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	<title>occhiodellanima &#187; La mia Storia</title>
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		<title>Cresima, febbre, convivenza..</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 18:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maxanima</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rieccomi. La seconda parola del titolo di questo post, spiega la mia assenza. Mi sono preso un po&#8217; di febbrina, uffi. Probabilmente troppi colpi di vento domenica scorsa. Con questo tempo pazzarello, dovevo stare più attento&#8230;va bè, sono in via di guarigione. La prima parola del titolo: Cresima&#8230;si, miei cari, questo è l&#8217;anno degli avvenimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Rieccomi. La seconda parola del titolo di questo post, spiega la mia assenza. Mi sono preso un po&#8217; di febbrina, uffi. Probabilmente troppi colpi di vento domenica scorsa. Con questo tempo pazzarello, dovevo stare più attento&#8230;va bè, sono in via di guarigione.</p>
<p align="justify">La prima parola del titolo: <strong>Cresima</strong>&#8230;si, miei cari, questo è l&#8217;anno degli avvenimenti più insospettati. Dopo l&#8217;arrivo del grande amore, ecco un momento che forse, anzi, sicuramente, avrei dovuto fare molto prima. Per fortuna, in certe cose, non importa quando, ma farlo. Si, questo bambino di 38 anni ha preso la <strong>Cresima</strong>!!!</p>
<p align="justify">Il tutto è accaduto Venerdì scorso, appena avrò le foto ve le faccio vedere e vi racconto i dettagli.</p>
<p align="justify">Comunque è stata una cerimonia emozionante, anche divertente, io con altri 4 adulti, fra decine di ragazzini&#8230;lacrime sul finale, mie, di mia cognata che faceva da madrina, di mia madre e naturalmente della mia Amata <strong>Enza</strong>&#8230;bellissima, in abito bianco e gonna scura.</p>
<p align="justify">&#8230;la terza parola del titolo: <strong>Convivenza</strong>&#8230;.resoconto di questi primi giorni passati come una famiglia, tra me, mia madre e <strong>Enza</strong>&#8230;.oh, come non metterci l&#8217;altro elemento di cui non si può fare a meno: <strong>Eddy</strong>, il mio micione pelosone.</p>
<p align="justify">Che dire&#8230;<strong>Enza</strong> non è più un ospite, anzi, la cosa che più magica di questa storia è che ospite non lo è mai stata, neanche la prima volta che ha messo il suo nasino in casa mia. Di solito anche le persone che amiamo di più, quando entrano a far parte della tua quotidianità in qualche modo hanno bisogno di tempo per sentirle amalgamate a tutto il proprio contorno, fino a farne parte loro stesse&#8230;con <strong>Enza</strong> non è cosi&#8230;sembra che sia sempre stata qui, tanto da farmi pensare perchè non c&#8217;era prima??!!</p>
<p align="justify">&#8230;e pensate che pure per mia madre è cosi!!! e io so bene quanta difficoltà abbia a far entrare persone nella sua casa&#8230;nelle sue abitudini&#8230;.</p>
<p align="justify">&#8230;si sarà salvato almeno il gatto dal ciclone <strong>Enza</strong>??!!! macchè, è innamorato pure lui, sta sempre a fissarla e gli mette pure le zampe addosso!!! ovviamente è l&#8217;unico che può farlo nel regno animale, umano e pure vegetale!!!</p>
<p align="justify">Tutto questo può sorprendere voi e sicuramente chi conosce bene la mia storia ed il mio passato, ma non sorprende me, perchè conosco questa creatura venuta da molto lontano, ma sentita cosi subito vicina come mai nessuna.</p>
<p align="justify">Non si può non Amare <strong>Enza</strong>, come non si può non volerle bene. <strong>Enza</strong> è come il suo sonno, &#8220;leggera&#8221;, si, il mio Amore ha il sonno leggero, basta un movimento e apre subito i suoi occhioni meravigliosi, come due stelline che si illuminano nella mia camera&#8230;&#8221;leggera&#8221; perchè non ti fa pesare mai la sua presenza, è come lo zucchero velato, non appesantisce ma senza si perderebbe il sapore che rende unico il dolce.</p>
<p align="justify">&#8220;Leggera&#8221; perchè sa smorzare ogni piccolo grande problema, in questo è ancor più capace di me, si, io sono un lottatore per i grandi problemi, magari me la prendo un po&#8217; per i piccoli&#8230;cosa che non facevo prima, probabilmente la solitudine mi ha portato a questo, ma con lei ritroverò anche le capacità perdute.</p>
<p align="justify">&#8220;Leggera&#8221; come una farfallina, cosi l&#8217;ho conosciuta&#8230;le Ali sono nelle sue manine, perchè sannò toccarti e accarezzarti con la stessa delicatezza&#8230;</p>
<p align="justify">&#8220;Leggera&#8221; ma attenta, non gli sfugge niente, pochi giorni e sa cosa fare in ogni cosa&#8230;.mah&#8230;.poi dicono non esiste la donna ideale!!!! <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">&#8220;Leggera&#8221; ma profonda come gli oceani&#8230;.sapete qual&#8217;è l&#8217;aspetto più importante della profondità negli abissi marini? la purezza delle acque&#8230;.il silenzio, la pace&#8230;tra le sue braccia mi sento cosi.</p>
<p align="justify">&#8230;uhm, volete farla però arrabbiare? <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  uno dei suoi talloni d&#8217;achille sono le foto, le odia&#8230;e lo so che siete curiosi di vederla, ma dovrete attendere e accontentarvi di qualche foto &#8220;rubata&#8221;&#8230;.bè, mica un tesoro come lei può essere mostrata in tutto il suo splendore subito <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">&#8230;..intanto&#8230;qui è a fare la spesa&#8230;oh, è quella vestita di nero!!! mi perdoni la Signora&#8230;.ma insomma&#8230;.<strong>Enza è Enza</strong>&#8230;. <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="center"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/06/enza.jpg"></p>
<div id="attachment_1703" class="wp-caption alignnone" style="width: 385px"></a><a><img class="size-full wp-image-1703" title="enzaspesa" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2009/01/enzaspesa.jpg" alt="il mio amorino" width="375" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">il mio amorino</p></div>
<p align="justify">Adesso mi ammazza&#8230;addio!!! <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Foto mio Nipote e il mio Amore</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 09:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maxanima</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari lettori e lettrici, mentre il mio Amore è al telefono con sua Madre (si sentono ogni giorni), vi mosto un paio di foto. Una è del mio bellissimo nipotino allo stand di Pantani, eccola qui sotto: &#60;&#60;la foto di mio nipote è stata tolta, nel web meglio non mettere foto di bambini &#62;&#62; L&#8217;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Cari lettori e lettrici, mentre il mio Amore è al telefono con sua Madre (si sentono ogni giorni), vi mosto un paio di foto.</p>
