La madre della mia ex
La madre della mia ex
gen 26Tanto per continuare sull’argomento “discriminazione” vi racconto di un personaggio simpaticissimo, ovvero la madre della mia ex. Ne avevo già accennato in mio post tempo fa, oggi ve ne parlo in modo più dettagliato.
Questa simpatica figura, che per fortuna non è diventata mia suocera, praticamente non accettava nella maniera più assoluta e ottusa, che sua figlia avesse come fidanzato un disabile.
Una delle suo frasi più idiote fu: “se vuoi fare beneficienza vai in africa..” che tra l’altro non solo era un esclamazione di mentalità primitiva, ma conoscendo la figlia aveva anche un risvolto paradossale, visto tutti i suoi svariegati limiti caratteriali, debolezze e paranoie…infatti gli risposi che se proprio si doveva pensare in questo modo, ero più io a fare assistenza psicocologica a lei, piuttosto che il contrario.
Le situazioni che si venivano a creare dovute a questa opposizione della madre erano spesso grottesche, se ci penso ora mi viene più da sorridere. Tipo quando andavo a casa della mia ex, a Roma, approfittando delle assenze della “belva“. Non si doveva farci scoprire dai vicini di casa, altrimenti avrebbero fatto la spia, da buona usanza comune di spettegolare. Cosi se uscivo in auto dall’appartamento, mi dovevo nascondere sotto una coperta per non farmi vedere.
Oppure se la mia ex era a lavoro, se voleva chiamarmi a casa sua, prima faceva due squilli, poi richiamava, per essere sicuri che non rispondessi ad altri, nel peggiore dei casi, alla madre.
Ogni volta che veniva a casa mia si doveva inventare una scusa, che andava da amici, o un convegno di lavoro, stando attenta a quando la chiamava al cellulare, affinchè non capisse.
Tutto era più complicato perchè all’epoca poteva ricattarla, nel senso che l’avrebbe cacciata di casa e non aiutata nel progetto di avere un negozio proprio.
Anche la sorella ormai era plasmata dalla madre e se aveva la possibilità di sentirmi me ne diceva di tutti i colori, come se mi rendono conto di rovinare la sua famiglia o se ero consapevole di essere un mostro… io gli rispondevo di si, che ne ero consapevole e chiedevo se invece lei era a conoscienza di essere un idiota.
Una volta la cara mammina si senti pure male finendo in ospedale, perchè scoprì che la figlia era venuta da me e al telefono mi disse che se la vedevo di nuovo gli facevo venire un collasso, bè, gli risposi: “si prepari al trapasso, perchè oltre a rivederla, io me la trombo pure!!” scusate ma quando è troppo è troppo.
…deve essere rimasta terrorizzata nel pensare che poteva avere dei nipotini da un distrofico, ma sinceramente ne sarei rimasto più spaventato io, ad avere per nonna lei e per madre sua figlia… alla fine su questo eravamo daccordo, anche se per motivi molto diversi.
Vi ho raccontato una storia avvenuta negli anni appartenenti al 2000, non al 1600 e di persone che vivevano nella capitale d’italia, non in un paesino di sperduti montanari, quindi, ho detto tutto.

sicuramente sarebbe stato peggio per te, sia per la madre che per la figlia…era come stare con una donna sposata, tutto un sotterfugio…io non ho paura di dirti che ho una figlia e mi interessa solo la sua felicità…lei ha un ragazzo al quale sono affezionata, ma se fosse distrofico o quant’altro non mi importerebbe…quello che mi fa paura è solo la sua infelicità
ti abbraccio
…bè, si, è stato meglio cosi, anche se i motivi per cui l’ho lasciata erano altri…e se non ci fossero stati, credo però non ci saremo fermati…anche se sarebbe stata dura.
un abbraccio a te e grazie di aver condiviso un pezzetto della tua vita.
alla ex suocera ma vaffa…….
Pensa che io “la suocera” ce l’ho come madre…
ciao!
sono passata per caso dal tuo blog, ma ti confesso che non è la prima volta..
mi piace quello di cui parli e il modo in cui scrivi.
complimenti per la profondità dei tuoi discorsi.
grazie!
