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	<title>occhiodellanima &#187; Racconti</title>
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		<title>I disabili sono maggiormente gelosi?</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 08:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maxanima</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I sogni sono premunitori, i sogni scavano nel proprio inconscio, i sogni non vogliono dire niente. Insomma, si può avere molte idee sui sogni oppure non farci caso. C’è chi si ricorda tutti i sogni, chi al mattino resetta tutto, chi ha più incubi di piaceri, chi fa sogni fantascientifici. Di sicuro i sogni hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">I sogni sono premunitori, i sogni scavano nel proprio inconscio, i sogni non vogliono dire niente. Insomma, si può avere molte idee sui sogni oppure non farci caso. C’è chi si ricorda tutti i sogni, chi al mattino resetta tutto, chi ha più incubi di piaceri, chi fa sogni fantascientifici.</p>
<p align="justify">Di sicuro i sogni hanno il suo fascino, soprattutto nel capire da dove nascono, come si creano. Non sono dei ricordi, o almeno non tutti i sogni, visto che spesso si sognano cosa mai accadute. Non sono avvolte neanche reali, nel senso che si immagina scene da film di fantascienza, irrealizzabili nella realtà. Il bello è che neanche sai chi è il regista!!!</p>
<p align="justify">Sul significato che poi questi sogni possono avere, bè, hanno scritto molto più di me e menti sicuramente più illustri. Sinceramente non so quanto un sogno possa avere una valenza sulla realtà. Probabilmente in alcune tipologie di sogni si, in altre no, sicuramente, mio pensiero, negli anni poi si sono aggiunti molti più significati un po’ “inventati”, magari per vendere libri o dar credito a chi coi sogni ci guadagna.</p>
<p align="justify">Accade che si pensa talmente tanto ad una cosa che poi capita di sognarla, o magari no, come può capitare di sognare situazioni solo perchè le vivi spesso, oppure sogni di uccidere un drago!! non so se ci sono delle regole nei sogni. Però è buffo che nel momento in cui il corpo si spenge, si accenda questa specie di cinema personale.</p>
<p align="justify">Cosa centra il titolo del post? ora ve lo dico!!!</p>
<p align="justify">L’altra notte mi sono fatto un sogno che vi descrivo:</p>
<p align="justify">la mia bellissima, dolcissima, FEDELISSIMA, mogliettina, nel sogno mi dice che voleva andare il fine settimana a Milano, per trovare la sua amica, visto che si erano un po’ litigate per la mancanza di lei al nostro matrimonio. Voleva quindi mettere un segno di pace in questa amicizia. Fino a qui niente di strano, solo che non so, non si erano più sentite e non mi sembrava che <strong>Enza</strong> avesse cosi desiderio di far pace.</p>
<p align="justify">Malgrado qualche dubbio, la lascio andare. Dopo 1 ora che era partita, il panico!!! un ansia terribile, che inizialmente pensavo fosse tutta per la sua mancanza, invece poi mi rendo conto che c’era molto di più. Avevo un attacco di gelosia!!! di quelle che ti stritolano lo stomaco, ti fanno tremare le ossette e, insomma, lo sa chi è geloso!!!</p>
<p align="justify">Non sapevo che fare e come spesso accade a chi è geloso, si fanno poi cose inimmaginabili fino a quel momento.</p>
<p align="justify">Nella mia mente attaccata dal virus dell’<strong>Otello Shakespeariano</strong> decido che devo trovare un modo per rassicurarmi e farmi passare l’ansia. L’unico modo era sapere cosa effettivamente andava a fare a Milano e per farlo c’era solo una soluzione: pedinarla!! io non potevo farlo, quindi ci voleva un professionista, decisi allora di ingaggiare un <a href="http://www.guidadetective.it">detective di Milano</a>! il migliore! senza badare a spese.</p>
<p align="justify">Subito si mise sulle sue tracce tenendomi costantemente aggiornato, senza tralasciare il minimo particolare. L’ansia era leggermente diminuita, ma non del tutto, dovevo ancora sapere dove andava!!!</p>
<p align="justify">Dopo ore di angoscia, il verdetto: era davvero dalla sua amica!! un sospiro, un sollievo come ti togliessero un masso di 10 kg. dallo stomaco.</p>
<p align="justify">Ringraziato e pagato il detective, attendo il ritorno del mio amore, fino a che mi sveglio tra le sue braccia.</p>
<p align="justify">E’ un sogno, non mi infamate!!! <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Raccontato questo incubo, vengo alla questione. Secondo voi un disabile ha più la tendenza alla gelosia? non credo vi debba spiegare il perchè potrebbe essere cosi, i motivi possono essere facilmente deducibili.</p>
<p align="justify">Cosa penso io? credo che per tali motivi un disabile possa essere più propenso alla gelosia, penso però che per gli stessi motivi, paradossalmente, il disabile dovrebbe e deve essere meno geloso, o certamente più tranquillo sulla fedeltà della propria amata.</p>