<p align="justify">Una è del mio bellissimo nipotino allo stand di <strong>Pantani</strong>, eccola qui sotto:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>&lt;&lt;la foto di mio nipote è stata tolta, nel web meglio non mettere foto di bambini <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  &gt;&gt;</strong></span></p>
<p>L&#8217;altra è del mio Amore, ovviamente continuando sul filo misterioso e con un tocco artistico&#8230;</p>
<p>&#8230;eccola, tra le mure del Castello:<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1597" title="enzacastello" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2009/01/enzacastello.jpg" alt="enzacastello" width="375" height="500" /></p>
<p align="justify">Le giornate trascorrono tra ricerca del lavoro, spesa per mangiare (adoro fare la spesina con il mio tesoro..) e con tantissimissime coccole circondate da baci&#8230;è si&#8230;non so stare senza baciarla neanche un minuto&#8230;</p>
<p align="justify">Un abbraccione a tutti voi.</p>
<p align="justify">ps. presto pubblicherò le foto della cresima e anche finalmente una del matrimonio di mio fratello&#8230;.(contenta Ludo? <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  )</p>
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		<title>Essere disabili e avere un bambino</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 17:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maxanima</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1106" href="http://www.occhiodellanima.it/parlo-di-noi/essere-disabili-e-avere-un-bambino/attachment/bebe"><img class="alignnone size-full wp-image-1116" title="barbapapa" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2009/01/barbapapa.jpg" alt="barbapapa" width="279" height="312" /><br />
</a>
</p>
<p style="text-align: justify;">Leggendo il <a title="blogoroscopo" href="http://www.clarita.it/2009/01/08/blogoroscopo-2009/" target="_blank"><strong>blogoroscopo</strong></a> creato da quella pazzerella di <strong>Clarita</strong>, nelle sue previsioni sul mio futuro, è auspicato un prossimo nastro rosa o azzurro, ovvero un bel pupetto o pupetta con la mia mogliettina.</p>
<p style="text-align: justify;">Come prima cosa dico a <strong>Clarita</strong> che spero il nastro sia rosa!! Poiché vorrei una bambina, di maschietti in famiglia ne siamo pieni!! E comunque sia oltre il crearmi un sorriso per questo suo auspicio, diciamo non c’è andata lontana. Magari non cosi presto! Tuttavia il desiderio c’è in entrambi.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendo spunto da questa simpatica iniziativa per parlare di quest’argomento delicato. Il desiderio di avere un figlio è in ognuno di noi, chi prima chi dopo, anche in chi dice non lo vorranno mai!!</p>
<p style="text-align: justify;">Le difficoltà ci possono essere in ogni situazione, ovviamente se si decide di avere figli in maniera coscienziosa, altrimenti si fa e basta, come capita spesso, senza pensare alla qualità di vita che è offerta al bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi a questo ci pensiamo, per questo aspetteremo fino a quando non ci saranno le situazioni che riteniamo più adatte, ossia una casa tutta nostra e un guadagno maggiore di quello attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non vuol dire che si debba aspettare la perfezione, anche perché non c’è una formula perfetta per crescere un figlio, però dei tasselli per creare una solida base ci vogliono.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono altresì convinto che molti penseranno che nella nostra situazione ci sono anche altri problemi, chiaramente riferiti alla mia forma di disabilità. Non facciamo certo finta che non esistono, altrimenti andrebbe a cadere il concetto dell’essere coscienzioso. Bisogna esserne consapevoli e fare in modo che tutto s’incastri in maniera di agevolare l’arrivo in famiglia di un bebè.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sarà facile, ma in un modo o nell’altro, non è facile per nessuno. Lo vedo anche con mio fratello. Possiedono una casa, i soldi non gli mancano, ma è dura stare sempre dietro un bambino, scalmanato poi come mio nipote!! E’ vero che ci sono le scuole e quindi ogni tanto si rilassano un po’ (ihihi).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto concerne l’eredità della mia malattia, su questo sono abbastanza sereno, sapendo per certo che la parte genetica che si può tramandare è fattibile più che altro da parte di una donna, non di un uomo. Le possibilità che mio figlio (anzi nostra figlia!!! ihihi) abbia la distrofia muscolare sono in percentuale uguali a chiunque altro essere umano, disabile o no.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so quanta gente ci può prendere per pazzi e quanta invece lo trovi assolutamente fattibile. Per la prima categoria di persone, posso ricordare che anche avere un figlio quando ne hai già quattro che riesci a malapena a sfamare non è molto raccomandabile e invece è molto frequente. O farlo con una persona che conosci da poco e si rileva poi quella sbagliata, o altri mille casi in cui non è auspicabile avere figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fortuna la vita non è solo concetti, regole, o somma di situazioni prevedibili. Se alla base c’è un amore gigante, il resto viene da se. Poi ci pensate ad un pupetto tra me e la mia mogliettina? Oh!! Pupetta volevo dire!!! (ihihi) sai che bellezza ne esce fuori, più per merito suo ovvio!</p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno accadrà e allora vi dovrete sorbire altri 300 post dedicati all’evento <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Sabato 18 Ottobre 2008</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 14:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maxanima</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;C&#8217;era una volta&#8230;&#8221; è l&#8217;incipit di quasi tutte le favole, quelle che ci raccontavano da piccoli, per allontanare i &#8220;mostri&#8221; della realtà o quelli sognati. Altra caratteristica comune di ogni favola è il lieto fine, qualsiasi cosa accada nel mezzo del racconto, rimane sempre quella sicurezza confortante di un finale positivo. Bello crescere cosi, o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">&#8220;C&#8217;era una volta&#8230;&#8221; è l&#8217;incipit di quasi tutte le favole, quelle che ci raccontavano da piccoli, per allontanare i &#8220;mostri&#8221; della realtà o quelli sognati.</p>
<p align="justify">Altra caratteristica comune di ogni favola è il lieto fine, qualsiasi cosa accada nel mezzo del racconto, rimane sempre quella sicurezza confortante di un finale positivo.</p>
