Escort e Disabili

Escort e Disabili

mag 10

Riporto la storia di un incontro particolare, tra una escort e un disabile. Per privacy non riporto i nomi dei protagonisti.

” Mi aveva telefonato un paio di volte, senza mai fare cenno al suo stato, ma nel corso delle telefonate, emergeva la sua difficoltà d’espressione.
Confesso di aver procastinato l’incontro di qualche settimana, fino a scuotermi, rimproverandomi questo tentennamento poco corretto nei confronti di lui. Insomma mi dicevo, o è si, o è no, ma devi decidere, non hai diritto di ingannarlo. Già, ma forse lui sta ingannando. E lo so, però sta a te decidere.

Mi apre la porta e resto folgorata perchè non era semplicemente disabile come altri che ho incontrato. Questo è spastico, dunque tutto tremante, strabico, scoordinato e storto.
Aiuto, cosa faccio ora? Come controllare lo sgomento? Intanto lui con disinvoltura mi fa strada non curante. Lo seguo continuando a domandarmi che avrei fatto e cosa gli avrei potuto dire in caso di rinuncia. Ma ero impietrita, lo seguivo passivamente.
Giungiamo in camera, premesso che lui mi ha aperto già in “intimo” composto di mutandoni di lana e maglietta della salute, come si conviene ad un malato, non c’è nulla di anomalo in questo.
Riesce con difficoltà a sistemarsi sul letto ed io che lentamente mi toglievo il cappotto, cercando di guadagnare tempo nell’attesa di trovare la risposta in me, ma senza spogliarmi oltre per non alimentare eccitazioni (nel caso avessi deciso per il no).
Mentre toglievo il cappotto, ho avviato un minimo di conversazione, chiedendogli senza ipocrisia, di cosa si trattava e lui con semplicità e naturalezza me ne ha parlato.
Bene, a quel punto lui era in attesa e io ancora con l’abito, dovevo decidere se togliere o lasciare.

In un lampo finalmente mi dico testualmente: “ma quest’uomo avrà pur diritto di avere una donna, sia pure a tempo ( penso che anche la masturbazione gli sia difficoltosa), e come può se non a pagamento?
Si ma non me la sento…O bimba ma se non lo fai tu che sei puttana, chi ca… lo deve fare? Che cosa credi, di poter sempre scegliere? Comodo così, facile. Ma tu che rifuggi la mediocrità, il falso buonismo, ora che fai? Davanti all’ostacolo ti ripugni? Naaaaa. Diciamo che nell’ambiguità in cui sguazzi, oggi puoi fare qualcosa di utile e umano. Oggi puoi almeno tornare a casa e dire: ho fatto qualcosa di sensato, ho reso felice qualcuno”.
Pochi secondi per questo ragionamento, frattanto mi sono alleggerita degli abiti mi sono avvicinata dolcemente lasciandomi abbracciare ed accarezzandolo.
Faticavo a gradire baci e in particolare mi ha fatto sobbalzare quando ha voluto immergersi fra le mie gambe (mi dava fastidio, ma anche quello faceva parte della sua felicità) ho chiuso gli occhi e sopportato.

Tendevo alla fellatio, però prima gli ho dovuto concedere altre “prodezze”. Durante il mio impegno orale, mi ha fatto piu’ volte male, perchè tremando mi urtava con il braccio, e vabbè… infine, è arrivato all’acme ed è finita.
Siccome era presto, mi sono trattenuta, ma lui gentilmente, ringraziandomi mi ha sollevata dall’incarico, dicendomi che era felice cosi. Dopo alcuni mesi mi ha richiamata, ma già avevo deciso che sarei tornata.

Forse serve piu’ a me che a lui. O forse serve ad entrambi.
Forse mi aiuta a vedere il lato umano di questo strano mestiere. Escort si, ma sempre puttana sono!
A volte è intrigante, altre volte no. Spesso è la tristezza a farci compagnia…
P.”