=) ciao, mena.
ciao mena, grazie dei complimenti e di leggermi…bè, ora che hai rotto il ghiaccio con il primo commento, spero ne farai altri
Buona Serata. A presto.
fine giugno 2006
Incontro sul web A. un simpatico ragazzo
inizio luglio 2006
Domani mi vedo con A. in città.
Avviso mia mamma: sai, mà, devo andare a vedere un ragazzo distrofico col quale chatto da un po’ (sempre creduto che il fatto che non lo conoscevo affatto fosse più grave dell’handicap) – risposta di mia mamma ‘amico sì, oltre no’
Io ingenua ho chiuso presto il discorso, andavo a conoscere un amico, che c’entrava l’amore?
Invece ho conosciuto proprio questo splendido sentimento, che non ha nè forma nè colore nè sapore nè odore finchè non hai davanti il ragazzo giusto.
Piano piano mia mamma ha capito cosa stava succedendo… i miei occhi e le ore passate con lui sono state un grande indizio!
Spesso mi sono sentita dire di no. Non approvo.
E non solo da lei. Dai miei, dai miei zii.
Ognuno ha la sua maniera di esprimere il suo dissenso o disagio, ma più o meno la storia era sempre quella.
Capisco il loro punto di vista. Lo comprendo e sono felice che mi hanno detto chiaramente il loro parere.
Ne sono felice perchè sono stati solo avvertimenti e consigli, pareri.
Mai imposizioni, mai negazioni, scenate o stupidate simili.
Solo avvertimenti: ‘silvia, se non sei sicura non prenderlo in giro’ (ps.questa storia non l’ho mai capita…perchè la bastarda avrei dovuto esserla io? lui non poteva o può prendermi in giro??) ‘silvia, se intraprendi questa strada sarà piena di sacrifici fin da subito’.
Mia mamma… eh eh…troppo forte! ancora contraria.
contraria al fatto che sua figlia sta con un disabile, con un disabile con una malattia progressiva invalidante.
Contraria o mal contenta, come si vuole dire…
Dice: non mi sta bene ma se avete un figlio, finchè non vi sistemate, dove mangiamo noi mangia anche lui.
non mi sta bene ma quando vai a trovarlo?
non mi sta bene ma quando possiamo sistemiamo un po’ la casa così con la carrozzina non abbiamo troppe difficoltà.
E allora?
Sai, a dire la verità, senza parlare di guerre o cose nello stile del tuo racconto, trovo più difficoltà ad accettare me da parte di sua mamma.
Mia mamma a parole dice di non accettarlo ma coi fatti è già nel suo cuore.
La sua parla meglio ma agisce peggio…
Che casino! Ah…le suocere!
Certo che, con te, non ci si annoia mai
…O.o …allibisco e m’indigno… ma come si possono pensare, e poi anche DIRE, certe cose?!? Mah. Complimenti per la serena applicazione del “Non ti curar di lor, ma guarda e passa” é.è
)
(Probabilmente il fatto che nella mia famiglia siamo tre disabili su quattro mi impedisce di immaginare madri del genere
ma pensa te fino a che punto arriva l’ignoranza, la mancanza di buon senso e tatto.
che tristi questi aspetti dell’umanità che di umano non hanno proprio nulla
“si prepari al trapasso, perchè oltre a rivederla, io me la trombo pure!!”
Grande MAX
per quanto fingiamo di avere una mentalità aperta, e non è questo il caso, a volte quando siamo messi di fronte a situazioni reali ci accorgiamo che invece siamo di vedute ristrette, ci vuole grande intelligenza, sensibilità ma soprattutto grande amore per l’altro per accettare le sue scelte.
Grande SILVIA
Elena…se lo dici tu
Toppe…va bè, accadesse anche nella tua famiglia sarebbe il colmo, ma il problema è nelle famiglie degli “altri”…
Ciao Mat e Devas…
Zefi, lo dico spesso, anche con me è successo, a parole siamo sempre tutti tolleranti e aperti….si, a parole
un abbraccio.