c’era un nuovo dispositivo che permetteva di sterzare il volante anche per chi ha pochissima forza nelle braccia, nelle mani.
Questo semplice elemento di trasmissione consente al conducente di dirigere il veicolo con uno sforzo di pochissima entità e può essere opportunamente dislocato secondo necessità (adattato quindi per arti molto corti, rigidi ecc).
E’ particolarmente adatto a chi, affetto da Sclerosi Multipla o Distrofia Muscolare, é impossibilitato a compiere la completa rotazione del volante.
Per la gestione del volantino si possono applicare diversi modelli di impugnature come pomello, forcella, e molte altre come il tripode, sagomato e realizzato seguendo le misure della mano del conducente.
Il volantino può essere abbinato a qualsiasi altro dispositivo di guida, secondo le singole necessità. La foto a lato mostra un volantino su cui è stata installata una centralina per controllare le funzioni ausiliarie.
Il fatto è che pur essendo morbido e leggero nello sterzare (sinceramente neanche poi molto) per effettuare una curva, soprattutto a bassa velocità, lo devi ruotare diverse volte, ovviamente, perchè ha un raggio inferiore rispetto al volante principale, il che vuol dire che prima di finire di sterzare sei già appiccicato al muro, o albero, o nel peggiore dei casi, butti sotto qualcuno… lentamente si, ma fa molto male comunque!!!
Sinceramente, detto tra me e voi, una gran cazzata.
Quello che invece era interessante, fu il poter entrare nell’auto direttamente con la carrozzina, io provai sulla kia Carnival. Una volta salito sul veicolo, il conducente si avvicina al volante fino a raggiungere la posizione di guida. L’aggancio della carrozzina è automatico, mentre lo sgancio avviene premendo un pulsante elettrico posizionato opportunamente.
Sul montante sinistro del lato guida è posizionato un telaio con l’appoggiatesta e schienale che, azionato mediante pulsante, ruota fino a giungere in posizione utile.
Per la guida però non ci siamo proprio, o almeno non ci siamo per me. All’andata ero eccitato come un bambino verso Gardaland, il ritorno, bè.. immaginate.
La soluzione migliore per me rimane quella del joystick, simile a quello che ho sulla mia carrozzina e che tra l’altro usano pure per i jet… però è meglio spendere soldi per la guerra, piuttosto che per noi. Tra l’altro questo sistema esiste, in Francia, mentre in italia ancora non è omologato. Sempre avanti noi!!
Ah, dimenticavo un dettaglio, anche se un giorno inventassero qualcosa di veramente adatto, tra comprare l’auto e soprattutto poi modificarla, ci vogliono migliaia e migliaia di euro. Quindi probabilmente me lo scorderei comunque, anche perchè gli aiuti dello Stato sono minimi.
Però, quel brevissimo giro, anche se con difficoltà, nel piazzale dell’autofficina, fu un emozione che non dimentico.
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Guidare le auto, entrare in tutti i negozi, salire su tutti i treni e autobus, utilizzare tutti gli ascensori… e quante altre cose.
E’ una continua lotta! Ma non ci arrendiamo
….ciao ippo
sempre una lotta, ma le cose facili poi sono noiose, quindi avanti 
Baci.
Trovo scandalose due cose su tutte:
La prima che non si siano ancora decisi a rendere attuabile la soluzione esistente in Francia anche da noi;
La seconda, che non ci siano dei seri e concreti aiuti per abbattere il prezzo di un’auto con quelle caratteristiche.
D’altronde oggi un veicolo non è un capriccio ma una necessità.
Dici bene caro Daniele, per molti non è affatto un capriccio. Sia Disabili o non.
eeee già direi che esiste ma alla prima scaffa…
Ciao Max, rieccomi qui, mi dispiace per la tua disavventura con il mondo delle auto. Purtroppo in Italia (ma un po in tutto il mondo) non si fa altro che investire, anzi buttare, soldi in progetti morti senza speranza quali i motori a benzina/diesel sempre più prestanti e non si fa nulla per aiutare chi ne ha realmente bisogno.
Fanno costare tutto troppo, dei veicoli del genere non dovrebbero costare più di una vettura normale non è giusto approfittare delle disgrazie altrui soprattutto quando poi sappiamo bene che le tecnologie esistono ma non sono utilizzate.
Insieme al progetto delle macchine ecologiche potrebbe essere sviluppato contemporaneamente un ottimo sistema di assistenza alla guida adattabile senza grosse spese grazie al minor ingombro e peso che questo tipo di vetture dovrebbero garantire.
Di che parte sei Max? Dai che se un giorno passo da te ti veniamo a prendere e ci andiamo a fare una bella scorazzata per la città così me la fai conoscere
Un salutone caro!
Ciao bello…grazie del tuo intervento, come darti torto
e grazie della citazione nel tuo blog.
…io sono toscano, Piombino…davanti l’isola d’elba
un salutone a te.
Ciao Max, Piacere di conoscerti.
Purtroppo so cosa significa, visto che in famiglia abbiamo sempre convissuto con qualcosa di simile: purtroppo o stato non aiuta tantissimo – e qui asud è nettamente peggio – qualche piccolo diritto che si ha, anche quello, occorre lottare per poterselo far riconoscere… e penso anche, banalmente, all’uso del contrassegno per il parcheggio.
Mi chiedo una cosa: ma oggi che siamo nella UE, un’auto omologata in Francia, non può circolare in Italia?
Ciao luigi, piacere mio e grazie della tua partecipazione.
Si, si può prendere in francia e guidarla in italia, però devi prendere la patente in francia….il che capirai non è una cosa semplice, più che altro per il denaro…dovrei stare del tempo li…senza contatare ilcosto di certe modifiche….purtroppo anzhe il fattore soldi influenza molto queste soluzioni.
…mi avvio a nanna, ne parleremo ancora. Notte luigi.