<p align="justify">Bello crescere cosi, o forse sarebbe bene farci presente a poco a poco che la vita reale non è proprio come una favola, o se capita è assai di rado.</p>
<p align="justify">&#8230;non ho scritto &#8220;assai di rado&#8221; cosi a caso, tanto per concedermi quel pizzico di speranza, l&#8217;ho scritto perchè io quel caso raro di favola reale la sto vivendo&#8230;</p>
<p align="justify">Cosa centra la data del titolo di questo post con le favole? forse qualcuno può indovinare, forse qualcuno starà pensando: ma dai??? non dirmi che?? ovvia??</p>
<p align="justify">Non c&#8217;è molti casi in cui si parla di una data futura accostandola ad un immagine cosi bella, sognante e romantica come una favola&#8230;</p>
<p align="justify">&#8230;ebbene si, qui ci vorrebbe un rullo di tamburi, lo dico? non lo dico? ok lo dico: <strong>io e Enza Sabato 18 ottobre 2008 alle ore 17.30</strong>&#8230;no, non ce la faccio!!! Uff, che ansia!!! va bene, siamo uomini o conigli? lo dico:</p>
<p align="justify"><strong><span style="text-decoration: underline;">CI SPOSIAMO!!!!!!!!</span></strong></p>
<p align="justify">Adesso vorrei vedere le facce di tante persone che mi conoscono nel web leggendo questo post <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">C&#8217;era una canzone di cui non ricordo ne titolo ne chi la cantava, era una donna e una frase diceva: <strong>com&#8217;è straordinaria la vita!!</strong> ma sarebbe banale dirlo in momento di gioia come lo stare per sposarsi.</p>
<p align="justify">Sinceramente non ricordo di averlo detto spesso, forse mai, forse ho pensato più il contrario, ma alla fine sono sempre rimasto aggrappato con le unghie a questa vita cosi complicata e difficile. Non è forse che fanno cosi anche i protagonisti delle favole? crederci anche con le lacrime agli occhi? davanti ai lupi cattivi o combattendo con le streghe invidiose.</p>
<p align="justify">Questo matrimonio non è solo una favola per noi e per tutti coloro che ci vogliono bene, anche se al dire il vero per qualcuno non sarà certo un evento gradito, ma per ora lasciamo perdere le polemiche&#8230;.questo matrimonio è il simbolo dell&#8217;amore, della speranza e dovrebbe essere preso in esempio per tutti coloro che hanno pregiudizi.</p>
<p align="justify">Restate sintonizzati, nei prossimi post vi racconterò tutti i dettagli&#8230;e se ancora non ci credete, guardate sotto <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  :</p>
<p align="center"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/08/pubblicazioni.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/08/pubblicazioni-thumb.jpg" border="0" alt="pubblicazioni" width="379" height="504" /></a></p>
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		<title>Il compleanno del mio Amore</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 14:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maxanima</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è il compleanno della mia Amatissima Enza. 26 anni. Si, 26, anche se io dicevo questa età un po&#8217; prima&#8230;anticipavo per non sentirmi troppo vecchio Auguri Amore. 26 anni fa arrivavi su questo spesso incasinatissimo pianeta rendendolo migliore, almeno per me sicuramente, per questo è un giorno che sento molto, anche se ogni giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Oggi è il compleanno della mia Amatissima <strong>Enza</strong>. 26 anni. Si, 26, anche se io dicevo questa età un po&#8217; prima&#8230;anticipavo per non sentirmi troppo vecchio <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify"><img class="alignleft size-full wp-image-1622" title="torta-di-compleanno" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/07/torta-di-compleanno.png" alt="torta-di-compleanno" width="208" height="260" />Auguri Amore. 26 anni fa arrivavi su questo spesso incasinatissimo pianeta rendendolo migliore, almeno per me sicuramente, per questo è un giorno che sento molto, anche se ogni giorno con Lei è sentito.</p>
<p align="justify">Non chiedetemi che regalo le ho fatto perchè non c&#8217;è. Non sono di braccino corto, anzi, sono il contrario, ma stiamo risparmiando per un evento futuro mucio importante <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  quindi ho evitato di farla arrabbiare.</p>
<p align="justify"><strong>Enza</strong> sta bene, alla faccia di chi pensava il contrario. Il nostro rapporto prosegue come qualsiasi altra coppia, niente di particolarmente complicato, niente di tremendamente difficile&#8230;il tutto avviene con estrema naturalezza e normalità&#8230;.è si, cari ottusauri sparsi per il globo&#8230;NORMALITA&#8217; !!!</p>
<p align="justify">&#8230;perchè, secondo LORO, vestire e spogliare una persona 3 volte il giorno&#8230;.anzi, diciamo 2&#8230;.portarla in bagno, prepararle da mangiare&#8230;avrebbe dovuto creare un inferno di vita!!! Per chi possiede un amore piccolo piccolo sicuramente si, per chi ha la spina dorsale di un mollusco (ma ce l&#8217;hanno?) sicuramente si, ma non per la mia <strong>Enza</strong> e per tutti coloro che sanno amare.</p>
<p align="justify"><strong>Enza</strong> sta bene, manca solo un lavoro fisso, oltre quelli saltuari, non perchè ci sia un bisogno di denaro impellettile, ma la fa sentire meglio il partecipare di più alle spese di casa&#8230;è fatta cosi e comprendo la sua esigenza. Piano piano si aggiusterà anche questo.</p>
<p align="justify">Spero un giorno si possa eliminare anche l&#8217;unica nota stonata di questa magnifica melodia, ovvero il rapporto con il padre. Mi spiace sinceramente che la mia ultima conversazione con lui non sia stata diciamo molto amichevole. Capirà nel tempo, anzi, secondo me ha già capito ma per orgoglio non vuole ancora ammetterlo.</p>
<p align="justify"><strong>Buon Compleanno Mia adorata Pulcina.</strong></p>
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		<title>La mia storia: capitolo nove</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 10:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maxanima</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Colonna sonora: Kiss: I was made for loving you. Iniziano gli anni delle grandi decisioni, o almeno delle scelte importanti. Passati gli studi per cui non ho mai provato molta passione, mi avviavo verso le superiori, per poi decidere quale ramo prendere. Di solito ho sempre messo come prima cosa la soddisfazione interiore, piuttosto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Colonna sonora:</p>
<p><strong>Kiss</strong>: I was made for loving you.</p>
