Sesso con disabili : Il Rifiuto
Sesso con disabili : Il Rifiuto
ago 19
Come promesso in un post precedente inizio a raccontarvi delle mie esperienze su questo argomento cosi delicato e importante.
Il primo ricordo che condivido con voi ha un finale non certo positivo, ma in qualche modo mi è servito a far chiarezza su molti aspetti della sessualità nel mondo dei disabili.
Qualche anno fa ho conosciuto in chat una ragazza sarda, molto carina, bassina ma deliziosa, tipiche caratteristiche di questa splendida isola. Inizialmente le conversazioni erano abbastanza banali, poi con il tempo si fecero più profonde e interessanti, tanto al punto di scambiarci il numero di cellulare.
Ci sentivamo tutti i giorni, l’intesa caratteriale era quasi perfetta. Molto intelligente, vivace, ironica e divertente. Le sfere delle nostre anime s’intrecciavano sempre più profondamente. Lei adorava la mia voce e diventando più confidenti mi disse che la trovava eccitante. Nel tempo quest’aspetto si accentuò notevolmente, al punto che capitava di parlare di sesso e si faceva in modo molto sciolto, rendendoci conto che eravamo molto affiatati anche in quest’aspetto.
Questo s’intensificò cosi tanto che andava in ebollizione ogni volta che mi sentiva e gli piaceva che io giocando facessi doppi sensi in ogni cosa che dicevo, anche semplicemente parlando di cibo, tipo come si mangia un chicco d’uva (bè, arrivateci da soli
).
Un giorno mentre era in spiaggia mi disse all’improvviso al tel. con un tono basso, un filo di voce ma cosi profondo: Max ho voglia di fare l’amore con te. Oh My God!
Ormai eravamo completamente disinibiti, mi ricordo scenette divertenti. Tipo una volta parlando gli confessai che preferivo la vagina depilata o come la chiamavamo noi: farfallina. Un giorno mi arriva un sms con scritto soltanto: l’ho fatto! Ed io gli risposi ovviamente: fatto che? Lei: ho la farfallina ignuda! Che matta (pensai
).
Poiché la cosa si faceva sempre più importante e reale, affrontai il discorso del mio corpo, se per lei potesse essere un problema o no. Fece di tutto per convincermi che non lo fosse, che era talmente presa da me che tutto passava in secondo piano, il mio corpo era il “mio” e già questo bastava per essere desiderato. Sembrava molto convinta e ci credevo.
Decidemmo di vederci, prese l’aereo (che io sapevo, non sopportava, ma per me lo prese e questo non poteva che rafforzare le mie certezze). Arrivò in pullman alla stazione alle 22, io aspettavo. Era ancora più carina che in foto, soprattutto il viso, dolcissimo. Raffinatissima, ma non per questo certo una “brava” ragazza. Infatti, mi chiese se potevamo trovare un po’ di fumo e la accontentai.
Andammo in albergo, si fece una doccia e preparò una canna. Dopo, della serie gli amici ti cercano sempre quando meno te lo aspetti, mi chiamò un’amica dicendomi che facevo e se mi andava di vederci in piazza con un suo amico. Perché no, ci trovammo tutti insieme a bere e ridere. La notte era iniziata nel migliore dei modi.
Tornati soli ci avvicinammo agli scogli, si mise seduta sul poggiapiedi della mia carrozzina. Sentivo il suo profumo, sembrava tutto tranquillo, ma non era cosi. Inizio a singhiozzare, gli chiesi che aveva, non rispose, capii ugualmente. Sei a disagio? Sì. Breve domanda, breve risposta, grande dolore. Il silenzio cadde impietosamente su di noi. Iniziai a parlarle per cercare di tranquillizzarla, dirle che se cosi era infondo non doveva farsene una colpa, non era certo voluto. Fatto sta che la mia voce e lei voltata di spalle (quindi non vedendomi) gli fece riaffiorare quei momenti intensi al tel. in un modo cosi forte dentro di Lei che prese la mia mano e la mise sul suo seno. Iniziai a baciarla sul collo mentre la mia manina la stringeva ardentemente e il suo corpo tremava. Sembrava che il momento di disagio fosse passato, ma non era cosi. Era solo dovuto a una serie di circostanze del momento.
Salimmo in albergo. Era nel letto accanto a me, con una sottoveste nera. Parlavamo mentre gli accarezzavo i capelli. Si mise a piangere. Allora mi allontanai, ma lei dopo breve mi disse: toccami. Sembrava lo facesse più per me che per Lei, gli feci notare. Insisteva. Le mie mani tornarono sulla sua schiena, sui fianchi. Non era immune alle mie carezze, anzi. La spogliai e toccai più intimamente. Era eccitata, molto e non fingeva, lo sentivo dal suo corpo che lo era.
A un certo punto aveva talmente voglia che mi chiese: voglio starti un po’ sopra, sentirti dentro. Non capivo se quel disagio lo aveva assorbito oppure era solo momentaneamente nascosto. Mi fu chiaro un attimo dopo, quando i nostri corpi erano uniti, ma non mi baciava, non mi ha mai baciato. Cosi gli chiesi per favore di smettere. Ci lasciammo cadere nel sonno.
