La mia storia: quinto capitolo

La mia storia: quinto capitolo

gen 17

Colonna Sonora: Depeche ModeEnjoy the Silence”

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Il rapporto con mio fratello non aveva niente di particolare, nel senso che riassumeva caratteristiche più o meno comuni. Non giocavamo molto insieme, però c’era una spiccata complicità, ci si capiva con uno sguardo e spesso ci coprivamo le spalle avvicenda quando si combinava qualche guaio. Non mancavano i litigi, che spesso finivano a botte, ma anche questo rimaneva nella norma.

cantoelementari Mi ricordo che imparai un trucchetto per ottenere qualcosa da lui, quando magari non gli andava di farlo… da buon dispettoso com’era, spesso faceva il contrario di quello che gli si diceva, quindi capito questo, bastava che gli facessi credere che volevo l’opposto per ottenere ciò che in realtà era nei miei desideri e funzionava spesso. ;-)

Lui era il ribelle della famiglia, disobbediva spesso anche agli ordini più piccoli e le sue compagnie erano le più casiniste. Io invece venivo considerato lo studioso, il ragazzo per bene, quello da lodare ad ogni esame, in poche parole una noia assoluta per molti.

Non è che ammassi più di tanto studiare, ma era diventato uno dei miei pochi passatempi, visto che uscire era un problema, di amici ne avevo pochi perchè limitati al solo ambito scolastico e non molti avevano voglia di passare il tempo rinchiusi in casa mia, dove per me si stava tramutando sempre più in una prigione.

Intanto i miei decisero di fare un’altro tentativo per la mia malattia, usare l’agopuntura per tonificare e rafforzare i muscoli. Per far ciò ci trasferimmo in una pensione a Milano, situata in Corso Sempione, dove si rimaneva per un mese l’anno.

Passare da un paese di poche anime, ad una città caotica e affollata come Milano, era per me una novità stuzzicante, a prescindere dai risultati delle cure. In verità non è che la vivessi molto quella situazione, visto che la maggior parte del tempo lo trascorrevo tra la pensione e la clinica, con rare escursioni in città, però si respirava un’energia diversa, più viva, che alimentava i miei pensieri.

Non dico come sono rimasto perplesso alla mia prima seduta di agopuntura: sdraiato in un lettino, con più di un centinaio di aghi infilzati ovunque (con il terrore, ogni volta che il medico passava vicino alle mie parti diciamo, più delicate, che me lo volesse piantare uno anche lì!!!), stile letto di fachiro, con in più una particolarità di quella clinica che consisteva nell’aggiungere dei cavi agli aghi che portavano lievi scosse di corrente. Allora, ricordando i libri di storia, mi sono detto:…non è che queste sono le famose “torture cinesi”?…ma non servivano per far confessare qualcuno?..bhò..

Per tre anni feci questa terapia, i risultati venivano, ma erano molto lenti e comunque non aprivano la strada della guarigione, solo piccoli aumenti di forza fisica.

Fu comunque un’esperienza positiva per diversi aspetti. Sopratutto ricordo un collaboratore anziano della clinica, un cinese che mi ricordava vecchi film in cui si praticavano arti marziali e dove le persone più avanti con l’età portavano saggezza.

Spesso mi veniva a trovare nella pensione dove ero alloggiato e mi raccontava vecchie leggende del suo paese. La sua voce sembrava una carezza e mi cullava come la più armoniosa delle melodie. Ogni racconto aveva lo scopo d’insegnare qualcosa, ed io lo trovavo un metodo di buona efficacia.

Una sera mi portò dalla sua famiglia, per assaggiare piatti tipici orientali, rimasi incredibilmente colpito dalla loro accoglienza, sentivo intorno a me un calore mai provato prima, era il calore della famiglia unita, di vecchie tradizioni che dentro quella città cosi tecnologica, iperattiva e industriale, resero quella serata quasi surreale.

Il giorno in cui dovevo partire mi venne a salutare, regalandomi un centrino cucito da sua moglie, di quelli che si mettono sotto il thè.

Conservai allungo quel dono, fino a quando a mia nonna disgraziatamente gli sfuggi dalle mani andando a finire per strada e fu portato via dal vento…almeno questa è stata la versione da lei raccontata. Oltre a quel regalo mi donò una frase che non dimenticherò mai, si mise seduto davanti a me e mi fisso con uno sguardo che sembrava dovesse penetrarmi nel più profondo del mio animo, due minuti di silenzio e poi mi disse: “vedo nei tuoi occhi il giovane guerriero e il vecchio saggio che negli anni prenderà il suo posto. La tua guerra però non sarà sui campi, non causerà spargimenti di sangue. Si svolgerà negli abissi del tuo cuore…torna vincitore amico mio.”

