La mia storia, capitolo secondo

La mia storia, capitolo secondo

dic 10

Colonna Sonora:

Genesis:I Can’t Dance

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Ci misero un po’ di tempo prima di capire quale fosse il problema, non c’era molta conoscenza della mia malattia all’epoca. Adesso invece si può diagnosticare ancor prima di nascere, ma visto che poi non esistono cure, non vedo l’utilità, forse incominciare a decidere quale carrozzella comperare…uhm.

Nella clinica, credo di Bologna, ci fu il verdetto dato da un tipo che per me poteva fare anche il gelataio, visto il suo completo bianco. Parafrasando le sue parole, la sua sentenza poteva anche essere tradotta cosi: ”Suo figlio è accusato di non aver fatto ancora assolutamente niente nella vita, ne male ne bene, quindi è condannato a ricevere un bel carico di complicazioni che porta il nome di: Distrofia muscolare…”.

Che giudice severo può essere il destino. Come se questo non bastasse alle coronarie di mia Madre, aggiunse (..e queste sono parole testuali) :”…se vuole la verità fino in fondo, credo che sarà difficile che superi i 20 anni di età per via delle gravi complicazioni che potranno sorgere a livello respiratorio…”.

A questo punto, mentre mia madre diventò bianca come il camice del medico, mio padre si tocco le sue parti intime. In quel momento pensavo ad un attacco di prudito insostenibile, in futuro ho scoperto le vere motivazioni di quel gesto ;-) . Tra parentesi questa non sarà l’unica volta che mi predicono il mio precoce addio alla vita terrestre.

Il dolore è il megafono con cui Dio tenta di svegliare il nostro cuore…” recitava cosi un grande attore in un vecchio film. Forse è vero o forse è solo l’ennesimo tentativo dell’uomo di trasformare in positivo e altamente spirituale le proprie disgrazie.

Come se non bastassero le complicazioni, il rapporto tra i miei incominciava a non funzionare. Nel tempo, sentendo parlare mia madre, ho capito che quell’unione non era basata proprio su amore profondo, ma su la voglia di lei di evadere dalla sua prigione…i genitori. Quindi sarebbe stato improbabile che un rapporto iniziato cosi potesse arrivare a festeggiare le nozze d’oro.

Uno dei ricordi più piacevoli di quel periodo era il rapporto con mio nonno Casimiro, che tra l’altro è il mio secondo nome (non ridete). Avevo un piccolo trattore di plastica con cui lui mi portava in giro per l’enorme prato davanti casa e stavo ore a guardarlo nel suo garage mentre si costruiva le munizioni per andare a caccia. Dentro casa per spostarmi usavo spesso una piccola sedia a dondolo di bambù, con cui facevo delle vere e proprie acrobazie. In futuro mio padre mi comprò una bicicletta con delle piccole ruote laterali che ben presto sostituì le mie fragili gambe per diversi anni.

Arrivata al limite della sopportazione con mio padre, ma anche con i suoceri, mia madre decise di trovare un’altra collocazione, trovando la soluzione in una casa in affitto a San Vincenzo.

Di quel periodo ricordo soprattutto il maggiolone giallo dei vicini di casa, le lunghe camminate verso la spiaggia in braccio a mia madre, con la paura costante di essere bruciato dalla cenere della sua immancabile sigaretta, un pappagallo che non ne voleva sapere di parlare e un tenero, quanto dispettoso, gatto siamese.

Nonostante la separazione i miei erano ancora uniti nella lotta contro la mia malattia e dopo aver visitato la maggior parte delle cliniche italiane, decisero di provare all’estero e più precisamente in Cecoslovacchia.

Non ho molte immagini di quel luogo nella mia memoria e dopo aver sentito quel che mi facevano, capisco anche il perché…le ho rimosse…cure primitive e alla fine inutili, che dovevo subire…unica nota curiosa…io per molti anni quando sentivo il rumore di un furgone provavo delle strane sensazioni, ho scoperto poi che era proprio con un furgone che mi venivano a prendere in Hotel per portarmi in clinica, quindi una specie di suono mostruoso per me.

Dopo questa gioiosa vacanza, mia madre decise che era meglio per me, e per lei, lasciar perdere per un po’ questo tour massacrante e fin lì inutile, rimandando le prossime visite. Intanto avevo già perso un’anno di scuola e questo era un motivo in più per sospendere i viaggi.

Le finanze di mio padre incominciavano a fluire sempre di meno verso le nostre tasche. Nella vita capita di fare viaggi lunghissimi per poi tornare spesso al punto di partenza.

Questo è accaduto per mia madre, che si vide costretta a tornare dai suoi genitori per assenza di denaro.Infatti, ci trovammo a vivere tutti insieme al Poggetto (schifo di posto), frazione di Piombino.

In questo cambiamento non ci sono stati in realtà diversi vantaggi. Una città spettrale sotto ogni aspetto, molto smog in più e la difficile convivenza con i genitori di mia madre. Un disastro completo, salvato dal fattore denaro, che finalmente mi permetteva di mangiare la nutella ogni giorno e non come prima solo in occasioni eccezionali :-) e di poter iniziare ad andare a scuola.

scuola

(vediamo chi indovina quali di questi sono io :-) )

Facevo lezione quasi tutto il giorno, visto che si rimaneva a mensa e si usciva alle 16.