<p align="justify">…io comunque non sono geloso <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Gli anziani soli</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 14:25:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mio nonno è in una situazione un po&#8217; complicata. Da quando mia nonna è morta anni fa, vive solo. Non che andassero molto d&#8217;accordo, ma facevano parte di quella categoria di coppie che si litigano un giorno si e l&#8217;altro ancora, salvo poi rimanere insieme per molti anni. Le versioni più estreme di &#8220;amore litigarello&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="size-full wp-image-1695 alignleft" title="vecchi" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/08/vecchi.png" alt="vecchi" width="202" height="267" />Mio nonno è in una situazione un po&#8217; complicata. Da quando mia nonna è morta anni fa, vive solo. Non che andassero molto d&#8217;accordo, ma facevano parte di quella categoria di coppie che si litigano un giorno si e l&#8217;altro ancora, salvo poi rimanere insieme per molti anni. Le versioni più estreme di &#8220;amore litigarello&#8221;.</p>
<p align="justify">Mia nonna però lo metteva in &#8220;regola&#8221; nelle cose giornaliere, nell&#8217;ordine, nella pulizia e gli teneva vivo il desiderio di tenersi &#8220;a modo&#8221; anche per se. Tolto il suo supporto, piano piano si è lasciato andare, senza le urla di mia nonna. Casa sempre più in disordine, sporca e lui ne riprendeva le sembianze.</p>
<p align="justify">Inizialmente mia madre e mia zia passavano spesso da Lui per dare una sistemata, ma mio nonno in assenza della moglie si è concesso ancor di più il suo lato burbero, irritante e scontroso che ha sempre avuto verso le figlie, fino a farle rinunciare entrambi ad aiutarlo. In più, come accade spesso quando un uomo rimane solo ad una età avanzata, si è messo a cercare compagnie non proprio auspicabili. Andava a pranzo saltuariamente alla mensa dei poveri, non certo per mancanza di soldi, ma solo per stare un po&#8217; in compagnia e fin qui niente di male, anzi sicuramente meglio che rinchiudersi in casa. Solo che in certi luoghi spesso ci sono avvoltoi e sanguisuga in cerca di qualche vecchiettino da circuire facilmente.</p>
<p align="justify">Cosi mio nonno si è messo in casa prima una giapponese, poi un italiana dalla mente instabile, ma non cosi tanto da farle perdere la faccia tosta e l&#8217;astuzia di riuscire nel tempo a prendere addirittura la residenza lì!!</p>
<p align="justify">Ora, fosse una che lo aiuta, gli tiene pulita casa e gli fa compagnia, ok, niente di male, saremo anche più tranquilli sapendolo non da solo. Però cosi non fa, anzi. In camera ha trasformato il letto in un armadio, con tutti i vestiti sopra, lei dorme nel lettino. Non pulisce, non lava, prende i soldi per la spesa, ne fa pochina e tiene il resto. Insomma, una tassa senza buone cose di ritorno.</p>
<p align="justify">Mio nonno avvolte vuol mandarla via, avvolte no e se lui non vuole ovviamente non si può costringerlo. Perchè non lo faccia malgrado tutto ciò che ho scritto sopra? semplice, non vuol restare solo. Vai a tu a spiegare che lo sta solo sfruttando.</p>
<p align="justify">Le assistenti sociali dicono che non si può far molto e neanche costringerla, altrimenti si passa nel torto. Mia madre, mia zia e mio fratello sono state li e le hanno detto di andarsene, la risposta: <em>&#8220;perchè dovrei andarmene?&#8221;</em></p>
<p align="justify">Non amo mio nonno, non l&#8217;ho mai amato, ma questo non vuol dire mi faccia piacere una situazione del genere. Staremo a vedere.</p>
<p align="justify">Può essere brutta la vecchiaia quando nella tua vita non hai fatto molto per farti voler bene e perdi l&#8217;unica persona che era nata per sopportare ogni tuo difetto.</p>
<p align="justify">Non mi piace neanche questa assenza di attenzione da parte delle autorità, tipo il concedere cosi facilmente la residenza, solo perchè hanno controllato ed effettivamente vive lì&#8230;ma qualche domandina non se la pongono mai?? il grottesco è che hanno rotto più le pelotas a me ed Enza quando l&#8217;ha chiesta Lei.</p>
<p align="justify">Speriamo bene&#8230;</p>
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		<title>Il bisogno di comunicare</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 13:34:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vi faccio leggere un racconto di Maria, che parla di come ognuno di noi abbia bisogno di comunicare, in un modo o nell&#8217;altro: &#8220;Un gorgoglio sale dalla sua gola come se quei pensieri si volessero trasformare in parole. Invece no, non si trasformano, rimangono solo pensieri perché non c&#8217;è nessuno al momento che possa pronunciarli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vi faccio leggere un racconto di <strong>Maria</strong>, che parla di come ognuno di noi abbia bisogno di comunicare, in un modo o nell&#8217;altro</em>:</p>
<p align="justify">&#8220;Un gorgoglio sale dalla sua gola come se quei pensieri si volessero trasformare in parole. Invece no, non si trasformano, rimangono solo pensieri perché non c&#8217;è nessuno al momento che possa pronunciarli al posto suo. La sua gola rimane arsa forse desiderosa di un po&#8217; d&#8217;acqua, ma neppure quella può far arrivare al suo organismo visto l&#8217;impossibilità a muoversi. I pensieri continuano a formularsi in continuazione, come un turbinio, ma quelle corde vocali rimangono immobili come tutto il suo corpo. Fuori è già scuro, la cena è stata la solida brodaglia inconsistente e adesso verranno a metterlo a letto. Riduce al minimo i suoi bisogni poiché non può comunicarli e si disinteressa momentaneamente del suo corpo come se non fosse il suo.</p>