<p align="justify">Iniziano gli anni delle grandi decisioni, o almeno delle scelte importanti. Passati gli studi per cui non ho mai provato molta passione, mi avviavo verso le superiori, per poi decidere quale ramo prendere. Di solito ho sempre messo come prima cosa la soddisfazione interiore, piuttosto che tener conto delle conseguenze materiali. La maggior parte del tempo trascorso fino a questo punto della mia storia, è stato in compagnia dei miei pensieri, e forse quest’abitudine mi orientava verso un ambiente in cui il pensare era la materia principale, magari filosofia. Naturalmente, come spesso accade, le decisioni dei figli non sono prese di buon cuore dai genitori e comunque sia è spesso difficile accontentarli. Nel mio caso basti pensare che ancora oggi se ne parlo, mia madre e mio padre tuonano furiosi, per loro dovevo fare il ragioniere, sai che palle!! (con tutto il rispetto per quella categoria).</p>
<p align="justify"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/02/maxbar.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/02/maxbar-thumb.jpg" border="0" alt="maxbar" width="250" height="364" align="left" /></a> Sicuramente noi siamo più fortunati rispetto alla generazione in cui sono cresciuti i nostri genitori, quando il bisogno di guadagnare era più impellente e la famiglia non poteva permettersi di aspettare molto e neanche di mantenere i figli durante gli studi.</p>
<p align="justify">Il problema riguardava anche la sede dove era situata la scuola, non perché alle medie andava meglio, ma speravo che nell’andare avanti le cose migliorassero, macchè!!. Alla fine fui costretto a scegliere sapete cosa? L’ipc!!! Sembrava fatto apposta, alla fine dovevo sorbirmi conti e conticini, come voleva mio padre, ma tanto sarebbe stato solo di passaggio.</p>
<p align="justify">Non furono anni facili per studiare, perché in casa scoppiavano spesso vari litigi, soprattutto tra i miei nonni, difficile concentrarsi a studiare nella propria cameretta quando nelle altre stanze si sentono le frasi più pesanti che ci si possa dire tra due persone; è strano come una coppia che per anni non ha fatto altro che dirsi cattiverie, sia rimasta unita per cosi tanto tempo, mistero.</p>
<p align="justify">Io devo molto a mia nonna, che si è presa cura di me per molto tempo, però nonostante la mia doverosa riconoscenza, sarei un ipocrita se affermassi che provo un grande affetto per lei. Il fatto che una persona per anni ti vesta, ti porti in bagno e ti prepari da mangiare, non vuol dire sia riuscita a farti sentire che ti vuole bene, anzi, per molti suoi comportamenti mi ha fatto spesso pensare al contrario.</p>
<p align="justify">Premesso che non porto rancori nei suoi confronti, perché i gesti d’ogni singola persona vanno giudicati secondo la loro intelligenza, come sono cresciute e da quale generazione provengono, anche se questi sono ragionamenti che faccio adesso, mentre nel momento in cui vivevo certi atteggiamenti ne soffrivo e provavo rabbia.</p>
<p align="justify">Non è significativo il gesto, ma l’espressioni del proprio volto e le parole che si usano in quel momento. Lei non mancava mai di farmi provare la sensazione di essere un peso e soprattutto cercava sempre di sottolineare quanto faceva per me. Per non parlare di come fosse radicata nella sua testa l’idea che mia madre pensasse solo a me, cosi da trasmettere anche in mio fratello lo stesso pensiero. L’aspetto peggiore era non poterla spesso mandare a quel paese in certi momenti!, come avrei fatto poi a chiederle di portarmi in bagno, oppure d’uscire? le occasioni in cui è successo, lei non aspettava altro, allora sì che poteva farmi sentire in colpa.</p>
<p align="justify">Un’altra cosa che mi faceva soffrire, era quando veniva qualcuno in casa, almeno che non fossero miei amici, mi chiudeva sempre la porta di camera, diceva che non era di buon gusto far vedere una persona sempre nel letto, quasi si vergognasse di me, in realtà il letto è sempre stato il posto che preferisco in casa, perché mi posso muovere come voglio e assumere posizioni varie, il che mi permette di non avere dolori fisici, cosa facilmente deducibile, ma non per lei.</p>
<p align="justify">Mia nonna soffriva di una moltitudine di paranoie, molte azioni fatte nei suoi confronti lei ci vedeva del male, ma non solo da parte nostra, ma anche da parte dei vicini di casa o di chiunque le passava vicino. C&#8217;erano dei giorni in cui andava in giro per casa con l’asciugamano in testa, perché affermava che gli inquilini del piano di sopra gettavano strane polverine dal soffitto, oppure mi sono sentito sostenere che ci rubavano il metano da un fantomatico foro nelle tubature. Per non parlare dei giudizi sulle mie amiche, per lei erano tutte puttane. Giudizi stereotipati, come quelli di mio nonno, tipo sul look delle persone: ragazzi buoni come il pane erano etichettati come sbandati pericolosi solo per il loro modo strano di vestire, altri che, nel proseguo di questa storia arriveranno vestiti come se fossero ad un matrimonio, saranno definite persone serie e buone compagnie, mentre poi si rivelavano uomini schifosi.</p>
<p align="justify">Crescendo in ambienti del genere si accumulano veleni, poi ci vuole tempo per eliminare tutte le tossine, bisogna cercare di respirarne il meno possibile, trovando diversivi. Io avevo la mia musica e la capacità, questa raggiunta nel tempo, di non sentirmi ferito se la fonte da dove derivavano simili atteggiamenti non è era stimata da me…in poche parole, tanto più ritenevo intelligente una persona, quanto più le sue parole ed i suoi comportamenti potevano toccarmi.</p>
<p align="justify">Intanto era arrivato il momento di riempire il mio portafoglio, che fino adesso è sempre stato misero, solo le paghette settimanali. Mi ero reso conto di essere portato ad utilizzare il computer, strumento che in poco tempo diventò una mia gran passione e per quanto riguarda la ricerca fui aiutato dalla mia assistente sociale, con i famosi inserimenti facilitati per i portatori d’handicap, cosa che certo non mi riempiva d’orgoglio, ma per un periodo accettai.</p>
<p align="justify">Dopo alcune settimane fui assunto in una struttura chiamata “Multizonale” situata poco distante dalla città, dove si facevano le analisi delle acque del territorio. Io dovevo inserire i risultati delle verifiche nei database e in alcune circostanze, operazione sicuramente più fantasiosa, creare moduli per le strutture ospedaliere della zona.</p>
<p align="justify">Mi venivano a prendere la mattina alle sette con un pulmino su cui potevo salire con la mia carrozzella, spesso al bar davanti casa, dove mi prendevo un caffè prima di partire. Mi piaceva la sensazione di uscire presto da casa e fare colazione con chi si alzava di mattino per andare a lavorare, mi dava una parvenza di normalità. In più c’era la novità di starmene, anche se di poco, lontano dalla mia città e dalla famiglia, provando un assaggio d’indipendenza.</p>
