Piccole fatiche quotidiane
Piccole fatiche quotidiane
ott 17Se pensiamo alle difficoltà fisiche che un disabile deve affrontare, molte è semplice dedurle anche da parte di persone con fisicità “normale”. Basta pensare alle barriere architettoniche, ovvero scalini, marciapiedi, ecc. Oppure le difficoltà giornaliere personali, andare in bagno, prepararsi da mangiare, spogliarsi e vestirsi. Poi quelle di spostamenti, utilizzare auto, mezzi pubblici ecc.
Però malgrado queste siano comunque difficili da sostenere e di sicuro rendono la vita molto più complicata, paradossalmente sono le più facili d’accettare, proprio perchè te le aspetti, sai che è cosi e sempre lo sarà.
Le difficoltà apparentemente piccole sono le più subdole e nel tempo possono logorrarti l’anima, come le piccole goccie che cadendo di giorno in giorno riescono a formare buchi anche nelle rocce più dure.
Se vi dico mestolo e piede, voi che associazione ci fate? io ve lo dico ma non sfottete
. Praticamente la mattina per mettermi la scarpa destra uso un mestolo di legno da cucina per raddrizzarmi le dita. La sinistra? bè, quella ci pensa mia madre con le dita. Questo tanto per dirvi una di queste piccole fatiche.
Ma per me le azioni che per molti risultano banali, spesso sono un impresa se sono solo e vedere le proprie mani che lottano pure per cose che anche un bambino riuscirebbe, risulta avvolte deprimente.
Nella mia vita ho sempre utilizzato il cervello e la fantasia per ovviare ai miei limiti e riuscire a fare queste piccole azioni di tutti i giorni, usando mezzi diversi e la capacità di guardarmi intorno, cercando la soluzione alternativa per raggiungere lo scopo.
Certo, il tempo che passa e l’invecchiare, non fa altro che aumentare le difficoltà. Avvolte l’energia è cosi bassa che mi prende lo sconforto. Dolori alla schiena, affaticamento muscolare e la rabbia per gli enormi sforzi anche nelle piccole cose. Se sono solo mi sa che di sete forse non morirei, la bottiglia l’apro con i denti, fino a che essi durano, con la dentiera dovrò inventarmi qualcos’altro
, ma di fame forse si, trovo un impresa anche aprire il sacchetto di un merendino.
Per fortuna la natura mi ha anche donato di grande pazienza.
Vorrei che la gente capisse quanto sia fortunata a poter fare tutto ciò che un corpo “normale” riesce a fare e la smettesse di prendersela per ciò che non ha, mentre è tanto ciò che già possiede.

sei un guerriero…hai tutta la mia stima…mi piacerebbe conoscerti…sicuramente c’è molto da imparare da te….ciao
…ciao luigi, grazie delle tue parole…passa di qui ogni volta che ti va, sei ben accetto.