<p align="justify">Ma i pensieri non può farli zittire anzi, li vorrebbe gridare, urlare, cantare, proferire o solamente sussurrare, ed invece non può.La cosa che più gli sta sulle scatole dell&#8217;essere nato e di dover vivere come un vegetale è il non riuscire a comunicare. Una grande conquista spuntata al suo dramma personale è il fatto che muovendo gli occhi può indicare delle lettere dell&#8217;alfabeto su una lavagna di plexiglas trasparente. Ad interpretare e dar voce alle mille giravolte dei suoi occhi, prima c&#8217;erano i genitori, poi si sono susseguiti gli amici, alle volte i volontari.</p>
<p align="justify">Anche <strong>Giorgio</strong> che da anni gli era rimasto vicino, adesso deve salutarlo per un felice breve periodo d&#8217;assenza: il matrimonio. C&#8217;è già una candidata pronta a brandire la lavagna di plexiglas, sarebbe dovuta venire oggi, ma quando mai le donne sono di parola? Perché farsi prendere dalla delusione? In fondo se ne può stare per un giorno zitto, non è la fine del mondo! Anzi gli hanno sempre detto che con quegli occhi da cerbiatto ha sempre parlato troppo! Invece è deluso ed arrabbiato ma passerà presto. Adesso gli occhi cercano un po&#8217; di riposo nella penombra anche loro hanno diritto alle loro ore di dolce far niente.</p>
<p align="justify">E&#8217; giorno adesso e i numeri della radiosveglia proiettati sul soffitto indicano le otto e trenta. Ci verrà almeno un&#8217;ora prima che possa prendere posto nella sua sedia gestatoria e iniziare a pontificare con le sue instancabili pupille. Accostato alla sua scrivania la tecnologia non manca: computer, internet, sintetizzatori vocali e, la sua lavagnetta. E&#8217; come se fosse stata messa in castigo lì, appoggiata alla parete in attesa che mani sensibili la prendano a se. Ora è solo ed aspetta. Aspetta questa ragazza che dovrà arrivare. Il suo nome è <strong>Monia</strong> e sa già che sarà un&#8217;immane fatica insegnarle a seguire i suoi occhi lungo il sentiero dell&#8217;ABC.</p>
<p align="justify">Sente una voce femminile di là dalla porta e non può far a meno di sorridere a se stesso perché oggi forse è la volta buona e si ricomincerà a parlare. E&#8217; entrata, si avvicina un po&#8217; indecisa sul da farsi e mi dice: «<strong>Io sono Monia</strong>. <strong>Ciao</strong>» mi dico tra me. Tenta di abbozzare un contatto ma ritira immediatamente la mano e si avvicina a baciarmi la guancia. anche se questo non lo può sentire. Devo fare uno sforzo sovrumano a girare questi occhi dall&#8217;altra parte ad indicare la scrivania e la lavagnetta; speriamo che capisca subito. Tutto inutile e lei risponde: «<strong>Che cosa vuoi che faccia</strong>?» &lt;<strong>E già, perché sei qui? Per una lezione di ballo</strong>?&gt; Stai calmo <strong>Claudio</strong>, non serve a nulla irritarti, alla fine capirà, mi dico. Forse ha capito si dirige verso la scrivania e afferra la lavagnetta.<br />
«<strong>Vai pure</strong>» mi dice, invitandomi a guardare le lettere, di sicuro andrei pure via, ma lei questo non lo sa. Stringe il plexiglas con le sue mani piccole, a momenti lo inumidisce di sudore, è agitata e lo tiene troppo in basso. Mi farà venire un blocco alle vertebre cervicali se continua a tenerlo così in basso. Provo ad indicarle qualche lettera. Spennello velocemente la C, la I, la A, e la O. Ma lei ripete solo C. Forse sono andato un po&#8217; veloce. Lei mette giù la lavagnetta e mi dice: «<strong>Ciao</strong>». Per lei è una vittoria! Come se avesse risposto giusto all&#8217;esame per la patente di guida.</p>
<p align="justify">Riprendiamo il nostro lavoro, Monia mette la lavagna di nuovo all&#8217;altezza della sua pancia, o forse è il ventre? Non so, disquisiremo più in là. Comincio di nuovo ad inseguire le lettere perché mi fa già male il collo. Riprendo da dove ho lasciato, poiché lei mi deve pronunciare tutte quelle che guardo (o quasi tutte) e non solo la prima. Altrimenti se io dico C A R C I O F O lei mi dirà Cavallo e così via. C-I-A-O Adesso lei ripete due volte Ciao. La prima volta perché effettivamente ha individuato le lettere che le ho indicato, la seconda volta perché è compiaciuta. Stavolta ci siamo, ha capito l&#8217;archibugio. Adesso posso continuare.<br />
P I U e poi A L T A, spero che riesca a leggere perché ho il collo anchilosato. Lei capisce perfettamente e ripete ma nello stesso tempo si guarda le scarpe da ginnastica che rivelano impietosamente che lei non è più alta di un metro e sessanta. Almeno è spiritosa. I miei occhi ridono con lei, che devo fare? Ci vuole pazienza prima o poi entreremo in sintonia. Mi tocca riprendere il filo del discorso. P I U A L T A L A L A V A G N A. Adesso lei ride tanto, meno male che ha il senso dell&#8217;ironia, anche perché di questo passo ci metteremo mesi prima di esprimere una frase sensata. Ora le racconto una barzelletta, so che la capirà per l&#8217;ora di pranzo, ma io sono tenace e non demordo. In fondo oggi è il suo primo giorno di scuola. I miei occhi cominciano ad inseguire le lettere, e me la rido tra me e me.<em>&#8220;</em></p>
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		<title>Escort e Disabili</title>
