Mia Madre
Mia Madre
lug 06Che spavento l’altra notte. Era un paio di giorni che non stava bene, colpa di un virus che poi si è impossessato pure di me. Febbre e dolori muscoli. Ormai ci sono i virus pure in estate, ma non vanno in ferie questi stronzi?
Erano le ventitré, si alza per andare in bagno e poi in cucina per dare una scatoletta al gatto, come sempre. A un certo punto sento un botto e silenzio. Il mio micio che miagola e lei che non gli dice niente. Lunghi e interminabili minuti in cui mi vengono i pensieri più brutti. In quel momento mi sento ancor più solo al mondo, poi odo un rumore, allora provo a chiamarla. Dopo altri cinque minuti eterni mi risponde e dice che è caduta svenuta.
Non riesce a muoversi ed io non posso fare niente, allora decido di chiamare il 118, il che gli fa ritrovare le forze per mandarmi a fanculo, sì, proprio li. Perché? Per uno slancio di personale dignità, poiché non era ben vestita e profumata e quindi si vergognava la vedessero. Bè, chi se ne frega, io li fa venire ugualmente.
Li avviso di non usare la sirena, tanto per non crearle agitazione, poiché lei si preoccupa sempre di cosa pensa la gente. Questi arrivano, entrano, barzelletta, vengano da me invece che da lei. Ma devo essere sempre io il malato?? mah. Comunque la visitano un po’ e gli consigliano il pronto soccorso, ovviamente non ci va, anche per non lasciarmi solo, ma il peggio era passato.
Mi sono posto tante domande in quei momenti, domande cui cerco di non pensare spesso, forse perché le risposte non mi piacerebbero…
Mia madre invecchia, come tutti. Io ho solo lei adesso, mio padre ha la sua famiglia da quando ero piccolo e se ne frega di me, mio fratello ha la sua e di certo non mi piacerebbe essere una preoccupazione anche per loro.
Non è che ho bisogno di tante cose, ma di alcune sì, quindi quando mia madre non riuscirà più a farle che farò, non lo so. Già adesso riduco al minimo le mie esigenze, riducendo però allo stesso tempo al minimo anche la mia vita.
La comprendo, anche se sono suo figlio, dopo una vita che mi ha dedicato in tutto e per tutto, può essere stanca. La perdono per tutte le volte che mi fa sentire un peso, per aver rinunciato a uscire la sera, ormai lo faccio raramente. Quando lo faccio, mi fa sentire in colpa se torno tardi e la sveglio.
Ti perdono mamma se quando mi vesti, sembra ormai lo fai con un manichino, senza grazia, senza delicatezza né dolcezza. Tutto è solo meccanico e per te ormai logoro. Ti perdono se sono costretto a lavarmi su di una sedia e ogni volta è una tortura più che un piacere. Ti perdono se solo negli ultimi quattro anni e perché dovevo lavorare al pc, ti sei decisa a lasciarmi solo nel mio letto la notte, dandomi in minimo d’intimità.
Ti perdono perché non capisci che anche se con te mi lamento poco, la vita che faccio non mi piace per niente e spesso non è vita. Mentre tu giudichi stupito ogni tentativo che faccio di vivere, tipo quando prendevo il treno da solo per andare a Roma dalla mia ragazza e mi offendevi in ogni modo.
Ti perdono tutto, perché alla fine lo so, se mi capita qualcosa di brutto, dimentichi tutte le fatiche, le rabbie, la pesantezza della tua vita e per aiutarmi faresti ogni cosa. Ricordi anni fa, quando feci l’incidente in auto con la ragazza con cui stavo allora? 1 mese in ospedale, due mesi a casa immobilizzato nel letto e tu che sembravi una ragazzina piena di energia a farmi tutto, ti ho anche fatto smettere di fumare.
Mi spiace se ogni tanto sono duro con te, ma non sempre ho l’energia per resistere a tutto questo. Mi mancano le coccole, perché tutto questo inferno non mi ha reso gelido o insensibile o arrabbiato, no. Sono sempre io, un coccolone, uno che vibra per una carezza, che trema per un bacio, che si perde in un abbraccio.
Andiamo avanti, sapendo che meno di cosi non posso fare e tu più di cosi non potrai.
Un giorno ci sarò solo io e il destino. Di certo non mi troverete in qualche ricovero di fredda assistenza. Non cercatemi tra le mura di un ospedale, piuttosto tra la folla in un concerto o per le strade con il mio iPod alle orecchie a canticchiare, con la solita gente che mi guarderà stralunata ed io che sorrido ancora di voi che non sapete, che non capite e che forse non capirete mai


sono felice che stai meglio e che sei tornato.