Il giorno dopo ascoltammo musica in casa mia, pranzammo insieme, ma ormai entrambi avevamo capito. Il mio mucchietto di ossicine non lo aveva proprio digerito. Mi disse una frase che ancora oggi non ho capito se era un complimento o vaneggiamento (propendo però per la seconda ipotesi): Sai Max, questi giorni con te mi hanno fatto capire che per me sarà difficile trovare un uomo con cui stare, perché è difficile trovare persone come te.
cioè?????
Non gli chiesi niente, però dentro di me mi dicevo: embè, se è difficile trovare uno come me hai trovato me! Che razza di frase è? Boh.
Conclusioni. Se non hai mai volato non essere certo di poterlo fare. Buttati e poi vediamo se sei capace, ma mai e poi mai dare certezze in campi inesplorati, fai male a te e chi precipiterà con te.

Già…mai certezze, ma sempre il coraggio di buttarsi!
hai dimostrato maturità ed onestà in quel rifiuto, avresti potuto “divertirti” e continuare fino a che non avesse smesso lei, invece tu non eri lì per sesso fine a se stesso, e l’hai dimostrato, bravo!
..non credo di essere stato poi cosi bravo…negli anni il sesso legato ad un fattore strettamente fisico non dona poi molto..neanche divertimento…non dico bisogna essere innamoratissimi per farlo, no per carità…ma almeno sentirsi desiderati totalmente, non solo l’anima…fosse anche per una notte soltanto.
Saluti Barbara e Naomis.
grande storia onestamente relazionarsi nn è semplice alla fin fine anche tu ”noi” notiamo i difetti fisici.. era la prima?
Bisogna buttarsi in ogni caso…altrimenti non tasteremo mai le nostre forze…
Innanzitutto complimenti x il tuo blog e x la profondità delle parole e il coraggio con cui affronti i + svariati argomenti.
Riflettevo su una cosa: forse lei nn si sarebbe “innamorata” di te se subito (cioè quando l’hai conosciuta in chat) le avessi detto quali erano i tuoi problemi fisici…….voglio dire: io ho grossi problemi di deambulazione e noto ke quando mi capita di conoscere delle ragazze, loro come prima cosa guardano queste mie difficoltà fisike (e nn altre qualità) e questa cosa mi blocca nn permettendomi di approfondire la conoscenza con loro…..…
Max, se voglio “akkiappare” devo “nascondermi” (nn parlo di pensieri o sentimenti) dietro una chat?????
Ciao
ciao velvet, come prima cosa grazie delle tue parole e soprattutto di aver lasciato il tuo commento e la tua esperienza….spesso dicevo come mi spiaceva che molti come “noi” passassero di qui senza aver il coraggio di dire niente.
La tua riflessione per certi versi purtroppo è giusta, mi è capitato anche a me di notare la differenza tra chi mi conosce prima dentro e poi fuori…dal contrario…però il fatto di aver provato grazie alla chat che anche io posso dare molto, mi ha dato più coraggio e spigliatezza pure nella realtà….è un processo difficile, ma può accadere…
…comunque dietro una chat non bisogna nascondersi, anche li si può essere totalmentese stessi e forse mancando gli sguardi sulla fisicità, poi passa in secondo piano e può nascere il desiderio di viverci “realmente”
Un saluto e abbraccio a te.
Ciao Max, infatti quando mi riferivo al nascondersi nn parlavo di nn mostrare se stessi come sentimenti o pensieri. Tu riesci benissimo nel comunicare molto di te e di ciò ke senti attraverso quello ke dici…..grazie.
Un abbraccio
ps: il video ke hai messo oggi in home page è molto bello (anke così comuniki molto)
…Ho idea che un’esperienza così mi annienterebbe… complimenti per la lucidità. Io.. un po’.. l’avrei fatta sentire colpevole, credo; anche senza dirglielo, me l’avrebbe letto negli occhi. Appunto, quella frase che t’ha detto non ha senso.
…il fatto è che se una persona agisce in un modo che può farti star male, ma il suo agire dipende da un qualcosa che non riesce ad accettare, quindi è contro il suo volere…si sente già un pò colpevole di suo…
…infondo, non lo fa certo volutamente…se uno mi pesta un piede volutamente, è un discorso, se lo fa perchè non sa dove mette i piedi….è altra cosa
grazie del tuo passaggio.
Ciao ho letto quanto sopra e mi dispiace che ci siano persone così,(donne e uomini) che usano le persone a loro piacimento e che forse non sono oneste prima di tutto con se stesse..
Ho frequentato per circa due mesi un’uomo che non poteva camminare per un’incidente in moto,l’ho conosciuto in una chat,abbiamo vissuto dei momenti bellissimi,che non dimenticherò mai,all’inizio ero un pò scettica,ma non perchè era su una carrozzina,perchè avrei voluto conoscerlo pian piano, come sto imparando che debba essere..sia che un’uomo che possa camminare o che non possa camminare..