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		<pubDate>Sat, 10 May 2008 20:32:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riporto la storia di un incontro particolare, tra una escort e un disabile. Per privacy non riporto i nomi dei protagonisti. &#8221; Mi aveva telefonato un paio di volte, senza mai fare cenno al suo stato, ma nel corso delle telefonate, emergeva la sua difficoltà d&#8217;espressione. Confesso di aver procastinato l&#8217;incontro di qualche settimana, fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>Riporto la storia di un incontro particolare, tra una escort e un disabile. Per privacy non riporto i nomi dei protagonisti.</em></p>
<p align="justify">&#8221; Mi aveva telefonato un paio di volte, senza mai fare cenno al suo stato, ma nel corso delle telefonate, emergeva la sua difficoltà d&#8217;espressione.<br />
Confesso di aver procastinato l&#8217;incontro di qualche settimana, fino a scuotermi, rimproverandomi questo tentennamento poco corretto nei confronti di lui. Insomma mi dicevo, o è si, o è no, ma devi decidere, non hai diritto di ingannarlo. Già, ma forse lui sta ingannando. E lo so, però sta a te decidere.</p>
<p align="justify">Mi apre la porta e resto folgorata perchè non era semplicemente disabile come altri che ho incontrato. Questo è spastico, dunque tutto tremante, strabico, scoordinato e storto.<br />
Aiuto, cosa faccio ora? Come controllare lo sgomento? Intanto lui con disinvoltura mi fa strada non curante. Lo seguo continuando a domandarmi che avrei fatto e cosa gli avrei potuto dire in caso di rinuncia. Ma ero impietrita, lo seguivo passivamente.<br />
Giungiamo in camera, premesso che lui mi ha aperto già in &#8220;intimo&#8221; composto di mutandoni di lana e maglietta della salute, come si conviene ad un malato, non c&#8217;è nulla di anomalo in questo.<br />
Riesce con difficoltà a sistemarsi sul letto ed io che lentamente mi toglievo il cappotto, cercando di guadagnare tempo nell&#8217;attesa di trovare la risposta in me, ma senza spogliarmi oltre per non alimentare eccitazioni (nel caso avessi deciso per il no).<br />
Mentre toglievo il cappotto, ho avviato un minimo di conversazione, chiedendogli senza ipocrisia, di cosa si trattava e lui con semplicità e naturalezza me ne ha parlato.<br />
Bene, a quel punto lui era in attesa e io ancora con l&#8217;abito, dovevo decidere se togliere o lasciare.</p>
<p align="justify">In un lampo finalmente mi dico testualmente: &#8220;ma quest&#8217;uomo avrà pur diritto di avere una donna, sia pure a tempo ( penso che anche la masturbazione gli sia difficoltosa), e come può se non a pagamento?<br />
Si ma non me la sento&#8230;O bimba ma se non lo fai tu che sei puttana, chi ca&#8230; lo deve fare? Che cosa credi, di poter sempre scegliere? Comodo così, facile. Ma tu che rifuggi la mediocrità, il falso buonismo, ora che fai? Davanti all&#8217;ostacolo ti ripugni? Naaaaa. Diciamo che nell&#8217;ambiguità in cui sguazzi, oggi puoi fare qualcosa di utile e umano. Oggi puoi almeno tornare a casa e dire: ho fatto qualcosa di sensato, ho reso felice qualcuno&#8221;.<br />
Pochi secondi per questo ragionamento, frattanto mi sono alleggerita degli abiti mi sono avvicinata dolcemente lasciandomi abbracciare ed accarezzandolo.<br />
Faticavo a gradire baci e in particolare mi ha fatto sobbalzare quando ha voluto immergersi fra le mie gambe (mi dava fastidio, ma anche quello faceva parte della sua felicità) ho chiuso gli occhi e sopportato.</p>
<p align="justify">Tendevo alla fellatio, però prima gli ho dovuto concedere altre &#8220;prodezze&#8221;. Durante il mio impegno orale, mi ha fatto piu&#8217; volte male, perchè tremando mi urtava con il braccio, e vabbè&#8230; infine, è arrivato all&#8217;acme ed è finita.<br />
Siccome era presto, mi sono trattenuta, ma lui gentilmente, ringraziandomi mi ha sollevata dall&#8217;incarico, dicendomi che era felice cosi. Dopo alcuni mesi mi ha richiamata, ma già avevo deciso che sarei tornata.</p>
<p align="justify">Forse serve piu&#8217; a me che a lui. O forse serve ad entrambi.<br />
Forse mi aiuta a vedere il lato umano di questo strano mestiere. Escort si, ma sempre puttana sono!<br />
A volte è intrigante, altre volte no. Spesso è la tristezza a farci compagnia&#8230;<br />
P.&#8221;</p>
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		<title>La Storia di Laura</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 13:38:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao, il mio nome è Laura, ed ho una favola da raccontare: mio padre e mia madre sono portatori di handicap, hanno avuto la poliomielite entrambi quando avevano appena pochi mesi dalla nascita che li ha costretti a vivere su di una sedia a rotelle. Si conobbero durante un viaggio  che fecero a Roma ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Ciao, il mio nome è <strong>Laura</strong>, ed ho una favola da raccontare:</p>
<p align="justify">mio padre e mia madre sono portatori di handicap, hanno avuto la poliomielite entrambi quando avevano appena pochi mesi dalla nascita che li ha costretti a vivere su di una sedia a rotelle.<br />
Si conobbero durante un viaggio  che fecero a <strong>Roma</strong> ben <strong>46 anni</strong> fa,erano andati entrambi con una associazione della mia città: <strong>Grosseto</strong>, l&#8217;associazione era: &#8220;<strong>Il centro volontari della sofferenza</strong>&#8220;, entrambi i miei genitori all&#8217;epoca erano fidanzati con persone diverse, ma dal loro primo sguardo, fu subito AMORE ETERNO, ed ecco che inizia la favola della loro vita e della mia.
