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- Ferdinando e Agata: il continuo della storia | occhiodellanima - [...] la seconda parte della bellissima storia tra Ferdinando e Agata, a dimostrazione che io e Enza non siamo solo ...
Riporto con piacere un bellissimo racconto scritto da Alessandra Buttiglieri che riporta la storia vera di un ragazzo disabile (Ferdinando) con una ragazza di nome Agata.
Ancora un esempio di come non sia impossibile ne raro che l’amore riesca a superare ogni ostacolo creato dalla mente e dal cuore.
Visto che il racconto è abbastanza lungo, lo suddivido in più parti…

“IL CALESSE”
Se lo chiedeva in ognuna delle sue notti insonni, mentre alle orecchie saltavano ricordi di vecchie canzoni, pezzi di esistenza.
Come faceva suo fratello a non odiarlo?
Eppure quello era puro amore, quello era sangue dello stesso colore, la loro porpora.
Un continuo inseguimento tra dubbi e certezze sfidava a duello la pazienza del giovane fratello minore, Gianni, che avrebbe passato la vita a sentirsi in colpa, nel cantuccio del suo essere, nella profondità del suo ricovero.
Quella loro casa era locanda, tutte le vite là dentro avevano punti di accomunante storia, direttamente proporzionali tra loro, davano vita ad un’equazione impossibile.
Gianni non capiva gli occhi di Ferdinando, li sentiva smembrarsi alla vista della sera, li osservava senza però solcare quell’insignificante linea che fungeva da confine, non c’era né odio né astio e tutto gli sembrava, dunque, assurdo.
Ferdinando.
La sua mente era colma di figure fiabesche, finestrini d’intelligenza, fessure d’alta sapienza, friabili fori in cui tutto l’ardente spirito dei sogni viveva vigoroso.
Ferdinando, il giovane Re Davide che guidava il suo calesse, una postazione immobile per visitare ogni angolo di mondo, per scavare nello sconosciuto e gettarsi a nuoto in quell’inesistente mare che è la conoscenza… tutto l’universo concentrato in due ruote per disabili.
Era una continua battaglia agli impedimenti quotidiani che Ferdinando viveva chiudendo gli occhi, lasciandosi trasportare dalle mani di turno nella guerra fredda verso coloro che non capivano.
C’era uno spazio segreto nel suo cuore, che nessuno poteva capire in effetti, era uno spazio spossato, a momenti spazzato via, speranzoso però, spavaldo a volte, spericolato sulle questioni d’amore eppure così fragile e ben nascosto.
Ferdinando si era costruito solo solo il suo bunker o la sua prigione, un posto fatto di libri e matite e fogli di carta immacolati, una struttura di marzapane, rifugio d’anima o semplicemente condanna eterna. Era poeta lui, non si scherzava.
Era poeta d’una bravura capace di nutrirti i brividi, con la profondità di un non-umano sceso in terra per quale innominata disgrazia, chissà. L’angelo caduto della penna era lui.
Il suo orgoglio, sprezzante e fiero, si spaccava a metà ogni volta che la gente depositava sguardi commiserevoli su lui, odiava quei momenti, odiava ciò che diventava, un essere esanime esasperato che incrociava le mani svogliatamente per controllare i nervi rotti.
Era un uomo.
Un principe.
Un re.
Il Cristo che rifiutò l’aceto.
Era quasi impensabile che la sua vera forza nascesse dalla condizione con cui coabitava la sua anima, mai una volta in cui si lasciò andare ad inutili lagne o lamentele.
Quel giovane esploratore era in continua caccia di farfalle, non si fermava mai… mai, sicuro di ciò che la sua mente possedeva, sicuro di poter fare vanto della sua diversità, sicuro d’essere unico o comunque raro.
E poi c’era Gianni, “il normale”, il Riccardo Cuor di Leone, che si angustiava delle mute pene del fratello, spingeva la sua vita in ogni direzione desiderasse, non si lasciava scappare il minimo capriccio o ipotizzato malumore, era presente e costante e faceva di tutto per farsi piacere.
Sapeva d’essere intelligente ma mancava di caparbia e ciò lo faceva vergognare, si sentiva una formica agli occhi del Fratello, grande di età e grande di meriti, era pronto a sentire il dolore che provoca l’essere calpestati e strisciati a terra con malignità.
Ma questo rito non avvenne mai.
….fine prima parte…
che onore…
Ti ringrazio.
Grazie a te
appena posso pubblico il resto
un abbraccio.
Max Buona Pasqua! Un abbraccio
Francesca
Ciao Francy Grazie!!! anche a Te!