<p align="justify">L’ambiente era piacevole e mi trovavo a mio agio con il personale, anche se molto più adulto di me. Spesso mi portavo dei libri per studiare nelle pause e questo mi procurò ben presto l’appellativo: “Il professore”.</p>
<p><em>fine capitolo…</em></p>
<p>i precedenti li trovate qui: <a href="http://www.occhiodellanima.netsons.org">www.occhiodellanima.netsons.org</a></p>
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		<title>La mia Storia: capitolo ottavo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 10:13:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Colonna sonora, si balla un pò, ma con classe: Depeche Mode: Behind to wheel Come spesso accade in quella fascia d’età di mio fratello, in lui nascevano e morivano passioni nel giro di pochi giorn. Iniziò con il calcio, e allora via all’acquisto di completi da giocatore e iscrizione al club, poi la palestra con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Colonna sonora, si balla un pò, ma con classe:</p>
<p align="justify"><strong>Depeche Mode</strong>: <em>Behind to wheel</em></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Come spesso accade in quella fascia d’età di mio fratello, in lui nascevano e morivano passioni nel giro di pochi giorn. Iniziò con il calcio, e allora via all’acquisto di completi da giocatore e iscrizione al club, poi la palestra con vitamine, proteine, sali minerali, pasticche e pasticchin. Dopo arrivò la caccia, e questo potevo anche aspettarmelo, visto che nostro padre ci portava spesso con se ad ammirare la strage degli innocenti. Dove però i cambiamenti erano veramente all’ordine del giorno, era nel campo delle donne. La sua agenda era un’enciclopedia di ragazze, ci si poteva trovare dalle sedicenni alle donne di trent’anni e tutte rigorosamente molto belle. Ci sapeva fare, anche perché era molto carino, sicuramente se non fosse stato un pochino basso aveva tutti gli attributi per fare il modello. Il suo armadio era pieno d’abiti firmati,mia nonna ci teneva a farlo ben figurare, soprattutto perché era ossessionata da ciò che le gente poteva pensare, molte sue azioni erano spinte da questa preoccupazione.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/02/bandana.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/02/bandana-thumb.jpg" border="0" alt="bandana" width="256" height="345" align="left" /></a> Visto la sua vanità accettò con piacere un lavoro come barista dentro una discoteca, cosi tra una bevuta e l’altra conosceva decine di ragazze. Io invece per il momento mi accontentavo di fare le comunemente chiamate “vasche” nel Corso della città, chiacchierare con i compagni di scuola e lanciare qualche tenera occhiata alle fanciulle più carine, sperando in un loro sorriso.</p>
<p align="justify">Il mio cuore vibrava con poco, non mi ero ancora innamorato, tranne alcune cotte scolastiche comunque mai ricambiate, e quindi bastava un piccolo gesto carino per farmi emozionare. Sinceramente incominciavo a soffrire nel vedere mio fratello sempre con una ragazza in casa in tenere effusioni, spesso nella mia stessa camera, mentre io non avevo neanche mai provato la sensazione di un bacio, infondo non mi sentivo meno carino di lui, solo che avevo la convinzione che nessuna ragazza avrebbe accettato di vivere con una persona che, non potendo camminare, gli precludeva molte cose, questo non mi dava il coraggio e l’energia giusta per un ben che minimo approccio.</p>
<p align="justify">Feci amicizia con un ragazzo che abitava nel nostro palazzo, una persona semplice, non molto profonda, però assai disponibile e cordiale. Una sera mi propose di andare in discoteca con lui, e superate le mie perplessità su quel che ci poteva fare uno come me dentro un locale dove prevalentemente si balla, accettai. Il posto si chiamava “<strong>La casa rossa</strong>”, era poco distante da <strong>Piombino</strong>, in mezzo ad una pineta. Non fu però una piacevole esperienza. Passata l’emozione della novità, mi sentivo molto a disagio. La pista era piccola, non c’era molto spazio per starsene in disparte e quindi ero vicino ai ragazzi che ballavano, mi sentivo quasi ingombrante.C’era anche il fatto che non era facile parlare perché, oltre al volume della musica, avevo una carrozzella molto bassa, quasi da finire sotto i tavoli. L’unico risvolto positivo della serata fu al ritorno, quando si fece colazione in un bar, rimanendo lì fino all’alba. Questa cosa mi era piaciuta, forse perché avevo la sensazione di essere coinvolto in un rituale comune. Arrivai a casa alle sette. Mia madre mi guardava con l’espressione di chi secondo me pensava: ”<em>se la prima notte che esce torna a quest’ora, figuriamoci le prossime</em>!!”.</p>
<p align="justify">Quell’esperienza mi servi anche a capire che io di giorno non potevo proprio dormire, mentre mio fratello, che era rientrato quattro ore prima, dormì fino alle due del pomeriggio, io alle nove del mattino ero già sveglio.</p>
<p align="justify">Nonostante quell’esperienza non mi avesse esaltato, decisi però di ritornarci la settimana dopo. Il sabato sera era un giorno particolare, vedevo tutti i ragazzi discutere su cosa fare la notte e l’idea che io invece dovevo rimanere da solo in casa mi metteva ancor più tristezza. La meta però fu diversa, era la discoteca dove lavorava mio fratello, e devo ammettere che c’erano delle notevoli differenze. La musica era molto più particolare e le persone che la frequentavano sicuramente più strane e interessanti. Si chiamava “<strong>Il Tartana</strong>”, era ed è tutt’ora a <strong>Follonica</strong>, un posto aperto soprattutto d’estate ed alcuni giorni d’inverno. Anche il luogo dove era situato risultava molto piacevole, in mezzo agli alberi con il mare vicino, ma quello che trovai più di mio gradimento era il fatto che, oltre la pista, ci fossero tre anelli che ti permettevano di salire e allontanarti dalla musica assordante, dandoti la possibilità di poter parlare senza problemi. Io ancora non bevevo alcolici e ne fumavo, al contrario di mio fratello che lo vedevo sempre con la sigaretta in bocca ed i bicchieri pieni di liquidi con colori d’ogni genere, mi venne anche a salutare, ma credo fosse ubriaco e non mi considerò molto, però tornammo a casa insieme.</p>
<p align="justify">La settimana dopo ci fu una situazione particolare. Usciti dalla discoteca ci si ritrovò sulla spiaggia e mi resi conto che lui insieme ai suoi amici stavano fumando strane sigarette, scoprì, chiedendo con un po’ d’imbarazzo, che erano spinelli. Mio fratello non reagiva molto bene a quel tipo di droga, infatti dopo poco vomito anche l’anima ed io mi domandavo che gusto ci poteva trovare ad usare una sostanza che gli procurava tale reazione…masochismo umano. Mi chiese di non dire niente in casa e cosi feci. Non mi resi conto che quella era l’anticamera dell’inferno in cui lui e tutti noi ci saremmo un giorno ritrovati.</p>
