Continuando con Max
Continuando con Max
apr 21Come prima cosa mi scuso con i miei lettori per non aver scritto nei giorni passati, ma è stata una settimana in cui il pc non potevo usarlo come al solito. Poi vi racconto.
Intanto continuo con la descrizione di una giornata passata con me, anche per far contenta Silvia che cosi esce dal bagno
Come accennavo precedentemente, se esco in città posso usare la mia macchinina elettrica, quindi sono autonomo. Altrimenti per viaggiare in auto ho quella manuale. Certo, il top sarebbe avere una macchina con la possibilità di trasportare la prima, cosi sarei autonomo anche fuori città, ma ci vuole soldini, anche se ora ci sono modelli non troppo costosi. Chissà, un giorno
Per il pranzo, almeno con me, nel cibo non si spende certo molto, mangio come un pulcino, mi basta un primo e la frutta. Se il tavolo è basso, tipo quello dei ristoranti, mi imbocco anche da solo, altrimenti vi tocca fare pure questo
Dopodichè in bagno, dentini e pipi. Poi mi sdraio sul letto un oretta per stirarmi la schiena e riposare gli occhietti.
Il resto della giornata non è che c’è da fare niente di particolare: merenda, cena e se si va a letto mi si mette il pigiamino. Pipi prima di dormire e stop.
Posso stare anche diverse ore da solo in casa. Mia madre la mattina va a fare spesa e il pomeriggio lavora dalle 13 alle 19, prende solo qualche minuto di libertà per la merenda. Quindi almeno nel mio caso, chi sta con me ha anche le sue ore libere, non è che mi si deve per forza stare sempre appiccicati, almeno che non sia un piacere farlo
Ci sono ovviamente da aggiungere altre cose da fare, tipo la pulizia personale, quindi vi tocca farmi il bagnetto, tagliarmi le unghie, cremine per la pelle, per il viso ecc.
Insomma, come dissi un tempo, stare con un distrofico è come avere un “bambino-uomo” tutto in uno. In più c’è anche il lavoro, che in una coppia deve esserci per entrambi, quindi si capisce che l’impegno mentale e fisico da perte della donna è notevole…
…ma si può chiamare impegno? si, forse si può nel senso “impegno d’amore”, perchè l’amore è anche questo, un impegno che ti prendi con te stesso e l’altra metà.
Ovviamente il tutto deve essere alla pari, nel senso che la persona disabile certo non può fare molte cose in aiuto al partner, intendo fisicamente, ma può farla sentire amata in mille piccoli grandi gesti….
…questo non si deve dimenticare, mai.

Iniziavo ad impazzire chiusa in quel bagnetto! La tua ultima frase è bella, peccato che ce la si dimentica troppo spesso…
Si un “bambino-uomo” con la sindrome di edipo:-)
Sarà anche vero quello che scrivi, ma la maggior parte delle ragazze preferisce un “impegno d’amore” meno complicato.
In un mondo dove sembra contare solo l’aspetto esteriore per noi disabili o anche per chi è soltanto brutto, io son tutte e due le cose che culo eh, è difficile trovare una ragazza.
Luca, non lo dico a te, perchè non ti conosco bene, parlo in generale. Secondo me molto dipende dal nostro atteggiamento, dalla stima di noi stessi. Non è facile certamente trovare l’amore in certe situazioni, ma ti assicuro, anche se non in gran numero, ma ci sono molte donne che se le sai prendere di “testa” poi tutto il resto conta meno. E’ difficile lo so, io diversi anni fa ero molto pessimista in tal senso e questo aumentava le difficoltà, da quando ho una visione più positiva e autostima, molto è cambiato…non sono certo brad pitt, eppure di storie ne ho avute e anzi, vedo uomini senza problemi fisici che ne hanno molte di meno…
…alle donne, ripeto, non molte, ma ci sono, piace l’uomo sicuro di se, che si lamenta poco, che le fa sorridere, che è autoironico e che sa dare attenzioni più di molti altri….oltre ad avere particolare sensibilità.
Penso che il primo passo per cambiare gli altri sia iniziare da noi.
Con Affetto.
oh, caspita, mi piace questa cosa delle giornate-tipo, grande idea!!!
…e ora vado a leggere cosa accennavi precedentemente
p.s. max, lo so che anche se da me vieni raramente, come faccio io ahimè ultimamente, c’è sempre grande affetto, e sicuramente un pensiero buono.