La mia Storia: sesto capitolo

La mia Storia: sesto capitolo

feb 05

Mio padre intanto con la nuova compagna, sfornarono un bambino, uso questo termine perchè sembrava avesse uno stampino per dolci, visto che anche questo era un maschio biondo e con gli occhi azzurri. Come conseguenza della sua nascità ci fu una drastica riduzione dei viaggi estivi, da prima perchè era troppo piccolo e dopo perchè le spese diventano insostenibili.

Nei primi anni mi capitava spesso di tenerlo in braccio, soprattutto per farlo addormentare, e questo devo ammettere mi piaceva molto, nel tempo però il suo attaccamento fu maggiore con mio fratello…le motivazioni erano semplici…la mia scarsa mobilità non mi dava modo di farlo giocare più di tanto, questo non mi causava molta sofferenza, a differenza invece di quando vedevo mio padre che quasi lo costringeva a giocare con me, pensando di farmi piacere, procurando invece la sensazione opposta…ma anche in questo lui non è mai stato molto bravo.

Finalmente una svolta positiva nella nostra famiglia. Finite le elementari decidiamo di andar via da quella cappa di fumo e trasferirci in Piombino. La scelta della casa fu accurata sotto il profilo della zona, ma non molto intelligente per il futuro, perché non era al pian terreno e questo mi avrebbe causato sicuramente dei problemi…è vero che c’era l’ascensore, ma era uno di quelli di vecchia costruzione, con le porte che si aprono in dentro e piccolissimo, infatti per molto tempo mia madre preferiva portarmi su per le scale…forse quando hai la forza per fare una cosa senza troppe difficoltà, spesso non pensi che prima o poi questa forza verrà a mancare.

Anche la scuola scelta aveva un problema simile, prima di entrare c’erano 10 scalini e un corridoio lungo da percorrere. Il posto in compenso era bellissimo..piazza Bovio..una costruzione antica situata nella zona più bella della città, vicina al mitico faro.

Un’altra difficoltà nasceva dal fatto che mia madre aveva chiesto il trasferimento, ma non gli era stato accordato nella mia stessa scuola, bensì alle elementari di piazza Dante Alighieri.

Il primo giorno fu sicuramente il più imbarazzante, e infondo me lo aspettavo. Mi venne a prendere il solito pulmino e arrivai come sempre prima degli altri in classe. La scena fu questa: mi metto al banco più vicino alla cattedra (quasi sempre sceglievo quel posto perché era più semplice nei momenti in cui mi interrogavano, non c’era bisogno di spostarmi) nessuno mi conosce, entra l’insegnante e come abitudine tutti si alzano in piedi..io no. Bastava già questo per suscitare perplessità nei miei compagni, e il tutto si amplificava nell’intervallo, quando suonava la campanella e tutti scattavano fuori correndo, mentre io rimanevo seduto lì da solo. Non vedevo l’ora che le lezioni finissero, si svuotasse la scuola ed io uscivo nell’anonimato.

Ben presto la curiosità del resto degli alunni si faceva sempre più accentuata e infondo non mi pareva vero, almeno nel giro di poco tempo tutti conoscevano il mio problema e molti imbarazzi terminavano.

Un’altra situazione che mi dava molto fastidio era quando avevo bisogno di andare in bagno.Naturalmente mi vergognavo a farmi portare da una persona sconosciuta e quindi simulavo spesso grandi dolori di stomaco, cosi veniva chiamata mia madre e mi portavano a casa. Non una soluzione intelligente, ma a quell’età è difficile superare certe situazioni.

Le giornate trascorrevano più o meno nella stessa maniera di prima, casa, scuola, scuola, casa. Vero che i miei compagni venivano spesso a trovarmi, ma incominciava a mancarmi sempre di più la possibilità di poter uscire anche al di fuori dell’ambito scolastico.

