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- Dubbi d’amore: silvia… - [...] Original post by Maxanima [...]
Riporto un post di Silvia dal forum che mi ha colpito, per parlarne con voi:
“Sono indecisa se scrivere qui o nella sezione Relazioni con disabili.
Però ho pensato che il dubbio più grande è legato al sentimento d’amore piuttosto che al fatto che uno di noi due è disabile.
Non so nemmeno io se voglio consigli o un parere o semplicemente sfogarmi.
Io e lui stiamo insieme da un anno e mezzo circa (poco più). In tutto questo tempo ci siamo visti veramente pochissime volte e sempre per poco tempo. L’unica volta che siamo riusciti a stare più tempo insieme è stata quest’estate quando, dopo un fine settimana fuori casa (in tre: io, lui e l’accompagnatore. ma ormai questo è normale. anzi!) siamo andati a casa sua.
Da notare che io ho dei problemi con il contatto con le persone, problemi molto seri e profondi, e gli avevo chiesto se si poteva evitare di andare in casa sua così, senza conoscere nessuno, per tre settimane di fila. In un modo o nell’altro, soprattutto poichè non sapevamo se ce la saremmo cavati da soli, è riuscito a convincermi a stare con lui e la sua famiglia. Anzi, dovevamo essere così: loro nell’appartamento di sopra, noi due, soli, nell’appartamento di sotto.
Invece, una volta lì mi sono ritrovata ad abitare con loro: mamma, papà, nonno e nonna. E lui. Che comunque, nonostante tutto, non ho mai avuto la pretesa di poter dire che conosco.
Gente del sud. Non so se potete capire, se non siete del nord, credo di no. Noi siamo schivi, siamo menefreghisti, egoisti, freddi. Loro no! Apprezzabile… Ma non per me. Mi sono ritrovata in quel casino (ripeto: ho problemi con il socializzare e stare tra sconosciuti).
In un modo o nell’altro è andata. Ah, dimenticavo, poco prima avevamo saputo del tumore di mio cugino. Cosa questa che mi ha cambiato profondamente e scosso tantissimo.
Avevo paura della distrofia, gliene ho parlato. Almeno, ho cercato. Ma lui questi discorsi non li ha mai accettati. ‘Io sono così, o mi accetti o non se ne fa niente’. Io volevo parlarne solo per fargli capire che per me la distrofia non era ed è tuttoggi una cosa normale. La devo conoscere. La dovevo conoscere ma mi sono ritrovata davanti un muro e questo muro è diventato sempre più alto e difficile da scavalcare.
Alcune volte a me piacerebbe stare con lui… più di quanto già facciamo.
Ma se gli chiedo il sabato mi dice che ha i suoi amici. Che sono amici da trent’anni… Ma vacca merda… possibile che un vero amico se gli dici ‘guarda, oggi, è il compleanno della mia ragazza, voglio fare compagnia a lei’ manda a fanculo tutta un’amicizia???? Ah, ma lui lavora in settimana e si deve svagare…
A Natale sua mamma si è arrabbiata quando lui ha accennato che magari veniva da me. Posso capirlo. Quindi non ci si vede. Almeno ci si può sentire? Sì, ma non troppo perchè ci sono i super amici… sai…devo uscire a fare gli auguri.
Ok, capodanno? Sì, vai con loro. A mezzanotte, io, gli auguri, me li faccio da sola, allo specchio.
Se parlo di queste cose mi aggredisce, dicendo che io non voglio che lui esce, io voglio che si isola, che diventa un morto in piedi… Ma…siamo insieme da meno di due anni e per le volte che ci siamo visti è come se lo fossimo solo da due mesi… perchè lui non ha la mia stessa voglia di stare appiccicati?