<p align="justify">Mio padre si faceva vedere sempre meno, anche perché i rapporti con mia madre erano ormai deteriorati. Veniva ogni due settimane, nel pomeriggio, quando lei non c’era, accolto in casa con la freddezza dei miei nonni. Spesso mi parlava di una fantomatica operazione che avrei dovuto fare per sperare di tornare a camminare, un’intervento al muscolo della gamba che mi si era atrofizzato, ma dovevo aspettare di crescere ancora un po’ per rafforzare la muscolatura. Negli anni ho poi scoperto che quella era solo un’invenzione, un pillola dolce che lui mi offriva per tenere viva in me ancora la speranza, perché nonostante la mia vita fosse notevolmente migliorata da quando potevo uscire da solo, spesso avevo dei periodi in cui cadevo in depressione.</p>
<p align="justify"><em>fine capitolo&#8230;</em></p>
<p>i precedenti li trovate qui: <a href="http://www.occhiodellanima.netsons.org/" target="_blank">www.occhiodellanima.netsons.org</a></p>
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		<title>La mia Storia: settimo Capitolo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 10:27:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Colonna Sonora: Depeche Mode &#8211; Little 15 Il lavoro di mio padre non andava più molto bene, lui ed il suo socio incominciavano ad avere grossi contrasti finanziari, fino al punto che furono costretti a chiudere l’attività. Questo si ripercosse anche su di me. Non era più possibile viaggiare come prima e infatti dopo poco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>Colonna Sonora</em>: <strong>Depeche Mode</strong> &#8211; <span style="text-decoration: underline;">Little 15</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/02/toyota.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/02/toyota-thumb.jpg" border="0" alt="toyota" width="252" height="272" align="left" /></a> Il lavoro di mio padre non andava più molto bene, lui ed il suo socio incominciavano ad avere grossi contrasti finanziari, fino al punto che furono costretti a chiudere l’attività. Questo si ripercosse anche su di me. Non era più possibile viaggiare come prima e infatti dopo poco tempo mise in vendita il nostro splendido <strong>Toyota</strong>, con mio enorme dispiacere.</p>
<p align="justify">Ormai cominciavo a dare i numeri, la mia energia e voglia di fare cose nuove aumentava giorno dopo giorno e invece ero costretto a starmene recluso tra le mura della mia camera. Mi prendevano degli attacchi isterici, tipo urla o pianti improvvisi, preoccupando seriamente mia madre. Questo però fu paradossalmente un lato positivo, perché si incominciò a guardare intorno per cercare di trovare un modo per concedermi più libertà, e dopo qualche settimana, ecco la grossa novità…una carrozzina elettrica. L’idea venne alla nostra assistente sociale che, caso raro in quegli ambienti, era una persona di notevoli pregi.</p>
<p align="justify">Inizialmente però non fu cosi facile&#8230;le pratiche da fare per ottenere un mezzo del genere dalle USL erano molte e di lenta realizzazione. Incominciavo a conoscere quella terribile macchina che porta il nome di burocrazia.</p>
<p align="justify">Per fortuna si trovò una soluzione provvisoria che rendeva meno gravosa l’attesa. L’organizzazione che si prende cura di tutte le problematiche inerenti alle persone disabili, riuscì a trovare una carrozzina usata, che potevo tenere in attesa di quella nuova. Naturalmente non andò subito tutto liscio.</p>
<p align="justify">Per dare un’idea del suo aspetto si potrebbe dire che, se fosse stata un auto, la si poteva paragonare ad una jeep molto stagionata, di quelle rozze nei movimenti e dalla struttura alquanto ingombrante. In più la prima volta che ci sono salito aveva dei piccolissimi difetti, tipo il girare solo a sinistra per esempio, molto utile solo nel caso dovessi fare un passeggiata dentro una piazza rotonda.. Comunque il problema fu risolto e mi apprestavo a fare la mia prima uscita…naturalmente sotto la stretta sorveglianza di mia madre.</p>
<p align="justify">Erano le 5 del pomeriggio, ci si preparò come se si dovesse fare un viaggio all’estero. Superate le prime difficoltà, soprattutto per il controllo della velocità, decisi di orientarmi verso un bar. Chiesi a mia madre di rimanere un po’ indietro, cosi avrei provato la sensazione di arrivare lì da solo, mettermi ad un tavolo e ordinare. Un toast e una birra, mezz’ora fuori e il ritorno in casa. Questa che può essere una banalissima uscita per molti, per me fu un’emozione inspiegabile..mi si aprivano nuovi orizzonti.</p>
<p align="justify">Spesso accade che l’inizio sia la parte più piacevole in molte circostanze. La città che adesso trovo cosi noiosa, nelle mie prime uscite era un contenitore d’emozioni per me&#8230;forse la vita dovrebbe essere cosi…un eterno inizio.</p>
<p align="justify">Dopo pochi giorni mi liberai della scorta di mia madre, non fu cosi difficile, non è mai stata una gran camminatrice e quindi decise, con qualche apprensione, di lasciarmi andare in città da solo.</p>
<p align="justify">Non era molto facile guidare quella specie di trattorino, infatti, mi stancavo molto, però la stanchezza come si sa non ha sempre lo stesso peso.</p>
<p align="justify">Una delle sensazioni che mi sorpresero di più, fu la mia assenza d’imbarazzo di fronte agli inevitabili sguardi delle gente incuriosita e sorpresa. Non ero l’unico ad avere quell’inusuale mezzo di trasporto, ma gli altri non visitavano ogni angolo accessibile della città con la mia stessa spavalderia. Il fatto che l’essere osservato dagli altri come un marziano non mi creasse problemi, non voleva dire però che riuscivo a fare amicizia facilmente. Ero chiuso, silenzioso e timido in quel periodo, ovvia conseguenza delle lunghe ore passate isolato nella mia cameretta. Le mie prime amicizie furono quelle dei gestori del bar vicino casa e di alcuni suoi frequentatori. D’inverno passavo diverse ore dentro quel locale, quando il freddo cominciava a farsi sentire.</p>
<p align="justify">L’arrivo delle giornate più corte mi fece scoprire un nuovo amore, la notte&#8230;finalmente potevo gustarmela da solo. Tutto era ricoperto di un nuovo fascino per me, quando il sole tramontava. La zona che più mi colpiva era il vecchio faro, l’alcova degli innamorati notturni. Stare lì con il mare davanti ed ad entrambi i lati dava l’idea di essere sulla prua di una nave e le imbarcazioni che passavano dirette verso l’isola d’Elba si trasformavano in alberi di Natale galleggianti, con tutte le sue luci accese e quando due s’incrociavano, io aspettavo il rituale suono della sirena che cordialmente si scambiano i capitani come saluto. Poteva anche capitare di vedere sbucare una delle forme più strane d’esseri viventi (escluso me naturalmente )..i pipistrelli. Venivano su dagli scogli come reminiscenza d’antiche leggende.</p>
