Voglio una vita agitata
Voglio una vita agitata
mar 10La mattina, quando mia madre mi porta la colazione, mi veste e vado in bagno, mi devo sorbire un’oretta di radio. Odio la radio!! troppe chiacchere, le stesse canzoni passate mille volte, che poi diventano un tormentone, ma va bè, devo anche accontentare mia madre, poco però!!
Tra i brani che ti propinano a raffica, ovviamente ci sono quelli dell’ultimo Sanremo, tra cui quella di stoccafisso Tricarico “Voglio una vita tranquilla”. Appare che l’avrebbe potuta scrivere pure mio nipote che ha 3 anni, mi faceva pensare come i desideri delle persone possono essere realmente opposti. Lui la vorrebbe tranquilla, visto che evidentemente l’ha sempre avuta agitata, il che un pò stento a crederci nel vederlo, sembra un lampione statico con la parrucca, ma se lo dice lui, sarà cosi. Invece io la vorrei diametrealmente opposta, cioè, agitata, molto agitata!!.
Ho la mente agitata, quella si, sempre avuta, ma quando una mente agitata risiede in una vita troppo passiva, rischia di spengersi e se si ribella a questo tramonto, allora tende a scuotersi ogni giorno e prima o poi esplode, come una lattina di birra che rotola per terra.
Mi mancano le grandi città, l’energia che ti sposta da una parte all’altra, il “suono” pulsante della vita, sentirsi parte del mondo e non in un angolino oscuro dove la vita solo ti sfiora.
Avvolte quando sono solo in casa, metto la musica a tutto volume e urlo come un pazzo, per non diventarlo davvero pazzo.
Perchè la gente si accontenta di vivere cosi? sono io che non avendo vissuto molto del mondo, ho un giudizio più negativo di certe vite, oppure quel modo di vivere è veramente misero?
Sarà che quando mi avvicino al mio compleanno, mi sembra di aggiungere ancora un altra pietra alla mia tomba e quindi sento ancor più le mancanze, sarà che casa mia sta diventando sempre più come un microcosmo per me, sarà che ho tante cose dentro ancora inespresse, sarà che la mia mente è molto più viva del mio corpicino…sarà…
Voglio una vita agitata, una vita che mi consumi ancor prima che sia il nulla a farlo.

la poesia è di P.Neruda ma tra le righe ti risconosco più di una volta e ti posso assicurare che non sei il tipo che muore lentamente
Un abbraccio
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
Ammiro una canzone di Tricarico: Io sono Francesco. Per il testo, per il contenuto. Per tutte le parole, soprattutto queste:
…le dico non ricordo mio padre è morto presto
avevo solo tre anni non ricordo non ricordo
lei sa cosa mi dice neanche mi guardava
beveva il cappuccino non so con chi parlava
dice “qualche cosa qualcosa ti avran detto
ora vai a posto e lo fai come tutti gli altri”
…
io sono andato a posto ricordo il foglio bianco
bianco come un vuoto per vent’anni nel cervello
e poi ho pianto non so per quanto ho pianto
su quel foglio bianco io non so per quanto ho pianto
brilla brilla la scintilla brilla in fondo al mare
venite bambini venite bambine e non lasciatela annegare
prendetele la mano e portatela via lontano
e datele i baci e datele carezze e datele tutte le energie
Cadono le stelle è buio e non ci vedo e la primavera
è come l’inverno il tempo non esiste neanche l’acqua del mare
e l’aria non riesco a respirare
…
il padre è solo un uomo
e gli uomini son tanti scegli il migliore seguilo e impara
buongiorno buongiorno io sono Francesco
questa mattina mi sono svegliato presto
in fondo in quel vuoto io ho inventato un mondo
sorrido prendo un foglio scrivo viva Francesco
brilla brilla la scintilla brilla in fondo al mare
venite bambini venite bambine e non lasciatela annegare
prendetele la mano e portatela via lontano
e datele i baci e datele carezze e datele tutte le energie
venite bambini venite bambine
e ditele che il mondo può essere diverso
tutto può cambiare la vita può cambiare
e può diventare come la vorrai inventare
ditele che il sole nascerà anche d’inverno
che la notte non esiste guarda la luna
ditele che la notte è una bugia
che il sole c’è anche c’è anche la sera
A molti ha fatto clamore, ma questa canzone è geniale.
Bè Silvia, clamore in italia si fa con poco
comunque la conoscevo, almeno qui si è sforzato un pò…e il significato è trascritto in modo originale
bacini Silvia.