Mi dice: Silvia trovati un’occupazione… non devi stare lì ad aspettare me…
Ok, io faccio dell’altro. Ma non perdo la voglia di stare con lui. Anzi, paradossalmente, le cose che mi piacciono di più perdono sapore. O meglio… insomma… faccio un esempio. A me è sempre piaciuta una fiera, ci sono andata come sempre con mia sorella, anche quest’anno. E’ stato molto bello. Sono stata felicissima di andarci. Una volta a casa però mi sono dispiaciuta. Io mi sono divertita senza di lui. Io sto bene senza di lui. Io ci sto senza di lui. Perchè noi siamo lontani. E sapere questo mi ha fatto star male. Io vivo. Non ho bisogno di lui per vivere. Però…
Dice che non deve rinunciare a nulla per causa mia. La penso allo stesso modo. Ma perchè allora mi esclude per il resto? Non ho mai sentito che dicesse ad un altro: ‘un attimo, ora c’è la mia ragazza’… mentre a me dice ‘un attimo, ora c’è paolo, ora c’è mario, ora c’è il lavoro, ora c’è il servizio civile, ora c’è l’associazione, ora c’è…’
Bè, mio caro…sai che c’è ora? c’è che mi sono rotta i maroni!
C’è che voglio più attenzioni, voglio essere il centro. Voglio essere importante almeno un pizzico di quanto tu lo sei per me.
E non si rende conto…
Ma tutto questo sapete cosa causa? Rancore ed odio.
Ed ecco che la malattia viene fuori con tutto il suo dolore, con tutta la sua forza. Che è immensa.
Perchè io ora mi chiedo: devo andare a vivere là perchè lui non si sposta, devo cambiare perchè lui accetta me ma non i miei problemi (cosa che mi fa ridere ed incazzare allo stesso momento: come si fa? è come se io gli dicessi: accetto te ma non il fatto che cammini con la sedia…oppure accetto te ma usa solo due ruote e non quattro!), devo superare i miei limiti, devo essere forte ed affrontare la malattia (in senso fisico e figurato), devo sopportare, devo essere messa da parte perchè lui deve svagarsi e deve coltivare le sue amicizie,…
Leggo questo forum e il blog. Non sempre, ma abbastanza per vedere Samanta parlare del suo amore. Di come lo fanno e di quando lo fanno. E’ felice, anche se ammette che il modo di farlo con un distrofico è diverso. Da come ne parla lei sembra fantastico. Lo è. Non lo metto in dubbio. Ma è anche frustante a volte. Quando lui non riesce col braccio e con la mano a ricambiare. E tu resti lì a bocca asciutta. E devi pure far finta di niente perchè sai che non è colpa di nessuno se non di quella stronza di distrofia.
…E quando si ha voglia ma se non si è in un posto accessibile e comodo è impossibile farsela passare in quel modo. Ed ogni volta che vai in giro devi fare tutto tu. Guidare, benzina, parcheggi impossibili,…. Sonno o non sonno se tu non vi portate a casa…
condivido ciò che dice samanta. e le altre ragazze. è bello. è fantastico. è amore.
…ma possibile che lui è così stronzo da non capire che per una normodotata, forse poco sensibile, non lo metto in dubbio, i sacrifici hanno diritto ad una contropartita?
mi perde e non se ne accorge.
mi dice: ‘ io più che dimostrarti il mio amore non posso fare e posso dimostrartelo solo dicendotelo’… già…ma quando me lo vuoi dire? quando tu hai voglia di stare al telefono ed io no? quando sono io ad avere voglia? ci sono gli altri (impegni o persone), giusto? allora io sono pesante e ingiusta…vero?
mi hanno insegnato che si va dal dottore quando si ha qualche sintomo. e non è il dottore che decide quando devi andare…
è comodo dimostrare l’amore solo quando si ha tempo, troppo faticoso non avere voglia di fare qualcosa ma doverlo fare lo stesso, vero?
ma hai mai pensato che se io dovessi pensarla come te, tu saresti vestito a metà, la pipì la faresti una volta sì ed una no…
sono discorsi ridicoli, me ne rendo conto. eppure sono discorsi che ho sempre cercato di farti.
avevo tutte le buone intenzioni… io ti amo.
