I Have a Dream

I Have a Dream

ott 25

Quando Martin Luther King il 28 agosto del 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili, tenne il suo memorabile discorso, quelle parole sono rimaste indelebili nel tempo.

Quel suo modo cosi profondo e sentito di esprimersi, è stato come un onda che mai smette di cavalcare, di generazione in generazione, la coscienza dell’umanità.

Molte cose sono cambiate da quel giorno, sicuramente in meglio, ma non tutti i sogni di Martin si sono ancora esauditi. Forse la schiavitù non esiste più, forse, non credo. Penso in molti angoli della terra ancora esiste, anzi, sicuramente.

Il razzismo però non è solo rendere schiavi un essere umano, o ucciderli per il colore della pelle. Razzismo e discriminazione si sono raffinati, più sottili, più subdoli e allargati ad altre figure.

Razzismo verso il “diverso” lo sconosciuto, il forestiero, il povero, il brutto, l’omosessualità, le religioni. No mio caro Martin, ancora tanta strada c’è da compiere per realizzare il tuo sogno.

Anch’io, come ognuno di noi, ho il mio sogno, un sogno composto da tanti piccoli sogni, come una matrioska. Ogni mattina mi sveglio e nell’aprire i miei occhi, spero che qualcosa sia cambiato intorno a me, ma cosi non è, come niente è cambiato negli occhi degli “altri“.

Capita qualche volta che accada un piccolo “miracolo” di accettazione, apertura e condivisione totale, ma sono appunto dei piccoli “miracoli“, quando invece dovrebbe essere normale come sorseggiare un bicchiere di buon vino.

Occhi che ancora non mi guardano come vorrei, come dovrebbe essere. Ieri sera, in un film relativamente semplice, ho sentivo una frase universalmente veritiera. Il film era Batman Beginner’s e la citazione:

“le persone non si giudicano per quello che sono, ma per quello che fanno”

Ho un sogno, che prima di giudicarmi, io venga ascoltato, che siano le mie parole e fatti a descrivere chi sono e non ciò che voi vedete. (sogno solo in brevi e sporadiche occasioni, realizzato)

Ho un sogno, che posso starmene in costume al mare senza sentirmi osservato come un esperimento scientifico venuto male.

Ho un sogno, che la tecnologia sia veramente al servizio di chi è costretto a limitare la propria libertà. Invece di preoccuparsi di andare su Marte, si mettessero a pensare come far guidare l’auto a tutti, anche chi ha la forza di un passerottino e ci permetta di percorrere le strade che ci fanno respirare un pò di autonomia.

Trovino il modo di non farmi sentire sempre stanco, che gli scienzati inventino un qualcosa che dia un minimo di dignità anche ai corpicini più martiorati. Che non si debba campare sempre con un filo d’aria.

Ho un sogno, che la gente smetta di dirmi quanto sono speciale e faccia qualcosa di speciale per me.

Ho un sogno, che le persone si rendano conto che da soli si realizza poco, mentre tutti insieme si può fare qualsiasi cosa. Che la smettino di difendere il loro misero orticello, la loro misera casa e le loro menti chiuse come cassaforti.

Ho un sogno, che non debba morire solo in un letto di ospedale, che la gente non pianga per ciò che non ho fatto, ma gioisca per tutto ciò che sono riuscito a fare.

Ho un sogno, che tutti, anche i più discriminati, provino l’amore, la passione e dimostrino che non è la scatola che lascia capire il valore del dono contenuto, ma il contenuto stesso a dare valore alla scatola.

Ho un sogno, che io non debba più sognare, perchè ogni sogno sarà realtà.

2 comments

  1. velvet

    Sei un poeta, Max….E’ bello ascoltare la tua profondità e sensibilità. A volte mi kiedo: “Ma bisogna essere handicappati per sentire il cuore??”
    Ti abbraccio Velvet

  2. Sai che giro a ruota libera per il tuo blog, come fosse una nuova città in cui ho deciso di abitare. Vado di qua e di là, per scoprire nuovi luoghi, non mi fermo dappertutto. Nessuno ama in toto il proprio paese. C’è sempre una zona che più si frequenta ed una più abbandonata. Oggi sono capitata qui.
    Il post mi piace e rispondo, in maniera semplicistica.
    Dici ‘Ho un sogno, che la gente smetta di dirmi quanto sono speciale e faccia qualcosa di speciale per me.’
    Dire che è speciale non è esatto, non ho fatto nulla di speciale, per te, ma visto che apprezzi il fatto che qui ci scrivo, credo di aver, minimamente, contribuito a realizzare questo sogno. Non ti ho mai detto ‘sei speciale’, sono venuta qui, ti sto conoscendo leggendoti, rispondo a ciò che scrivi ed un giorno sparirò così come sono arrivata, quando tu non avrai più bisogno di queste parole, quando non ti accorgerai nemmeno della mia non presenza….
    O forse accadrà quando io non avrò bisogno di nessuno….
    Dici poi ‘Ho un sogno, che le persone si rendano conto che da soli si realizza poco, mentre tutti insieme si può fare qualsiasi cosa. Che la smettino di difendere il loro misero orticello, la loro misera casa e le loro menti chiuse come cassaforti.’
    Ricordi la mia mail? Bene, credo di aver contribuito a realizzare pure questo sogno. Non so quante persone arrivano qui grazie a me, credo ben poche, ma coltivo le mie pagine come alimento la voglia di visitare le tue.
    Saluti,
    Silvia

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