Di ritorno dalla Sicilia
Di ritorno dalla Sicilia
apr 17Eccoci di ritorno. Meraviglie di quest’epoca, ieri girellavo per Castelvetrano in Sicilia, oggi scrivo dal mio PC a Piombino in Toscana.
Da una parte all’altra dell’Italia, da una famiglia all’altra, anche se ormai siamo una sola grande famiglia, ancor di più dopo questo viaggio.
Andiamo per ordine.
La partenza da Pisa è stata senza problemi, il personale di supporto per farci salire sull’aereo è di quelli tipici toscani, molto folcloristici, in poche parole, casinisti… chiacchiere, urli e battute. In verità l’assistente aveva un po’ di fretta, doveva tornare a casa dal padre per cena. Che bravo bimbo. Sottovoce dice a una ragazza del personale che lui di portare a termine quel servizio ne farebbe volentieri a meno. Il servizio ero io
mi spiace per lui ma il Padre dovrà attendere. Comunque tutto ok, si decolla alle 20.30 e nella notte siamo in volo per la Sicilia.
Brutta sorpresa verso metà viaggio mi duole e non poco l’orecchio destro, quello che prima del matrimonio dopo un brutto raffreddore mi “fischiò” per diversi giorni. Purtroppo il dolore è forte fino all’atterraggio, quando scompare, lasciandomi però l’orecchio quasi sordo.
Questo inconveniente rovina un po’ le prime ore all’arrivo nella casa in campagna di mia moglie, anche se cercavo di non pensarci, mi preoccupava. Per fortuna il giorno dopo era tornato tutto apposto.
L’accoglienza Siciliana.
Arriviamo all’aeroporto di Trapani dopo 1 ore e 5 minuti di volo. Vengono a prenderci lo Zio e il Padre di Enza. Il dolore all’orecchio in questo caso è utile, mi distrae un po’ dall’ansia di ritrovare suo Padre dopo di tutto quello che era successo, ma ormai sembra solo un lontano brutto ricordo. Ancora 1 ora di macchina e arriviamo in campagna.
Sono tutti sulla veranda ad aspettarci! La madre, la zia, le cugine, la sorella, il fratello e il fidanzato di una delle cugine, che tra l’altro sono gemelle... tutti ad accoglierci! E con la tavola apparecchiata, nessuno aveva ancora cenato.
Chissà cosa avranno pensato nel vedermi.
Mi faccio il primo “bagno” di parlata siciliana, ogni tanto intervengo timidamente, sorrisi, baci e abbracci e poi a nanna esausto! La mia mogliettina con la solita premura “lotta” per farmi un guanciale su cui possa riposare decentemente e dopo gli schiamazzi notturni della famiglia in sala, ecco il riposo.
Già le prime differenze si notano tra noi e loro. Le nostre famiglie, almeno la mia e quella da parte di mia cognata, quando si ritrovano non sono cosi chiacchierone, soprattutto a pranzo. Mentre da loro non stanno in silenzio un minuto e i toni vocali sono assai alti. Questo può essere anche positivo, dona calore, vivacità e unione, ritrovandosi in una bolgia dialettale molto folcloristica. Insomma, anche se spesso all’inizio non capivo cosa dicevano, mi ritrovavo a ridere pure io, la loro passione nel raccontare le cose è contagiosa. Le cugine poi sono una vera e propria cartolina vivente della Sicilia.
Il mattino mi ritrovo una colazione che conosco bene, per il cibo siciliano avrò modo e tempo nelle ore successive.Il mattino mi ritrovo soprattutto il vero terrore di questo viaggio, altro che andare dai suoi familiari, il dramma era questo! Provare per la prima volta la guida di mia moglie!! infatti dai suoi c’è l’auto che ha sempre guidato quando viveva lì. Aiuto!!
Scherzo! Se vi scrivo, vuol dire che non guida poi cosi male
in realtà la mia pupetta guida bene, ogni tanto qualche piccola distrazione ma guida bene! Fiuuuu scampato pericolo
Ci facciamo un giro per Castelvetrano… e per adesso termino qui il racconto… tante cose ancora ci sono da dire… vi lascio con una foto mia e di un coniglietto tenerissimo…