Glory, tranquilla…chi mi ammazza a me
comunque riportata da te è meglio che sentirla leggere da Prodi
bacio.
aspetta quando fai gli anni?
Il 21 anto
ehm la poesia pare non sia di neruda ma di una certa Martha Medeiros, leggete qui :
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/crisi-governo-2/poesia-neruda-no/poesia-neruda-no.html
non che voglia fare la maestrina è che io adoro neruda e anche io sono caduta in questo equivoco, dovuto ad un errato passaparola!
e la canzone che mandava affanc… la maestra era adorata da mio figlio Andrea, che aveva tre anni quando suo padre è morto, e aveva una maestra che ricordava quella del tricarico, quando si dice i casi della vita!!!
caro max, a volte penso che sono talmente abituata agli “scossoni” della vita, non mi è stata data in sorte una vita tranquilla, che forse non mi ci ritroverei in una calma piatta.
Ehi fra un po’ è anche il mio di compleanno, il tuo quando è?? o è scritto sul tuo profilo??? ma devi sapere un segreto non li leggo mai i profili, mi piace scoprire le persone da quello che scrivono …il resto è superfluo
accidenti non avevo visto gli ultimi commenti è il 21!
Lo so che non è di Neruda, già se ne parlò ai tempi che venne recitata in parlamento
ma come disse qualcuno: una poesia nasce da te e diventa di tutti
Si il 21 Zefi
bacetti.
io il 26
max non è accontentarsi…è un desiderio come un altro.
tu avresti voglia di spaccare il mondo…
qualcun’altro vorrebbe stare in pace con quel mondo…
altri che fio ad ora l’hanno spaccato semplicemente hanno bisogno di staccare un po la spina…
Buona notte amicicio
quanto tempo è passato da Vasco… e quanto è attuale la sua canzone con l’emozione che richiama il bisogno di VIVERE che ha ognuno di noi.
cmq la radio a me piace, qualitativamente è nettamente superiore alla TV… provato a cambiare stazione? ce ne sono di ottime.
Io credo che ognuno di noi ha desideri, modi di sentire e obiettivi diversi, perciò la tranquillità desiderata da uno, non è la cosa voluta da un altro e nessuno dovrebbe giudicare questo, credo, visto che fa parte dei desideri e dei modi di sentire personali e soggettivi.
E’ come se uno criticasse il vostro modo di camminare, di parlare o di starnutire: fa parte di voi. Così il “sentire”.
In ogni caso, penso che, come molte cose nella vita, la situazione ottimale sia quella del mezzo: una vita tranquilla, ma movimentata quando serve.
Credo che nessuno potrebbe vivere permanentemente in una delle due situazioni, qualunque essa sia: sarebbe un logorio continuo, perché sarebbe una situazione statica, si trattasse pure di vita movimentata, sarebbe comunque una situazione che paradossalmente non cambia, perennemente incasinata.
Non so se sono riuscita ad esprimere chiaramente il concetto, forse mi sono un po’ ingarbugliata…
Un saluto a tutti
Antonino, ariete testone pure tu
Mat, bè, per chi ha vissuto agitato si, ovvio che un pò di relax ci vuole
eh Luigi, si il Vasco con la vita spericolata, bè, lui anche troppo
la radio mi piace la notte, tipo radio capital
Gaia, la critica può essere anche positiva, se non si critica mai nessuno e niente si rimane sempre gli stessi, poi ovviamente ognuno ha le sue esigenze…ma c’è gente che non ha la forza di cambiare e un pò di spinta può far bene…mica tutti se vivono in un certo modo vuol dire so contenti cosi
Concordo che il segreto sia sempre la giusta misura, un estremo porta sempre a stancarsi.
Bacio.
io invece voglio il mio amico…quello che cera sempre al di fuori di tutto e che senza motivo si è allontanato…evidentemente l’amicizia stava solo da una parte!
mah….vabbè…
era per dire che non sempre tutto quello che si vuole si ottiene….
cazzo frate quanto hai ragione, quello sfigato di Tricarico non si rende conto di quanto è stata generosa con lui la natura a dargli un corpo funzionante. Capisco che ha avuto qualche problema da piccolo ma chi non ne ha avuti? Io ne ho passate peggio di lui ma non per questo sto a piangermi addosso.
Il vero figo sei tu sebbene l’handicap cioè guarda ke moglie ke ti ritrovi
eheheh sbrodo!! grazie del commento! mi hai fatto proprio sorridere
un abbraccio.