16 comments

  1. luca

    Questo, caro max, è un argomento difficile d’affrontare!
    Io tengo molto a quella briciola di dignità che mi è rimasta! Se una ragazza trattiene lo sgomento nel guardarmi Escort o Santa io la mando a fan…
    Se una deve sopportare i miei baci preferisco rimanere vergine anche se sono bilancia.
    Poi digli alla signorina Escort che si può anche fare a meno di “federica”, l’unica mano amica, per farsi le seghe! Via senza mani come Udinì!!
    Mi dispiace per la ragazza, ma a me sembra che l’abbia fatto per pietà anche se il tizio tremante, strabico, scoordinato e storto pagava!
    Sarò matto io, così non mi piace, non è un fatto di moralità, ma preferirei far l’amore con una ragazza che mi ama anche se sono tutto storto e non perfetto e se ne frega se sono diverso da tutti e soprattutto che riesca a guardarmi senza inorridire!

  2. Bellissima testimonianza. Quello degli escort è un mondo che nessuno vuole conoscere, salvo poi usufruirne come se si andasse al mercato, non trovi?

  3. toppe

    Capisco il punto di vista di Luca…
    E mi chiedo anche: è più facile trovare una escort che un’innamorata, senz’altro. Ma è più facile che “non inorridisca” una escort o una ragazza che si conosce? In altre parole: la escort subiva un po’ lo “shock” da primo impatto, e credo che, se non vogliamo essere ipocriti, dovremmo ammettere che è inevitabile, tra sconosciuti.
    Tuttavia, non credete che con l’abitudine piano piano passi? Insomma, le persone che conoscete e frequentate abitualmente prima o poi smetteranno di… inorridire… o no? Non è una domanda retorica… vi sembra che la gente continui a guardarvi strano per sempre?

  4. mat

    altre volte hai pubblicato post di escort e disabili.
    onestamente capisco i punti di vista di ciascuno…nel senso che sono comprensibili le esigenze del disabile e le preoccupazioni e le domande dell’accompagnatrice..

    come dice la protagonista…è una “puttana” ma anche una donna, con anima e cuore.
    la cosa bella è che ci ritorna e che non si metta tutte le preoccupazioni iniziali.

    buona domenica max

  5. Crika

    Luca, la ragazza ha dichiarato di esserci poi tornata. Questo significa che ha superato il legittimo sgomento iniziale (legittimo perchè lui NON è stato affatto corretto con lei, visto che non l’aveva informata del suo stato e questo, permettimi, può dar luogo a reazioni imprevedibili. Puttana o no, lei ha pari dignità: non ne ha meno di un disabile. Perchè se così fosse, saremmo davvero in presenza di ipocrisia e discriminazione verso i disabili, nel senso che li considereremmo come dici tu pietosamente). Dunque chi non avrebbe provato smarrimento davanti ad una situazione imprevista? Anzi, con il suo duro dialogo interiore, che le ha dato uno scossone, lei dichiara di aver imparato qualcosa di nuovo, prima sconosciuto. Quando parla di reciprocità: “forse serve ad entrambi” vuol dire che è nata una nuova creatura: una nuova visione e di questo è anche grata all’uomo che l’ha aiutata a concepirla (la nuova creatura). Scusa la metafora.

  6. luca

    Cara toppe c’è una piccola differenza se una ragazza che conosciamo volesse fare certe cose con noi non credo si spaventerebbe al solo pensiero o no?
    Quelli che s’impressionano guardandomi non cambieranno mai idea e poi le persone che frequento non hanno di questi problemi.
    Anche perché se ne avessero li tratterei malissimo, volendo saprei far scappare la gente con una battuta cinica.
    Le persone, fortunatamente, non sono tutte uguali e tante ragazze trovano in me dei lati positivi che neppure sapevo di avere.

  7. Maxanima

    Non credo che non si possa cambiare visione delle cose. La ragazza che mi ha fatto il dipinto anni fa non ci avrebbe mai pensato, non si trovava a suo agio con il mio aspetto…poi tutto è cambiato.

    Penso che l’occhio possa mutare, come in una sorte di abitudine visiva o comunque un cambiamento di prospettiva interiore.

    L’escort in questione sicuramente è stata colpita inizialmente e non ci vedo niente di strano, poi però ha capito, ha elaborato il tutto e il suo approccio è mutato.