</p>
<p align="justify">Sognavano spesso una famiglia, un figlio, un lavoro, una casa tutta loro, ma erano sogni impossibili per la loro mente ed il loro cuore da poter realizzare, ma loro lo volevano sopra a tutto, per cui parlarono con i loro genitori, ma per tutta risposta ottennero solo l&#8217;essere separati, allontanati l&#8217;uno dall&#8217;altra, perchè era una vergogna, un insulto alla società, ma i miei non si dettero per vinti.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/05/sognoamore.jpg"><img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/05/sognoamore-thumb.jpg" border="0" alt="sognoamore" width="230" height="336" align="left" /></a> Mia madre mandava a mio padre delle lettere tramite mio zio, e viceversa; fecero calmare le acque, e poi quando tutti pensarono che erano riusciti nell&#8217;intento di spegnere il fuoco che ardeva nei loro cuori, si trovarono in centro a <strong>grosseto</strong> e fuggirono insieme (mio padre aveva la patente e guidava la macchina).</p>
<p align="justify">Quando ritornarono, affrontarono ancora i miei nonni (paterni e materni), ma questa volta essi non poterono separarli, perchè dentro al ventre di mia madre c&#8217;ero io, che gridavo giustizia per il loro amore, io che avevo voglia di vedere la luce del mondo, io che non finirò mai di ringraziarli per il loro coraggio e per avermi dato la vita sfidando tutti e tutto.</p>
<p align="justify">Chiesero al parroco se poteva sposarli, ma lui si rifiutò, ed allora i miei genitori decisero di convivere assieme e così fecero (<strong>sto parlando del 1966</strong>)&#8230;.<br />
Quando nacqui fui definita da tutti la figlia dello scandalo, venivano a trovare mia madre in ospedale, ma non per farle visita, ma per vedere se ero normale e con grande delusione di tutti, non solo ero normale, ma ero anche molto bella e vivacissima, tanto che da quanto muovevo le gambe me le ero persino sbucciate, alla faccia di chi ci voleva male.
</p>
<p align="justify">Man mano che il tempo passava, io crescevo sempre più bella e in salute, i miei genitori erano e lo sono tutt&#8217;oggi superfavolosi, piano, piano, mio padre trovò un lavoro fisso, ed ancora una volta la nostra vita cambiò, adesso potevo avere oltre all&#8217;amore dei miei, anche una vita dignitosa, potevo essere come tutti gli altri,ma ben presto capii che non sarebbe mai stato così; un giorno, avevo all&#8217;incirca 6 anni, nel giorno del mio compleanno i miei genitori vollero andare a festeggiare in un ristorante della città, entrammo dentro al ristorante, ci sedemmo, ma subito dopo un attimo fummo raggiunti dal proprietario del ristorante stesso, il quale molto cortesemente ci invitò ad andarcene, perchè i miei genitori nella loro condizione stavano dando fastidio alla clientela presente (mi ricorderò sempre di queste parole e del volto di quell&#8217;uomo)&#8230;mio padre senza dirgli una parola, ne tanto meno senza guardarlo in volto, invitò me e mia madre ad alzarci e così ce ne andammo.</p>
<p align="justify">Quando si è piccoli, molte cose non si possono comprendere, non potevo capire perchè era accaduto questa cosa, perchè non potevamo stare li seduti a consumare il nostro pasto come gli a altri, allora andai da mio padre e parlando con lui gli chiesi perchè loro erano diversi dalle altre persone, cosa era successo e ricordo anche di avergli detto che non era giusto, mio padre mi disse:</p>
<p align="justify">&#8220;<em><strong>vedi Laura, io e tua madre non siamo diversi da nessuno, sono gli occhi delle altre persone che ci vedono così, noi siamo riusciti in tutto, abbiamo una bella casa, una famiglia, ed un lavoro, ed una figlia stupenda come sei tu, non abbiamo le gambe, è vero, ma abbiamo cuore, anima, intelligenza e forza di volontà.&#8221;</strong></em></p>
<p align="justify">Poi aggiunse: &#8220;<em><strong>mi dispiace se oggi hai sofferto per ciò che è accaduto, ma non devi vergognarti di niente</strong></em>&#8221; allora io gli chiesi: &#8220;<strong><em>ma babbo, di cosa dovrei vergognarmi, di te e della mamma?&#8221;</em></strong> lui mi rispose di si, ed io scoppiai a piangere dicendogli che non poteva mai accadere al mondo  che un pensiero del genere potesse solo sfiorarmi l&#8217;idea, poi gli dissi che sono duemegafantastici genitori più genitori della galassia.</p>
<p align="justify">Mi ricordo ancora le risate di mio padre e capii che la tristezza dipinta sul volto della mia mamma solo io potevo toglierla, allora organizzai un mini spettacolo per i miei e giuro che trascorremmo il compleanno più bello del mondo.</p>
<p align="justify">Questo è uno dei tanti episodi che abbiamo vissuto,ma nessun episodio è stato mai ingrado di spezzarci, possiamo esserci piegati, ma mai spezzati.</p>
<p align="justify">I miei genitori mi hanno insegnato tante cose, ma la cosa più importante che mi hanno insegnato, è quella di andare oltre alle apparenze, di guardare gli occhi ed il cuore delle persone; mi hanno insegnato ad essere la donna che sono oggi, la ragazza che ero ieri e la bambina che sarò per sempre, perchè solo mantenendo l&#8217;anima e gli occhi puri come quelli di un bimbo potrò sempre essere me stessa cercando di non far del male al prossimo.</p>
<p align="justify"><strong>Laura</strong></p>
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		<title>Samanta racconta la sua di giornata</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 16:22:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi piace questa cosa, poter condividere e leggere le vostre giornate di vita quotidiana in queste &#8220;particolari&#8221; relazioni. Oggi è il turno di Samanta: Eccomi!! dopo Max e Silvia non potevo mancare io a raccontare la giornata con il mio &#8220;distrofichetto&#8221;, lo so che ad alcuni non piace questo termine, ma io lo dico con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Mi piace questa cosa, poter condividere e leggere le vostre giornate di vita quotidiana in queste &#8220;particolari&#8221; relazioni.</p>
<p align="justify"><em><strong>Oggi è il turno di Samanta:</strong></em></p>