Un pulmino tutto per me mi veniva a prendere di mattino per entrare in classe spesso prima degli altri. Una tattica psicologica messa in atto da mia madre, pensando che potesse crearmi problemi farmi vedere in braccio a lei dai miei compagni di classe.

Forse aveva anche ragione, perché i ragazzi a quell’età possono avere un modo di fare molto schietto, che può anche ferire.Infatti le volte che mi capitava di entrare in ritardo, le domande e gli sfottò dei miei compagni erano spesso pesanti e imbarazzanti.

Fine secondo capitolo…

15 comments

  1. Molto toccante e ironico. Bravo. :D

    Io ci provo.. sei il quinto da destra nella prima fila?
    Ho vinto qualche cosa? Non ho vinto niente.. :lol:

  2. Maxanima

    Ciao Luca, per ora non ti rispondo…se altri ci provano..poi vediamo chi vince :-D

    Grazie del passaggio e dell’apprezzamento.

  3. Un racconto lucido ed intenso allo stesso momento.

    Io per l’ìndovinello passo perchè non mi riesce di capirlo.

    Sono tutti bellissimi bambini e non riesco a riconoscere quello più in gamba e coraggioso di tutti.

    Non ci riesco perchè dato il suo orgoglio e la sua forza d’animo riesce ad avere un volto sorridente proprio come tutti gli altri bimbi.

    PS: davvero non ti riconosco sono sincero, eppure sul tuo blog avevo visto una foto recente e per quanto si cambi un po’ di somiglianza resta con il tuo passato da bambino e questo vale per tutti noi.

    Ciao Ma

    Quando le corde del tempo si spezzano
    E come un astronauta perdi contatto con la navicella
    Ricorda che in realtà
    Stai iniziando semplicemente a vivere.
    Vivere un’altra splendida avventura.

    Daniele

  4. PS: ciao max ovviamente lol!!!!

  5. Maxanima

    Guarda daniele, quando scrivi cosi se fossi donna ti corteggierei :-D (mo non lo rivedo più :-D )

    …va bè, non è facilissimo scoprirmi, stasera lo dirò ;-)

    ciao daniele, sempre un piacere avere un tuo commento.

  6. Io sono indecisa tra il 5 bambino in prima fila a partire da destra, o il primo, sempre il prima fila, quello che più che prestare attenzione a farsi fare la foto, è intento a guardare le bambine. ;-D

    A dire il vero sarei propensa alla seconda opzione. :-)

  7. Maxanima

    …va bene, diciamolo via….

    Sonia, io da bambino ero moooolto più serio e mooolto timidino, quindi la seconda opzione è errata…ma, non è poi cosi estranea a me…quello è mio fratello, moooolto meno serio di me da piccolo e mooolto latin lover ;-)

    Per il resto…bravi, sia luca che sonia, sono il 5 in prima fila, da destra ;-)

  8. Anch’io ti avevo riconosciuto, sai? Giuro che non lo dico perchè ormai so la risposta. ;-) ))
    Ciao Max, il tuo racconto anche questa volta mi ha toccato profondamente. In più hai un vero talento nella scrittura. Son sincera.

  9. Maxanima

    …ma ti credo simo, non importa giuri :-)

    Grazie delle tue parole, non dubito siano sincere…non era obbligo lo scrivevi, quindi..spontaneo.

    un abbraccio, buona serata.

  10. Choppy

    …daiiii…continua!!!
    ciao casimiro..ppprrrrrrr

  11. Maxanima

    Strunz ;-) prrrr

  12. Io avevo indovinato quale eri!!!!!
    Ti leggo sempre e sempre più affascinata…
    Miciastra

    (OT: ma il concorso di bellezza!?!?!?!)

  13. Maxanima

    ciao miciastra, grazie di seguirmi e delle tue parole…e di avermi riconosciuto ;-)

    …il concorso, sai, incomincio a capire che il problema non siano solo gli “altri”, ma anche “noi”….nel senso che c’è molta voglia di lottare e abbattere le diversità, ma poi quando c’è da mettersi in gioco, tutti hanno paura….nei prossimi giorni ci sarà qualche partecipante, ma speravo di più…magari daranno coraggio alle altre, vedremo.

    un abbraccio.

  14. Ho sempre sostenuto di essere nato con cinque minuti di ritardo e questi, con il passare del tempo mi fanno arrivare sempre perennemente e senza distinzioni, in ritardo. Non posso farci niente, anzi stò peggiorando. Anche stavolta, quindi…beh, (fai finta che non avevi anora detto chi sei) per me, sei il settimo della prima fila contando da sx a dx. Giusto?

  15. Maxanima

    Dai, anche se sei arrivato in ritardo, il posto te l’ho lasciato ;-)

    Si, giusto, sono proprio quello…ottimo spirito di osservazione :-D

    Ciao Adry, grazie del passaggio.

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