Capitava spesso di farmi mettere su di un mobiletto vicino alla finestra, da dove potevo scorgere un pò di vita cittadina, ci passavo anche delle ore e avvolte anche di sera, quando potevo respirare l’aria della notte, che mi affascinava sempre di più.

wish Intanto era letteralmente esplosa in me la passione per la musica. Non è che prima non ne ascoltavo, ma non mi procurava grandi emozioni. Un giorno mio fratello mi regalò un nuovo CD, era “Wish you here were”, dei Pink Floyd. Non scorderò mai la prima volta che ho ascoltato quell’album, fu la mia prima e vera emozione. Da quel momento la musica divenne ciò che ancora oggi definisco…la mia eterna amante. Senza di lei forse in alcuni momenti la vita mi avrebbe letteralmente schiacciato.

Finalmente potevo isolarmi nella mia stanza, lontano dalle urla dei soliti litigi familiari.

fine capitolo…

13 comments

  1. mi sa che mi devo leggere le puntate perse..;)

  2. Maxanima

    ciao Ale, bè in effetti bisognerebbe leggere anche le altre ;-) basta cliccare sulla categoria “La Mia Storia” e dovrebbero esserci tutte…

    Baci.

  3. max, vuoi venire a pranzo da me?

  4. Maxanima

    eheheh barbie, ho letto nel tuo blog, mi vuoi mettere all’ingrasso? ;-) e chi ce la fa a mangiare tutta quella roba….qualcosa salto anche se è difficile sfoltire visto il menù ;-) ottimo direi.

    Baci.

  5. si si, ma voglio la tua lista!!!
    Anche tu devi stilare la tua lista di accoppiamenti, e a tua volta invitare 5 persone a fare altrettanto…
    …che fai lo porti tu il digestivo??? ;)

  6. …quante volte alla finestra… anche se ora esco, mi è rimasta la passione di guardar fuori, a certe ore mi commuove. E riguardo alla scuola, alle elementari me la feci addosso per non farmi portare al bagno :D

  7. Maxanima

    Barbie…se mangio tutta quella roba altro che digestivo mi ci vuole…devo prendere uno stura lavandini :-D barbarina, apparte che io di cibo ci capisco poco…e la lista te la posso fare volentieri…ma nel tuo post…lo sai che non faccio i meme e le catenine :-) non te la prendere :-) e non finere tutto che c’è alcune cosette che vorrei assaggiare.

    Toppe, fatta addosso no…ma un mal di pancia!!!! :-D

  8. manuela

    Max, scrivi benissimo! mi hai fatto venire i brividi. E mi hai anche fatto riflettere su un sacco di cose, accidenti a te! Non vedo l’ora di leggere la settima puntata. Grazie

  9. Buddha

    Mi piace da morire la tua storia forse perchè ho vissuto da vicino più o meno gli stessi problemi che ha avuto una mia amica nell’inserimento scolastico e quindi posso se pur non direttamente capire cosa hai provato…..
    Credo almeno !

  10. Maxanima

    ciao manuela, sono lieto che ti dia qualcosa leggermi…il settimo capitolo arriverà….però, tutti i capitoli precedenti li hai letti? ;-)

    un abbraccio.

    Ciao Buddha, ormai sei un affezionato lettore…e mi fa piacere che sei sempre presente…buona serata…a presto.

  11. la musica è una bella medicina per il cuore, per l’anima, non potrei farne a meno.

  12. ok, fa niente, io nel frattempo ho recuperato le puntate che mi ero persa e mi sono messa in pari con la tua storia…
    wish you were here è un album bellissimo, come guardare fuori da una finestra di sera, lo faccio spesso anche io, specie quando si vede una bella luna.
    Ho avuto un pò di problemi col pc e nel fare pulizia mi sono partiti anche i programmini per riconoscermi all’accesso nel tuo blog, tra gli ultimi visitatori, e la zona geografica, mi dispiace, ma non so che fare, io comunque passo sempre di qua e ti leggo, e come vedo al momento mantengo il numero più alto di commenti, dopo di te, ovviamente. ;)
    Ti abbraccio Max.

  13. Maxanima

    Oh barbarina, strano che non si veda il tuo faccino se vieni nel mio blog, però occhio…guarda in recent readers qui affianco, se vedi uno spazio vuoto sopra la prima foto, cliccaci, vuol dire non sei loggata a mybloglog….e poi ripassi…

    …ti sei fatta una cultura della mia storia :-)

    Sei sempre la benvenuta barbie…un abbraccione.

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