<p align="justify">Eccomi!! dopo Max e Silvia non potevo mancare io a raccontare la giornata con il mio &#8220;distrofichetto&#8221;, lo so che ad alcuni non piace questo termine, ma io lo dico con grande amore e a Lui non dispiace!!!</p>
<p align="justify">Appena svegli ci coccoliamo un po&#8217;, baci e carezze e visto che qui si può dire tutto (vero Max??!!!) capita che gli faccio un servizietto (si dice cosi??!!) con la bocca, mi piace svegliarmi con il suo sapore e a Lui non dispiace (strano eh?!! <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ). Dopodiche lo pulisco con una spugnetta e lo vesto sul letto. Devo dire che all&#8217;inizio ero un po&#8217; imbranata, penso sia normale, non è che ho vestito uomini spesso, anzi, mai, di solito li spogliavo!! <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Lo prendo in collo, braccio dietro la spalla e l&#8217;altro sotto le gambe e gli dico: <em><strong>che culo che sei cosi leggero!!! sennò mi spezzavi la schiena</strong>!!!</em> <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  (ride) poi lo porto in bagno a fare i bisognini, gli lavo il sedere (è si, anche questo bisogna fare, ma non mi pesa, anzi, lo trovo tenero!!!) poi il visetto, i denti e lo metto sulla sua carrozzina più piccola, che usiamo per spostarsi in casa. In realtà è tutta rotta, la dovrebbe cambiare ma ci è affezionato!!.</p>
<p align="justify">Preparo la colazione, biscotti e latte, non mangia un niente il mio passerotto!!! Dopo tocca a me prepararmi e si sa, le donne ci mettono un casino a farlo, io 45 minuti!!! lui sbuffa un po&#8217; ma per ora mi sopporta, per ora <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Lo metto sulla carrozzina elettrica, che fa schifo pure quella, che palle, possibile che le A.S.L. per averne una nuova si debba pregarle come i Santi??!!!! e poi ci vorrebbe una macchina per poterla caricare e andare fuori città, non perchè non mi va di spingerlo, ma sarebbe più libero!! Ok, sarà la mia prossima spesa, sempre che non si incazzi, perchè non vuole spendo soldi per Lui, ma non è per Lui, è per noi!!! Scusate lo sfogo <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Riprendiamo. In città si muove abbastanza bene, ovvero che ci sarebbe sempre da litigare&#8230;e quello che parcheggia davanti gli scivoli e quello che mette il motorino sul marciapiede e i negozionanti che non hanno pedane e i bambini che lo guardano in modo strano e gli adulti ed i suoi sorrisetti del cazzo&#8230;sarebbe una guerra continua!!!! ma Lui non vuole mi arrabbio per tutto e quindi resisto. Per ora!!</p>
<p align="justify">Per pranzo si rientra a casa, ovviamente cucina sua madre, fosse mai che mi concede i comandi dei suoi ciottoli!!! ma finirà appena gli rapisco il figlio <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  poi ancora in bagno e dopo riposa un po&#8217; le ossette mentre io lo guardo. Dopo so che gli piace leggere un libro ed io lo lascio in pace, mi basta baciarlo ogni tanto, sempre che sua madre non venga a rompere, ma io lo bacio uguale&#8230;.è si cara mamma, suo figlio è un uomo in tutto e per tutto!!! <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Poi usciamo di nuovo, questa volta con i suoi amici che devo dire mi hanno accolta bene, nonostante il mio look un po&#8217; da città, quindi stravagante <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  sono carini con lui e li trovo molto sinceri.</p>
<p align="justify">Devo dosare bene i miei &#8220;aiuti&#8221;, nel senso che se lo ricopro di: <em><strong>vuoi questo? ti faccio questo</strong></em>? ecc, poi mi manda a fare un giro!!! devo imparare ad aspettare mi chieda lui che vuole, penso sia la cosa migliore. Che ne dite?</p>
<p align="justify">Opzioni serata: <strong>Cinema</strong> (si può entrare, ci mancherebbe!!!! anche se in alcuni si passa dall&#8217;entrata di sicurezza e poi quel disegno per terra del simbolo carrozzina, non è che mi piace molto!!! va bè, so pignola) anche qui ci sarebbe da litigare, con quelli che si piazzano davanti con i loro testoni!!! ma sto buona GRRRRRRRRRR.</p>
<p align="justify">Altrimenti cena con gli amici o ippodromo&#8230;è si, gli piace giocare!!! bricconcello <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Per la notte. Processo ovviamente inverso al mattino <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  lo spoglio, stando attenta di non staccagli le braccia o le gambe!!!! io vorrei tenerlo tutto nudo per sentirlo stretto a me ma lui: <em><strong>e se entra mia madre</strong></em>??!! <strong><em>e va bè, tanto nudo ti ha già visto!!! </em></strong>AHAHAHHAHAH come si incazza <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  e va beneeeee tanto lo spoglio di notte quando russano in casa <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  sono terribile <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Lo Amo, non è una vita dura, la vita dura è rinunciare ad un amore solo perchè è complicato. Molti lo fanno, Molti sono infelici per sempre. Io No.</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> </p>
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		<title>Dubbi d&#8217;amore: silvia&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 15:27:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riporto un post di Silvia dal forum che mi ha colpito, per parlarne con voi: &#8220;Sono indecisa se scrivere qui o nella sezione Relazioni con disabili. Però ho pensato che il dubbio più grande è legato al sentimento d&#8217;amore piuttosto che al fatto che uno di noi due è disabile. Non so nemmeno io se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Riporto un post di <strong>Silvia</strong> dal <a href="http://www.occhiodellanima.it/forum/index.php" target="_blank">forum</a> che mi ha colpito, per parlarne con voi:</p>
<p align="justify">&#8220;Sono indecisa se scrivere qui o nella sezione <a href="http://www.occhiodellanima.it/forum/viewforum.php?f=10" target="_blank">Relazioni con disabili</a>.<br />
Però ho pensato che il dubbio più grande è legato al sentimento d&#8217;amore piuttosto che al fatto che uno di noi due è disabile.<br />
Non so nemmeno io se voglio consigli o un parere o semplicemente sfogarmi.