Ma mi sono lasciata trasportare dalle sue parole,dalle sue “certezze”nei miei confronti,dalle sue promesse,mi fidavo di lui, lo stimavo come persona,per me era inestimabile ..lasciati andare mi diceva,e l’ho fatto,pensando di fare e lo voleva anche lui ma solo a parole,un’altro passo,di passare le vacanze insieme,io e lui,ma poi un bel primo agosto alle 2 del mattino,ad una settimana da quel passo mi lascia,sta bene con me ma..? anche quella sera gli ero andata incontro con il mio sorriso prima di salire in macchina e di vedere il mio amore,e poi l’incredulità di quelle parole,di quella realtà,con il cuore infranto andiamo a casa sua a prendere le mie cose,son passati quasi due mesi, ma è ancora nel mio cuore,forse il mio sbaglio è stato di trattarlo come una persona che non avesse un problema..ma più di quello è stato accettare il “fumo cronico”di certe sostanze leggere, che leggere a lungo andare e con abuso non sono più..faccio i conti anche con me stessa, ma passata la rabbia e la forte delusione di esseremi alla fine sentita come un pezzo di carta buttato nel cestino,sono sicura che capirò che quando ami una persona sinceramente poco importa il suo aspetto fisico o la disabilità,l’importante è non perdere le occasioni che ci vengono offerte di vivere un vero e grande amore.
Una volta in un momento di intimità mi ha detto:”tu sei buona”,oggi dopo anche essermi fatta dei sensi di colpa dico a me stassa ..si sono buona, e vado fiera di questo, ma sopratutto di essere stata sincera”.
com’è entrato nella mia vita così è sparito e questo fa male,ma gli volgio ancora un bene infinito.
Un caro saluto
Anna
Un caro saluto a te Anna. Grazie di aver condiviso questa storia, anche se triste. Un abbraccio.
ciao… ho appena letto questa storia e volevo farti i complimenti x il tuo modo di scrivere.. delicato rispettoso ma molto chiaro e diretto.
complimenti anche x aver affrontato un argomento cosi delicato e spero che le tue parole possano far riflettere su quanto,alle volte, le barriere archittetoniche siano anche dentro di noi..
Grazie Greta. Spero possa servire a qualcuno
Un abbraccione. Torna a trovarmi.
*Ciao*. Sono una ragazza ipovedente, ho 16 anni e ho letto il tuo blog così per caso e… me ne sono innamorata! Io non ho mai avuto ancora rapporti sessuali, (a 16 anni mi pare ancora 1 po’ troppo presto), ma sono stata fidanzata l’anno scorso con un raga – per così dire “normale” – che mi ha accettato per quello che ero. stavamo bene insieme. ma poi io l’ho lasciato: era 1 gran B*******, uno di quelli con i piedi in due paia di scarpe… l’ho scoperto io, entrando, (sono stata un po’ B******* anche io, non è corretto, lo so ma non giudicatemi), sul suo contatto di MSN. Ma comunque io sono stata bene con lui. e anche se conosco persone che sono un po’ scettiche, io sono molto aperta e ho conosciuto anche persone – sia disabili che “normali” – aperte, come me, disposte a parlarne. Conosco invece una ragazza di 20 anni, cieca anche lei, che si vergogna, che pensa che una persona disabile non può avere rapporti sessuali, che una ragazza con disabilità non possa truccarsi o andare in disco ecc… questa ragazza si è sempre fatta moltiiiiissimi problemi in questo, (nonostante io abbia + e + volte cercato di spiegarle come stanno veramente le cose), dicendole una frase di un’altra mia grande amica, e cioè: “se non ti vogliono, non ti meritano!”. Io la penso così. magari ciò che ho detto io non c’entra molto con l’argomento, ma dimmi che ne pensi! bacini *
Ciao Dolcina, ti chiamo così va bene?
grazie del tuo commento e sono lieto ti trovi bene nel mio blog. Sì, 16 anni magari è prestino per il sesso, ma su alcune dinamiche puoi sicuramente già intervenire nel dare un opinione
Gli uomini…che B…..vero? purtroppo è una razzaccia ma penso tu sia una tipa sveglia e poi vedo comunque non stai lì a piangerci troppo…anche se poi le lacrime negli anni arriveranno…per tutti, fa parte del gioco.
Per la tua amica, ci vuole tempo e un po’ di fortuna, sì, anche quella, nel trovare prima o poi chi gli farà cambiare idea….vedrai che accadrà.
Bacetti a te.
Ciao,
come stai? Volevo solo salutarti. Anche oggi ho fatto una capatina nel tuo blog e devo dire che scrivi in una maniera che scalda il cuore. Non so come sei fisicamente ma so per certo una cosa: una persona che parla di tutto così spontaneamente, chiaro e tondo ma con eleganza, dolcezza e raffinatezza (come te), non può che essere una persona meravigliosaa!!! Bacini*
Ciao Dolcina, grazie delle tue parole
spero stai bene e scrivimi pure per qualsiasi cosa. Un Abbraccio.