    Smettiamo di pensare che non può accadere, accade e poi sinceramente, per esempio…se io andassi con una di 100kg e la sesta di seno, non è che sarei proprio a mio agio :-D

  8. toppe

    …Concordo con max…

  9. Max : “se io andassi con una di 100kg e la sesta di seno, non è che sarei proprio a mio agio” quello pure io! :D

  10. Che la ragazza si trovasse ad affrontare una situazione ‘diversa’ lo ha capito dalla telefonata. Uno spastico parla in modo difficoltoso e lei lo aveva notato. Il fatto che lui si presentasse come disabile è un po’ come se io mi presentassi come ragazza in sovrappeso… E’ una mia caratteristica, certo, ma solo una caratteristica. Se questo è un problema per gli altri non ci posso fare nulla, ma capisco che un disabile non si presenta come tale, in quanto persona.
    Quando ci si incontra, chat, telefono, strada, nessuno dice mai cosa è, ognuno dice solo: piacere sono silvia, anna, marco,….
    L’impatto con la disabilità è sempre o spesso negativo. Tutto sta ad accettare la negatività dell’impatto e trasformarla in qualcosa di positivo.
    In questa storia non ci vedo nulla di positivo, nè tantomeno nulla di anormale.
    Lui tratta lei come una prostituta, che poi, in fondo è il suo mestiere.
    Lei tratta lui come uno scarica coscenza. Ma accetta i suoi soldi.
    In questa storia ci vedo solo la povertà dei sentimenti, l’aridità del sesso fine a se stesso, la tristezza di due persone che si incontrano solo grazie ai soldi.
    Senza voler giudicare nessuno, io in questa storia non ci vedo nulla che sia prettamente legato alla disabilità o al pietismo, solo due persone che soddisfano i loro bisogni in un modo che a me non piace.

  11. Maxanima

    Cara Silvia, come prima cosa, se due si incontrano per strada non c’è bisogno di dire niente, ci si vede e quindi è tutto evidente sotto gli occhi. Che una persona che senti al tel o in chat si dica solo il nome, bè…dipende da chi e perchè ci parli ;-) chiaro che se chiamo per ordinare una pizza o informarmi su gli orari dei treni o un amica per far due chiacchere, anche se la conosco come amica solo in chat…..non sarà certo il fatto di essere distrofico il mio primo pensiero… ;-)

    …ma se chiamo una che so dovrà vedere il mio corpo e io il suo…non ci vedo niente di strano a dirlo…e non lo farei solo per lei, ma anche per me, per evitare di sentirmi ancor più a disagio.

    Che la ragazza poi deve accettare o accetta solo perchè la pago e quindi potrebbe non dire niente, non è vero…di uomini ce ne sono tanti, quindi potrebbe dirmi di no tranquillamente.

    Sai che ti dico poi? se io chiamassi una escort e lei viene con me nonostante tutto e mi dicesse: no, non ti faccio pagare. Ecco, ci starei peggio…sembrerebbe un atto di beneficenza ….quindi, mi sembra meglio che i soldi li prende, lo tratta come tutti.

    Poi questa cosa che non si debba tenere un po’ all’aspetto è un concetto che non mi preoccupa….tutti ci tengono un po’, chi più chi meno, tutti….anche io e anche chi viene con me….si, è cosi…chi mi ama non è che se ne frega del mio corpo, no…semmai ha un concetto di bellezza diverso, ma il mio corpo gli piace e molto!!! c’è a chi piace uno alto, uno basso, uno magro, uno grasso ecc….poi è chiaro che ci sono persone che tengono più ad alcuni aspetti invece di altri…questo si…chi cerca solo o soprattutto la bellezza (per i suoi gusti) e chi altro….