</p>
<p align="justify"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/03/dubbioamore.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/03/dubbioamore-thumb.jpg" border="0" alt="dubbioamore" width="260" height="206" align="left" /></a> Io e lui stiamo insieme da un anno e mezzo circa (poco più). In tutto questo tempo ci siamo visti veramente pochissime volte e sempre per poco tempo. L&#8217;unica volta che siamo riusciti a stare più tempo insieme è stata quest&#8217;estate quando, dopo un fine settimana fuori casa (in tre: io, lui e l&#8217;accompagnatore. ma ormai questo è normale. anzi!) siamo andati a casa sua.</p>
<p align="justify">Da notare che io ho dei problemi con il contatto con le persone, problemi molto seri e profondi, e gli avevo chiesto se si poteva evitare di andare in casa sua così, senza conoscere nessuno, per tre settimane di fila. In un modo o nell&#8217;altro, soprattutto poichè non sapevamo se ce la saremmo cavati da soli, è riuscito a convincermi a stare con lui e la sua famiglia. Anzi, dovevamo essere così: loro nell&#8217;appartamento di sopra, noi due, soli, nell&#8217;appartamento di sotto.<br />
Invece, una volta lì mi sono ritrovata ad abitare con loro: mamma, papà, nonno e nonna. E lui. Che comunque, nonostante tutto, non ho mai avuto la pretesa di poter dire che conosco.</p>
<p align="justify">Gente del sud. Non so se potete capire, se non siete del nord, credo di no. Noi siamo schivi, siamo menefreghisti, egoisti, freddi. Loro no! Apprezzabile&#8230; Ma non per me. Mi sono ritrovata in quel casino (ripeto: ho problemi con il socializzare e stare tra sconosciuti).<br />
In un modo o nell&#8217;altro è andata. Ah, dimenticavo, poco prima avevamo saputo del tumore di mio cugino. Cosa questa che mi ha cambiato profondamente e scosso tantissimo.<br />
Avevo paura della distrofia, gliene ho parlato. Almeno, ho cercato. Ma lui questi discorsi non li ha mai accettati. &#8216;Io sono così, o mi accetti o non se ne fa niente&#8217;. Io volevo parlarne solo per fargli capire che per me la distrofia non era ed è tuttoggi una cosa normale. La devo conoscere. La dovevo conoscere ma mi sono ritrovata davanti un muro e questo muro è diventato sempre più alto e difficile da scavalcare.<br />
Alcune volte a me piacerebbe stare con lui&#8230; più di quanto già facciamo.<br />
Ma se gli chiedo il sabato mi dice che ha i suoi amici. Che sono amici da trent&#8217;anni&#8230; Ma vacca merda&#8230; possibile che un vero amico se gli dici &#8216;guarda, oggi, è il compleanno della mia ragazza, voglio fare compagnia a lei&#8217; manda a fanculo tutta un&#8217;amicizia???? Ah, ma lui lavora in settimana e si deve svagare&#8230;</p>
<p align="justify">A Natale sua mamma si è arrabbiata quando lui ha accennato che magari veniva da me. Posso capirlo. Quindi non ci si vede. Almeno ci si può sentire? Sì, ma non troppo perchè ci sono i super amici&#8230; sai&#8230;devo uscire a fare gli auguri.<br />
Ok, capodanno? Sì, vai con loro. A mezzanotte, io, gli auguri, me li faccio da sola, allo specchio.<br />
Se parlo di queste cose mi aggredisce, dicendo che io non voglio che lui esce, io voglio che si isola, che diventa un morto in piedi&#8230; Ma&#8230;siamo insieme da meno di due anni e per le volte che ci siamo visti è come se lo fossimo solo da due mesi&#8230; perchè lui non ha la mia stessa voglia di stare appiccicati?<br />
Mi dice: <em><strong>Silvia trovati un&#8217;occupazione&#8230; non devi stare lì ad aspettare me</strong></em>&#8230;</p>
<p align="justify">Ok, io faccio dell&#8217;altro. Ma non perdo la voglia di stare con lui. Anzi, paradossalmente, le cose che mi piacciono di più perdono sapore. O meglio&#8230; insomma&#8230; faccio un esempio. A me è sempre piaciuta una fiera, ci sono andata come sempre con mia sorella, anche quest&#8217;anno. E&#8217; stato molto bello. Sono stata felicissima di andarci. Una volta a casa però mi sono dispiaciuta. Io mi sono divertita senza di lui. Io sto bene senza di lui. Io ci sto senza di lui. Perchè noi siamo lontani. E sapere questo mi ha fatto star male. Io vivo. Non ho bisogno di lui per vivere. Però&#8230;<br />
Dice che non deve rinunciare a nulla per causa mia. La penso allo stesso modo. Ma perchè allora mi esclude per il resto? Non ho mai sentito che dicesse ad un altro: &#8216;un attimo, ora c&#8217;è la mia ragazza&#8217;&#8230; mentre a me dice &#8216;un attimo, ora c&#8217;è paolo, ora c&#8217;è mario, ora c&#8217;è il lavoro, ora c&#8217;è il servizio civile, ora c&#8217;è l&#8217;associazione, ora c&#8217;è&#8230;&#8217;<br />