Mio padre nei sui innumerevoli discorsi, non è mai riuscito a colpirmi cosi in profondita, come le poche frasi di quell’uomo sconosciuto.

fine capitolo…

15 comments

  1. niky

    “il giovane guerriero e il vecchio saggio”…
    come potergli dare torto…!hai una forza incredibile max

  2. Maxanima

    ciao niky, un abbraccione a te.

  3. ludo

    nelle parole che ti ha detto qll uomo ritrovo perfettamente la descrizione della persona di cui mi sto innamorando.. non vigoroso ne potente fisicamente..ma una persona con un’interiorità invincibile..affascinante.. che mi ha stregata..un bacino

  4. Maxanima

    ciao ludo, ben trovata…comprendo le tue parole…le persone come me, come la persona con cui stai provando questo sentimento e come molti disabili, si trovano ad un bivio durante la sua vita faticosa: o ridurre la propria energia fino a spengersi completamente, o reagire e trasformare come un alchimista, il negativo in una spinta positiva…quando riesci a far questo, allora hai una corteccia più dura di molti altri…

    …però dalla mia esperienza, mi permetto di consigliarti che anche certe persone hanno bisogno qualche volta di appoggio e una spalla sui cui versare qualche lacrima…..anche i grandi soldati ogni tanto si riposano ;-)

    bacino a te

  5. ludo

    vorrei tanto essere la sua spalla.. per sempre.. solo che lui nn si fida del tutto di me.. secondo te perche??ok ke magari ha avuto delle delusioni.. ma vorrei fargli capire che io sono vera.. reale.. nn fumo k scompare.. ke ci sono, ci voglio essere.. che vivo per lui.. help :)
    bacino

  6. Maxanima

    Ecco, dopo Silvia (approposito, è un pò di giorni che non la leggo) arrivi tu a chiedermi di fare stranamore :-)

    Sinceramente non ho la presunzione di poter dar consigli in campo amoroso, diciamo semmai si può pescare dalle proprie esperienze e condividerle..però ogni persona è diversa e quindi non so quali reali motivi ci siano nel vostro rapporto.

    Solo alcune annotazioni….la prima è che in un mio precedente commento dicevi che è da non molto tempo che vi conoscete….questo è già uno dei motivi per cui ci possa essere qualche remora ancora…

    …secondo, non so che delusioni abbia avuto, ma per certe realtà la delusione ha un doppio taglio rispetto a quelle vissute da altri….quindi l’unico modo per rassicurarlo è il tempo…

    L’unica cosa che potrei dirti è di non prenderla come un fatto personale…nel senso che non è che non si fida di te…è solo un pò spaventato….quindi cerca di non arrabbiarti se senti dei momenti che ha dei dubbi…

    …la forza del vero amore è la costanza…altrimenti non è amore.

    baci.

    ps. mo apro una sezione con titolo non stranamore, ma visto i corpicini distroficini, “stramboamore” :D

  7. mat

    proprio un bel racconto caro max. spero tu possa incontrare molte persone che ti rimangano impresse come l’anziano assistente cinese!
    ciao max

  8. velvet

    ….sembra ke tu abbia avuto più fortuna di me con i cinesi: io nn vedevo l’ora di scappare da loro!!!

  9. Maxanima

    …ciao mat, mi sa che si contano sulle dita delle mani, anzi…una mano sola ;-)

    oh velvet, sei capitato sotto cinesi sadici :-D

  10. Leggo il tuo blog con il cuore in mano e la tua vita con il fiato sospeso.
    Grazie Max per condividere tutto questo con noi ma amcor di più grazie per rendermi una persona migliore.
    Ti voglio bene.
    Miciastra

  11. Maxanima

    Ciao Miciastra, che carino il tuo commento, ti ringrazio della tue parole e sono ben lieto di poterti in qualche modo dare qualcosa in più nella tua vita.

    Un abbraccio. Sei sempre la benvenuta.

  12. All I ever wanted
    All I ever needed
    Is here in my arms
    :)

  13. Maxanima

    Siamo internazionali Elena ;-) un abbraccio anche a te :-)

  14. un altro bel capitolo Max

  15. Maxanima

    ciao simona, ben ritrovata e grazie di aggiornarti sempre.

    un bacetto.

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