    ….ma anche chi ama uno considerato scorfano da tutte (non io eh!!! :-) ) per lei c’è qualcosa, oltre sicuramente ad un anima che la prende, pure fisicamente che gli piace e che hai suoi occhi diventa irresistibile ;-)

    ….e poi cara silvia…questa cosa del sesso fine a se stesso….certo non sarà mai come l’amore…ma non è certo un qualcosa di deprorevole e schifosa….io la metterei pure al posto della palestra settimanale, vedrai quanti meno stressati ci sarebbero ;-)

  12. Da come è stato impostato il discorso, sembra che per il ragazzo essere così è talmente normale che non ha pensato necessario definire il suo stato. Del resto, forse, se fossi disabile con l’esperienza da normodotato ti direi che avrei fatto lo stesso io.
    Preferisco che un ragazzo mi dica no guardandomi, piuttosto che si tira indietro perchè si immagina un mostro quale non sono.
    Pur entrando in quella stanza, se lei non se la sentiva, avrebbe comunque potuto tirarsi indietro, cosa che in effetti le è passata in testa.
    Il fatto di pagare è ovvio che va fatto! E’ il motivo per il quale lei ha accettato quell’incontro ed è il mezzo con cui lui crede di dover avere quella donna.
    E’ una parte fondamentale dell’incontro.
    Non dico che tutto ciò è deprorevole e schifoso. Infatti ho detto che non voglio giudicare nessuno. Solo dico che non fa parte della mia mentalità e leggendo questo post io ci ho visto solo un episodio di vita normale che avrebbe potuto capitare a chiunque, indipendentemente dalla disabilità. Il giudizio è più che altro personale, legato a ciò che penso io, quindi riferito a me.
    Chiunque fa questo è ovvio che lo guardo storto, poichè è lontano dalla mia mentalità. Ma non dico che fa una cosa giusta o sbagliata, solo che io non la farei.
    E’ una situazione triste ai miei occhi. Non dico che è una situazione triste a priori.

  13. Pat

    No, ma scusate, si sta tentando di entrare con mani e piedi nella sfera intima delle persone.
    Resta un fatto a fare la differenza fra una donna che si trova davanti ad una persona disabile, ed una donna informata PRIMA, e che ha quindi potuto scegliere senza “interferenze”.
    Il fatto che l’uomo sbiascicasse al telefono, non autorizza nessuno a pensare che l’interlocutrice avesse capito: mio padre sbiascicava perchè aveva avuto un ictus! non era spastico.
    Io pure – quando ho avuto un’emorragia cerebrale – per un certo periodo ho parlato in “modo difficoltoso” senza essere spastica! Che significa questa considerazione sbrigativa?
    Altra osservazione: cosa credi che scambino una prostituta e un cliente (termine gentile e alternativo al più naturale puttaniere)?
    Lui non compra e lei non vende sentimento. No no, c’è un rapporto di mero sesso. Il sentimento non si compra. Ci mancherebbe altro.
    Se poi alla donna non è dato di rielaborare un pensiero, e confessare sinceramente la defaillance iniziale, be’ allora si preferisce l’ipocrisia.
    E del resto, come ha meglio di me detto Max, lo stesso “smarrimento” c’è anche con persone sane ma inguardabili esteticamente almeno dal nostro e rispettabile punto di vista.
    Voglio aggiungere una cosa: se il disabile giustamente ripudia l’ipocrisia, e giustamente vanta pari dignità, deve porsi ai suoi interlocutori, usando educazione e regole cui tutti soggiacciono. Quindi, in primis la correttezza per la correttezza. Do ut des.
    Diciamoci la verità: lui ha agito giocando sul fatto compiuto, ha fatto leva proprio su questo. Il resto è elucubrazione mentale.

  14. Io non demonizzerei tanto la prostituzione né il cosiddetto “sesso fine a se stesso”. Sarà anche una cosa fine a se stessa ma fra tutte quelle che si possono fare nella vita questa è sicuramente una fra le più piacevoli.
    Non trovo nulla di squallido nello scambio sessuale fra due individui adulti e, come dice spesso un mio amico, “Ricordati che una puttana è prima di tutto una donna”.

    Lo squallore, a mio parere, non risiede mai nelle cose ma nell’occhio di chi le guarda.

    A me la testimonianza riportata piace molto, la trovo anzi molto tenera.

  15. quoto Uyulala.

  16. Ciao http500

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