<p align="justify">La notte mi ha sempre dato l’idea di un’enorme finestra che si apre, dando la possibilità di vedere ciò che esiste fuori del guscio della terra, anche il mio look si adeguò a questo nuovo amore, diventando nero come il suo mantello.</p>
<p align="justify">Nell’ambito scolastico le cose proseguivano abbastanza bene, almeno per me, mio fratello invece aveva dei problemi, non per mancanza d’intelletto, ma per assoluta assenza di voglia nello studio, questo lo portò a bocciare due volte alle medie senza riuscire ad ottenere il diploma. Mio padre decise di prenderlo a lavorare con se, ma ben presto si capii che anche per il lavoro non era molto propenso a faticare. Inoltre incominciava ad uscire la sera con gli amici, facendo spesso l’alba e ovviamente il giorno dopo dormiva come un ghiro. Non sentiva ragioni, si chiudeva in camera fin di pomeriggio e se mio padre chiamava, incaricava la nonna di inventare una scusa.</p>
<p align="justify">Questo non durò a lungo perché mio padre si stanco presto delle sue continue assenze e gli disse di non farsi più vedere,l ui non si taglio certo le vene per questo, anche perché mia madre e soprattutto la nonna, cercavano sempre di accontentarlo nei suoi desideri non facendogli mancare nulla. Era bravo ad ottenere ciò che voleva., possedeva un’ottima parlantina, ma soprattutto riusciva molto astutamente a far venire i sensi di colpa a chi gli rifiutava qualcosa e ogni tanto devo ammettere ci cascavo anch’io.</p>
<p align="justify"><em>fine capitolo&#8230;</em></p>
<p align="justify">p.s ho creato un blog parallelo appositamente per la mia storia, cosi chi non ha letto i precedenti capitoli, può vederli li tutti raggruppati&#8230;.</p>
<p align="justify">il link è questo: <a href="http://www.occhiodellanima.netsons.org/" target="_blank">www.occhiodellanima.netsons.org</a></p>
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		<title>La mia Storia: sesto capitolo</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 09:19:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Mio padre intanto con la nuova compagna, sfornarono un bambino, uso questo termine perchè sembrava avesse uno stampino per dolci, visto che anche questo era un maschio biondo e con gli occhi azzurri. Come conseguenza della sua nascità ci fu una drastica riduzione dei viaggi estivi, da prima perchè era troppo piccolo e dopo perchè le spese diventano insostenibili.</p>
<p align="justify">Nei primi anni mi capitava spesso di tenerlo in braccio, soprattutto per farlo addormentare, e questo devo ammettere mi piaceva molto, nel tempo però il suo attaccamento fu maggiore con mio fratello…le motivazioni erano semplici…la mia scarsa mobilità non mi dava modo di farlo giocare più di tanto, questo non mi causava molta sofferenza, a differenza invece di quando vedevo mio padre che quasi lo costringeva a giocare con me, pensando di farmi piacere, procurando invece la sensazione opposta…ma anche in questo lui non è mai stato molto bravo.</p>
<p align="justify">Finalmente una svolta positiva nella nostra famiglia. Finite le elementari decidiamo di andar via da quella cappa di fumo e trasferirci in Piombino. La scelta della casa fu accurata sotto il profilo della zona, ma non molto intelligente per il futuro, perché non era al pian terreno e questo mi avrebbe causato sicuramente dei problemi…è vero che c’era l’ascensore, ma era uno di quelli di vecchia costruzione, con le porte che si aprono in dentro e piccolissimo, infatti per molto tempo mia madre preferiva portarmi su per le scale&#8230;forse quando hai la forza per fare una cosa senza troppe difficoltà, spesso non pensi che prima o poi questa forza verrà a mancare.</p>
<p align="justify">Anche la scuola scelta aveva un problema simile, prima di entrare c’erano 10 scalini e un corridoio lungo da percorrere. Il posto in compenso era bellissimo..<strong>piazza Bovio</strong>..una costruzione antica situata nella zona più bella della città, vicina al mitico faro.</p>
<p align="justify">Un’altra difficoltà nasceva dal fatto che mia madre aveva chiesto il trasferimento, ma non gli era stato accordato nella mia stessa scuola, bensì alle elementari di <strong>piazza Dante Alighieri.</strong></p>
<p align="justify">Il primo giorno fu sicuramente il più imbarazzante, e infondo me lo aspettavo. Mi venne a prendere il solito pulmino e arrivai come sempre prima degli altri in classe. La scena fu questa: mi metto al banco più vicino alla cattedra (quasi sempre sceglievo quel posto perché era più semplice nei momenti in cui mi interrogavano, non c’era bisogno di spostarmi) nessuno mi conosce, entra l’insegnante e come abitudine tutti si alzano in piedi..io no. Bastava già questo per suscitare perplessità nei miei compagni, e il tutto si amplificava nell’intervallo, quando suonava la campanella e tutti scattavano fuori correndo, mentre io rimanevo seduto lì da solo. Non vedevo l’ora che le lezioni finissero, si svuotasse la scuola ed io uscivo nell’anonimato.</p>
<p align="justify">Ben presto la curiosità del resto degli alunni si faceva sempre più accentuata e infondo non mi pareva vero, almeno nel giro di poco tempo tutti conoscevano il mio problema e molti imbarazzi terminavano.</p>
<p align="justify">Un’altra situazione che mi dava molto fastidio era quando avevo bisogno di andare in bagno.Naturalmente mi vergognavo a farmi portare da una persona sconosciuta e quindi simulavo spesso grandi dolori di stomaco, cosi veniva chiamata mia madre e mi portavano a casa. Non una soluzione intelligente, ma a quell&#8217;età è difficile superare certe situazioni.</p>
<p align="justify">Le giornate trascorrevano più o meno nella stessa maniera di prima, casa, scuola, scuola, casa. Vero che i miei compagni venivano spesso a trovarmi, ma incominciava a mancarmi sempre di più la possibilità di poter uscire anche al di fuori dell’ambito scolastico.</p>
<p align="justify">Capitava spesso di farmi mettere su di un mobiletto vicino alla finestra, da dove potevo scorgere un pò di vita cittadina, ci passavo anche delle ore e avvolte anche di sera, quando potevo respirare l’aria della notte, che mi affascinava sempre di più.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/02/wish.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/02/wish-thumb.jpg" border="0" alt="wish" width="259" height="253" align="left" /></a> Intanto era letteralmente esplosa in me la passione per la musica. Non è che prima non ne ascoltavo, ma non mi procurava grandi emozioni. Un giorno mio fratello mi regalò un nuovo CD, era &#8220;<strong>Wish you here were&#8221;</strong>, dei <strong>Pink Floyd</strong>. Non scorderò mai la prima volta che ho ascoltato quell’album, fu la mia prima e vera emozione. Da quel momento la musica divenne ciò che ancora oggi definisco…<strong><em>la mia eterna amante</em></strong>. Senza di lei forse in alcuni momenti la vita mi avrebbe letteralmente schiacciato.</p>