ma tu?
se non mi accetti per come sono… se non puoi stare co
n me… se non… tu mi ami?
sì, a parole sì. ma parlano di più i fatti…
A. datti una svegliata! non sono uno zerbino! sono la tua ragazza. e voglio essere uguale alle altre.
brutto stronzo…la distrofia c’è, non lo nego…ma quante cose puoi fare lo stesso? mai uno scritto, mai un mazzo di fiori, mai una cartolina (nemmeno quella che ti avevo chiesto esplicitamente – una cartolina… un euro di carta con su scritto quello che volevi… bastava anche solo il tuo nome…), mai….
certo, hai fatto quattromila chilometri per me. non lo avrebbe fatto quasi nessun’altro. ma non voglio il grande gesto una volta ogni 18 mesi. voglio i piccoli gesti che mi fanno capire che per te sono importante anche io. anche io voglio valere quanto un amico. e se l’unico modo per avere il tuo bene è essere tua amica…allora lo sarò…
perchè…mio caro…tu non mi ami…
gioca col fuoco…ma attento, prima o poi ci si brucia.
…che ne pensate? per voi è tutto rose e fiori come fate capire da queste parti?
Naturalmente ci sono state anche cose belle, ma quelle le ho evitate perchè non sono quelle che creano i dubbi sulle storie.”
Cara Silvia…come prima cosa, penso che in molti fattori dei problemi da te esposti, la disabilità centri poco, mi sembrano problemi che accadono anche tra persone comuni….infatti anche tu eri indecisa su dove scriverlo…parlo della questione delle attenzioni o di far sentire il proprio amore….ecc ecc.
…è altresì vero che ognuno ha il suo modo di amare, può piacere oppure no…questo però non significa sempre che uno ama meno…o non ama affatto…giudicare secondo i propri canoni non sempre funziona, anzi, quasi mai…
…al limite si può dire che il modo in cui ama quella persona a noi non ci piace, questo si, ma è altro discorso….
Sinceramente letto cosi, il suo comportamento non piacerebbe neanche a me…
Si, devi prenderlo indisparte e parlarci chiaramente questo si…e presto.
Un abbraccio.
Silvia,avvolte l’amore si trasforma (soprattutto nei nostri confronti) in un obbligo che ti porta ad essere meno amorevole e più schivo,purtroppo amare persone come noi comporta prima molta responsabilità,disponibilità,pazienza,voglia di un futuro e poi amore…. non puoi certo pretendere amore infinito o che si chiuda in casa con te…..Cmq forse il suo è un carattere un pò complesso,se ti ama per come sei ed è felice di averti accanto perchè preferire gli amici??
ora due sono le cose:
1) o ha un carattere finto,cioè finge di avere un carattere che non ha (in questo caso l’essere forte) e quindi cerca di star più meno possibile con te (ma nn vuol dire che non ti ami)
2) oppure non è riuscito ad accettare ancora del tutto la tua situazione ed è confuso..
Io non mi preoccuperei più di tanto,aspetta più sviluppi non crearti pensieri negativi,a mio parere direi di appoggiarlo e di un pò capirlo tocca a noi sostenerli,vedrai che capirà col tempo,e appoggio Max nel incitarti a parlarci chiaramente molto presto,ma più che altro servirà più a te che a lui…concludo dicendoti di non piangere per amore,ma gioisci più che puoi anche nei momenti più brutti ,l’amore è un sentimento per pochi eletti soprattutto per le persone cosidette ” normali ” e credimi crearla tra due mondi ” diversi ” dovrebbe essere una gioia immensa e ciò deve renderti orgogliosa.
un bacio..
sono d’accordo con max, la disabilità fisica c’entra poco, forse è solo paura paura di amare, di darsi, di credere in questo vostro amore per poi venire delusi, ma in amore se non si rischia non si vive, secondo me, dagli ancora una chance, parlagli come hai fatto qui e se lui si tira indietro lascialo andare, non stiamo parlando di solidarietà o di volontariato, stiamo parlando di amore!!!
