Isa e il suo uomo disabile
Isa e il suo uomo disabile
feb 20Quando ho trovato il loro blog, sono sobbalzato sulla sedia. Per quel che mi è concesso fisicamente. Lui disabile, lei no. Innamorati, fidanzati da anni. Fin qui una bella storia, ma non rarissima, per fortuna. Quel che mi ha sorpreso è la loro spregiudicatezza nel raccontarsi e soprattutto nel mostrarsi. E’ sì. In bella mostra mettono i loro corpi intrecciati, in faccia al mondo, spesso così stretto di mentalità. In faccia a chi pensa non si possa vivere l’amore totalmente anche con un disabile.
Certo, nonostante anch’io soffro di una malattia simile e il mio corpo molto somiglia al suo, alcune loro immagini sono molto forti. Probabilmente per via del fatto che lui è purtroppo costretto a usare anche il respiratore. Ci vuole tanta forza.
Loro sono francesi. Lui non c’è più. L’anno scorso è morto.
Questo il link del blog: http://lamourhandicape.over-blog.com/
ndr
Le foto nell’articolo sono state inserite dopo autorizzazione della legittima proprietaria. Si prega di non prenderle senza citare le fonti. Grazie.



Hai ragione, ci vuole tanta spregiudicatezza e tanta forza, anche per me, che sono una ragazza disabile che una vita sessuale non la concepisce proprio…anche perché, diciamocelo, secondo me per una donna è molto più difficile!
Leggo il tuo sito sempre volentieri, Max! buona strada!!!
Grazie! Un Abbraccio a te
Leggo da poco il tuo blog e mi ha incuriosito questo tuo post. Visitando il sito di questa coppia, non ho avuto quello “sconvolgimento” che mi sarei attesa, viste le tue parole. Sarà che trovo molto “normale” il fatto che due persone che si amino, si stringano l’un l’altro, senza dare particolar peso a cosa pensino gli altri della “forma” dei loro corpi. Non ho avuto sempre un buon rapporto (se così si può dire) col mio corpo, questo, pur non avendo una “malattia” o “problematica” “diagnosisticata” o “conclamata”. Poi, mi sono innamorata e ho notato che sentirsi amati aiuti a vedere la propria corporeità sotto un’ottica un po’ diversa, pur non cancellando il “passato” (che, a volte, non è nemmeno tale)e le “sofferenze”, piccole o grandi che siano, vissute in conseguenza dell’immagine negativa che si ha avuto del proprio corpo.