Lo sai anche tu senza che nessuno te lo dica che per quanto tua mamma a volta compia dei gesti in modo automatico o per quanto non usi tenerezza, ti ama moltissimo, e anche tu la ami moltissimo, si legge tra le tue righe.
Per il domani, spaventa in genere tutti, hai ragione a porti domande, che non vuoi porti, se parli di destino, solo vivendo si può scoprire cosa ci riserva il domani…
Per il resto il desiderio che manifesti di affetto e di affettuosi gesti è molto dolce ed insolito, spero che tu abbia intorno tanti amici e cari che ti riempiano di tali gesti, perchè li meriti tutti.
Io ti abbraccio da qui, so che non è lo stesso, ma è quello che posso.
A presto Max.
Grazie del bentornato. Si Barbara, il futuro spaventa un pò a tutti, anche se per motivi diversi…chi per pessimismo, chi per insicurezza e debolezza caratteriale, chi invece conoscendo la propria realtà gli vien più difficile vederlo colorato…ma se ti ricordi, in un mio post scrissi che sono un tipo molto molto curioso e quindi che lo vedo scuro o chiaro…devo vederlo con i miei occhi
…perchè è insolito il desiderio di certi gesti? che poi amo ancor più farli che ricervi, ma questa è un altra storia.
Su gli amici cari…lasciamo perdere.
Un abbraccio a te.
insolito per un uomo esprimere così a gran voce il bisogno di coccole, solitamente questi bisogni sono più espressamente manifesti dalle donne…
ricordo la curiosità di cui parlavi,
sugli amici cari…non so che dire!
Un nuovo abbraccio
…non so cosa sia insolito o no, maschile o femminile, anzi…mi piace avere uno spiccato lato femminile
non credo che la virilità o forza di un uomo si veda nascondendo certi bisogni.
…quindi oltre dirlo potrei anche fare striscioni senza problemi
Sugli amici cari, tranquilla…non so che dire manco io
Nuovo abbraccio.
te l ho detto ke siamo simili…io ho solo mio padre…e qualke gg fa ank io l ho ritrovato…per terra(anzi, dentro la vasca, c è caduto dentro..non so come abbia fatto ma è così, a pensarci quasi rido))…boom….appena uscito dall ospedale e me lo ritrovo quasi privo di respiro..per fortuna solo due costole rotte…e qualcos altro ancora da definire….cmq spesso mi pongo delle domande a cui rispondo sbattendomi in faccia la realtà, piango e mi dispero a volte…io vivo sola con lui e quando vado per mesi fuori da casa per lavoro, vivo con l angoscia…ho solo lui…mi piacerebbe se mio padre possedesse il dono dell immortalità almeno fino a quando io sarò in vita…oppure (so ke è pessimista e brutta da dire)non sai quante volte spero di andarmene prima io..sarà un pensiero macabro ed egoista, ma non mi vergogno di pensarlo e di dirlo…sai gli ho scritto una lettera ke ancora dopo 2anni non sono riuscita a adargli, dove io mi metto”nuda”…tutti i miei segreti dall infazia ad ora, tutti i miei pensieri:quelli buoni, quelli cattivi, quelli perversi…tutto su di me…è il titolo della lettera..e credo ke lui di me sappia già tutto ma non nè abbiamo mai parlato, mai…non si è mai intromesso nei miei fatti e certe volte l ho pure istigato a farlo…ma alla fine finiamo nel nasconderci e lasciare le parole al silenzio e ad un tacito consenso alla verità nascosta….è così…e lo sarà..ma un gg spero di riuscire a dargliela!….
Questo e’ uno dei piu’ bei post che io abbia mai letto. Mi piace perche’ e’ profondo, perche’ racconta la verita’ senza sentimentalismi e tuttavia genera una tenerezza infinita. Non la conosco tua madre ma mi sembra quasi di vederla mentre tenta di ricomporsi perche’ vuole stare bene anche se si e’ sentita mancare.Mentre ti veste quasi meccanicamente con quei gesti che fa da una vita ormai senza ricordare neppure piu’ il tempo nel quale credeva che prima o poi lo avresti fatto da solo, cosi’ come ci si aspetterebbe da ogni bambino che cresce. Fai bene a perdonarle quei momenti nei quali forse e’ un po’ leggittimamente stanca. Una persona come te che sa’ toccare cosi’ profondamente con le parole forse quell’abbraccio che non riceve fa ancora in tempo a chiederlo…un bacio
Artemisia