A Max:
Infatti la disabilità c’entra solo nel momento in cui vengono a mancare le altre cose. Diciamo che è un freno che fa dire ‘insomma…non mi vuoi dare proprio niente e devo sopportare pure la distrofia??? Ma va a bip bip…!’ Ma non è il vero problema. Allora forse a me non piace il suo modo di amarmi. Però io amo lui…e pure un casino! Parlarci, sì! Sicuro! Ogni volta che tento però torna tutto come prima…
A Nello:
Grazie del tuo commento complesso, pensato e ragionato. Scusami tanto ma non posso sentirmi orgogliosa di aver creato una coppia diversa. Sono orgogliosa del mio amore e del mio ragazzo, indipendentemente dalla sua disabilità.
Però, proprio questa diversità, mi impedisce di guardare tutto con obiettività. Infatti… come hai detto tu, fin dove è un problema mio, suo o delle nostre condizioni? A dire la verità fino in fondo, io credo che l’essere disabili (abbinato ad essere una testa dura come lui) rende un po’ egoisti. Cioè ci si abitua a chiedere, ad avere e forse non si capisce quando è anche il momento di ricambiare e soprattutto quando è chi hai di fronte (quello solitamente definito sano) ad essere più debole e bisognoso. Tu sei in piedi quindi puoi. Già, ma non sempre è così… Piangere per amore? Sì è successo…ma non diciamolo troppo forte…sai com’è… in questo sono molto orgogliosa!
A Zefirina:
Sì, niente solidarietà o volontariato. Tra l’altro sono la persona meno adatta a queste cose. Sì, parlerò ancora con lui e spero che si deciderà a cercare di capire e vedere le cose anche dal mio punto di vista. La disabilità c’entra poco. Ma c’entra. Come c’entra la mia fobia. Perché bisogna far i conti con le persone e col loro modo di essere.
A tutti:
Grazie! Certo, tutti voi parlate per quello che ho scritto io. E naturalmente sentendo solo un mio sfogo non potete dare pareri troppo obiettivi; a me piace sentire le vostre idee in ogni caso. Soprattutto, come già detto, vorrei sapere se sono l’unica normo fra tutti quelli che frequentano queste pagine a provare amore ma anche dubbi, perplessità, insicurezze ed ogni tanto disagi. E mi piace sentire anche il parere dei disabili. Perché forse ci sono cose che io non riesco a capire e vedere… e che lui non vuole o forse fanno troppo parte della sua routine che non riesce a spiegarmi.
Ciao Silvia,
io sono l’ultima persona che doveva soffermarsi in questo post, ma voglio ugualmente dirti solo una cosa…
vai da lui, andate in un posto tranquillo solo tu e lui, all’aperto, parlagli…digli tutto quello che hai dentro, brutte e belle, ma fallo guardandolo negli occhi e tenendolo per mano…solo così potrai percepire veramente cosa volete entrambi.
p.s.: io sono del sud e anch’io avevo problemi nel socializzare ma col tempo il lavoro mi ha aiutato …
Ciao,
certo è difficile, è difficile il rapporto con una persona che sicuramente è diversa, ma il problema per te nn è la diversità fisica ma il fatto che nn riuscite a condividere. Il problema nn è certo la sua disabilità ma il fatto che lui si sente in diritto di chiederti tutto e di nn dare niente. Credo che in un disabile ci sia una doppia personalità, da un lato vuole essere accudito e amato e dall’altro vuole dimostrare al mondo che lui o lei nn ha bisogno di nessuno che ce la puo fare da solo e spesso sbaglia perchè avere bisogno di qualcuno nn vuol dire chiedere o elemosinare ma ripeto condividere. Parlagli chiaramente e cerca di metterti al suo livello, spesso noi normali (odio il termine normodotato) pensiamo che “loro” sono così sensibili e profondi che nn sono capaci di avere sentimenti spiccioli e banali. Gli amici, la famiglia, le cose di tutti i giorni e tu dove sei ? chi sei ? ti vede ? Credo personalmente che la sofferenza renda forte e capace di dare molto a chi ti sta vicino, ma certamente nn è una legge universale. Quindi per concludere cerca di distinguere e di guardare con chiarezza, nn devi sopportare tutto perche lui è un distrofico. Parole buttate li per caso ma che spero ti aiutino nel tuo tormento.