<p align="justify">Finalmente potevo isolarmi nella mia stanza, lontano dalle urla dei soliti litigi familiari.</p>
<p align="justify"><em>fine capitolo&#8230;</em></p>
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		<title>La mia storia: quinto capitolo</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 16:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maxanima</dc:creator>
				<category><![CDATA[La mia Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Colonna Sonora: Depeche Mode &#8220;Enjoy the Silence&#8221; Il rapporto con mio fratello non aveva niente di particolare, nel senso che riassumeva caratteristiche più o meno comuni. Non giocavamo molto insieme, però c&#8217;era una spiccata complicità, ci si capiva con uno sguardo e spesso ci coprivamo le spalle avvicenda quando si combinava qualche guaio. Non mancavano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>Colonna Sonora: </em><strong>Depeche Mode</strong> &#8220;<span style="text-decoration: underline;">Enjoy the Silence&#8221;</span></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Il rapporto con mio fratello non aveva niente di particolare, nel senso che riassumeva caratteristiche più o meno comuni. Non giocavamo molto insieme, però c&#8217;era una spiccata complicità, ci si capiva con uno sguardo e spesso ci coprivamo le spalle avvicenda quando si combinava qualche guaio. Non mancavano i litigi, che spesso finivano a botte, ma anche questo rimaneva nella norma.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/01/cantoelementari.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/01/cantoelementari-thumb.jpg" border="0" alt="cantoelementari" width="290" height="216" align="left" /></a> Mi ricordo che imparai un trucchetto per ottenere qualcosa da lui, quando magari non gli andava di farlo&#8230; da buon dispettoso com&#8217;era, spesso faceva il contrario di quello che gli si diceva, quindi capito questo, bastava che gli facessi credere che volevo l&#8217;opposto per ottenere ciò che in realtà era nei miei desideri e funzionava spesso. <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Lui era il ribelle della famiglia, disobbediva spesso anche agli ordini più piccoli e le sue compagnie erano le più casiniste. Io invece venivo considerato lo studioso, il ragazzo per bene, quello da lodare ad ogni esame, in poche parole una noia assoluta per molti.</p>
<p align="justify">Non è che ammassi più di tanto studiare, ma era diventato uno dei miei pochi passatempi, visto che uscire era un problema, di amici ne avevo pochi perchè limitati al solo ambito scolastico e non molti avevano voglia di passare il tempo rinchiusi in casa mia, dove per me si stava tramutando sempre più in una prigione.</p>
<p align="justify">Intanto i miei decisero di fare un&#8217;altro tentativo per la mia malattia, usare l&#8217;agopuntura per tonificare e rafforzare i muscoli. Per far ciò ci trasferimmo in una pensione a Milano, situata in Corso Sempione, dove si rimaneva per un mese l&#8217;anno.</p>
<p align="justify">Passare da un paese di poche anime, ad una città caotica e affollata come Milano, era per me una novità stuzzicante, a prescindere dai risultati delle cure. In verità non è che la vivessi molto quella situazione, visto che la maggior parte del tempo lo trascorrevo tra la pensione e la clinica, con rare escursioni in città, però si respirava un&#8217;energia diversa, più viva, che alimentava i miei pensieri.</p>
<p align="justify">Non dico come sono rimasto perplesso alla mia prima seduta di agopuntura: sdraiato in un lettino, con più di un centinaio di aghi infilzati ovunque (con il terrore, ogni volta che il medico passava vicino alle mie parti diciamo, più delicate, che me lo volesse piantare uno anche lì!!!), stile letto di fachiro, con in più una particolarità di quella clinica che consisteva nell&#8217;aggiungere dei cavi agli aghi che portavano lievi scosse di corrente. Allora, ricordando i libri di storia, mi sono detto:&#8230;<em>non è che queste sono le famose &#8220;torture cinesi&#8221;?&#8230;ma non servivano per far confessare qualcuno?..bhò..</em></p>
<p align="justify">Per tre anni feci questa terapia, i risultati venivano, ma erano molto lenti e comunque non aprivano la strada della guarigione, solo piccoli aumenti di forza fisica.</p>
<p align="justify">Fu comunque un&#8217;esperienza positiva per diversi aspetti. Sopratutto ricordo un collaboratore anziano della clinica, un cinese che mi ricordava vecchi film in cui si praticavano arti marziali e dove le persone più avanti con l’età portavano saggezza.</p>
<p align="justify">Spesso mi veniva a trovare nella pensione dove ero alloggiato e mi raccontava vecchie leggende del suo paese. La sua voce sembrava una carezza e mi cullava come la più armoniosa delle melodie. Ogni racconto aveva lo scopo d’insegnare qualcosa, ed io lo trovavo un metodo di buona efficacia.</p>
<p align="justify">Una sera mi portò dalla sua famiglia, per assaggiare piatti tipici orientali, rimasi incredibilmente colpito dalla loro accoglienza, sentivo intorno a me un calore mai provato prima, era il calore della famiglia unita, di vecchie tradizioni che dentro quella città cosi tecnologica, iperattiva e industriale, resero quella serata quasi surreale.</p>
<p align="justify">Il giorno in cui dovevo partire mi venne a salutare, regalandomi un centrino cucito da sua moglie, di quelli che si mettono sotto il thè.</p>
<p align="justify">Conservai allungo quel dono, fino a quando a mia nonna disgraziatamente gli sfuggi dalle mani andando a finire per strada e fu portato via dal vento&#8230;almeno questa è stata la versione da lei raccontata. Oltre a quel regalo mi donò una frase che non dimenticherò mai, si mise seduto davanti a me e mi fisso con uno sguardo che sembrava dovesse penetrarmi nel più profondo del mio animo, due minuti di silenzio e poi mi disse: <em><strong>&#8220;vedo nei tuoi occhi il giovane guerriero e il vecchio saggio che negli anni prenderà il suo posto. La tua guerra però non sarà sui campi, non causerà spargimenti di sangue. Si svolgerà negli abissi del tuo cuore&#8230;torna vincitore amico mio</strong></em>.&#8221;</p>
<p align="justify">Mio padre nei sui innumerevoli discorsi, non è mai riuscito a colpirmi cosi in profondita, come le poche frasi di quell&#8217;uomo sconosciuto.</p>
<p align="justify"><em>fine capitolo&#8230;</em></p>
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