è piu forte di me nn riesco a consigliarti sono ankio disabile ma c sono tante possibili motivazioni 1 ha paura di rapportarsi fisicamente con te”mi è capitato”(strunz che sono) 2 non ti ama 3 ha paura di amarti 4 essere disabili nn vuol dire nn essere stronzi…
ps. vorrei una donna come te
A Enza: Grazie mille! Non sei l’ultima persona che doveva passare di qui. Sei una ragazza che vive una situazione d’amore e quindi sei in diritto/dovere di parlare!
A Buddha: Sulla doppia personalità mi trovi d’accordo. Una volta in effetti mi disse che accettare la sua situazione non era stato facile e non voleva ricadere in certe emozioni…. Però è strano, perché è abituato a chiedere, anzi! Si stupisce del fatto che io, piuttosto che chiedere aiuto, sarei pronta a morire!
Io sono al suo livello. Purtroppo a volte mi frena un po’ il dovergli parlare di certi disagi perché ho paura di ferire la sua sensibilità (molto molto molto piccola ma c’è da qualche parte nascosta nel suo corpo). Più che altro ho paura che certe parole, una volta dette, non possono più essere cancellate. Voglio che si senta sempre accettato da me, in tutto e per tutto (tranne alcuni suoi comportamenti).
Alt, un attimo! E sì che mi sembra di averlo detto e ridetto: io non sono sensibile, sono egoista, non mi sento volontaria o adatta a fare da infermiera. A me della sua malattia dispiace, ma ce l’ha, non è colpa mia e non posso togliergliela, quindi… non pensate che sto con lui perché mi fa pena o perchè è disabile e non lo saprei lasciare!
Se solo fossi sicura di non amarlo sarei pronta a stenderlo con le peggiori cattiverie. Se solo pensassi che davvero poiché è disabile è un poverino non pretenderei molto da lui. Invece io voglio anche l’impossibile, voglio tutto: pretendo tutto!
Ah, normali o normodotati, disabili o diversamente abili… sono solo parole, qui il problema è cercare di capire che per quanto siamo tutte persone, abbiamo avuto esperienze diverse e, spesso, parliamo due lingue diverse.
Grazie!
Ad Antonino n1: E no, eh! Non dirmi anche tu che sei disabile e non riesci a…. Guarda che ti mangio! Posso eliminare tranquillamente la paura di rapportarsi fisicamente con me poiché da quel punto di vista non abbiamo avuto problemi. Gli altri motivi, invece, bè tutto può essere! Essere disabili non vuol dire non essere stronzi: lo vedo! L’ho visto! Lo vedrò! Il prossimo normodotato che mi dice ‘ma dai… poverino… è su una sedia a rotelle… cosa vuoi che fa di male…!’ non mi controllo più e gli do un pugno in un occhio!
Grazie!
ps. se non sei stronzo… possiamo parlarne!
bhe nn ti dico se vuoi:P il cannibalismo lo vedevo superato.
come ti dicevo guardando oltre la ”sedia” è così una storia come tante inizia e finisce… fino ad ora a me è sempre finita e mai iniziata. la motivazione saputa per vie traverse fu si mi piace ma ho paura di farlo soffrire…..
i miei dubbi… le mie stupidaggini… i freni e le barriere, le insicurezze, le lacune, la depressione, la noia, le malattie, l’abitudine, la tristezza… ho chiesto di più e piuttosto che darmi di più mi ha lasciato perchè io non ho nulla da dare di positivo…
chi troppo vuole, nulla stringe