Bè, mio caro&#8230;sai che c&#8217;è ora? c&#8217;è che mi sono rotta i maroni!</p>
<p align="justify">C&#8217;è che voglio più attenzioni, voglio essere il centro. Voglio essere importante almeno un pizzico di quanto tu lo sei per me.<br />
E non si rende conto&#8230;<br />
Ma tutto questo sapete cosa causa? Rancore ed odio.<br />
Ed ecco che la malattia viene fuori con tutto il suo dolore, con tutta la sua forza. Che è immensa.<br />
Perchè io ora mi chiedo: devo andare a vivere là perchè lui non si sposta, devo cambiare perchè lui accetta me ma non i miei problemi (cosa che mi fa ridere ed incazzare allo stesso momento: come si fa? è come se io gli dicessi: accetto te ma non il fatto che cammini con la sedia&#8230;oppure accetto te ma usa solo due ruote e non quattro!), devo superare i miei limiti, devo essere forte ed affrontare la malattia (in senso fisico e figurato), devo sopportare, devo essere messa da parte perchè lui deve svagarsi e deve coltivare le sue amicizie,&#8230;<br />
Leggo questo forum e il blog. Non sempre, ma abbastanza per vedere <strong>Samanta</strong> parlare del suo amore. Di come lo fanno e di quando lo fanno. E&#8217; felice, anche se ammette che il modo di farlo con un distrofico è diverso. Da come ne parla lei sembra fantastico. Lo è. Non lo metto in dubbio. Ma è anche frustante a volte. Quando lui non riesce col braccio e con la mano a ricambiare. E tu resti lì a bocca asciutta. E devi pure far finta di niente perchè sai che non è colpa di nessuno se non di quella stronza di distrofia.</p>
<p align="justify">&#8230;E quando si ha voglia ma se non si è in un posto accessibile e comodo è impossibile farsela passare in quel modo. Ed ogni volta che vai in giro devi fare tutto tu. Guidare, benzina, parcheggi impossibili,&#8230;. Sonno o non sonno se tu non vi portate a casa&#8230;<br />
condivido ciò che dice samanta. e le altre ragazze. è bello. è fantastico. è amore.</p>
<p align="justify">&#8230;ma possibile che lui è così stronzo da non capire che per una normodotata, forse poco sensibile, non lo metto in dubbio, i sacrifici hanno diritto ad una contropartita?<br />
mi perde e non se ne accorge.<br />
mi dice: &#8216; <em><strong>io più che dimostrarti il mio amore non posso fare e posso dimostrartelo solo dicendotelo&#8217;&#8230;</strong></em> già&#8230;ma quando me lo vuoi dire? quando tu hai voglia di stare al telefono ed io no? quando sono io ad avere voglia? ci sono gli altri (impegni o persone), giusto? allora io sono pesante e ingiusta&#8230;vero?<br />
mi hanno insegnato che si va dal dottore quando si ha qualche sintomo. e non è il dottore che decide quando devi andare&#8230;<br />
è comodo dimostrare l&#8217;amore solo quando si ha tempo, troppo faticoso non avere voglia di fare qualcosa ma doverlo fare lo stesso, vero?<br />
ma hai mai pensato che se io dovessi pensarla come te, tu saresti vestito a metà, la pipì la faresti una volta sì ed una no&#8230;<br />
sono discorsi ridicoli, me ne rendo conto. eppure sono discorsi che ho sempre cercato di farti.<br />
avevo tutte le buone intenzioni&#8230; io ti amo.<br />
ma tu?<br />
se non mi accetti per come sono&#8230; se non puoi stare co<br />
n me&#8230; se non&#8230; tu mi ami?<br />
sì, a parole sì. ma parlano di più i fatti&#8230;<br />
A. datti una svegliata! non sono uno zerbino! sono la tua ragazza. e voglio essere uguale alle altre.<br />
brutto stronzo&#8230;la distrofia c&#8217;è, non lo nego&#8230;ma quante cose puoi fare lo stesso? mai uno scritto, mai un mazzo di fiori, mai una cartolina (nemmeno quella che ti avevo chiesto esplicitamente &#8211; una cartolina&#8230; un euro di carta con su scritto quello che volevi&#8230; bastava anche solo il tuo nome&#8230;), mai&#8230;.<br />
certo, hai fatto quattromila chilometri per me. non lo avrebbe fatto quasi nessun&#8217;altro. ma non voglio il grande gesto una volta ogni 18 mesi. voglio i piccoli gesti che mi fanno capire che per te sono importante anche io. anche io voglio valere quanto un amico. e se l&#8217;unico modo per avere il tuo bene è essere tua amica&#8230;allora lo sarò&#8230;<br />
perchè&#8230;mio caro&#8230;tu non mi ami&#8230;<br />
gioca col fuoco&#8230;ma attento, prima o poi ci si brucia.
</p>
<p align="justify">&#8230;che ne pensate? per voi è tutto rose e fiori come fate capire da queste parti?</p>
<p align="justify">Naturalmente ci sono state anche cose belle, ma quelle le ho evitate perchè non sono quelle che creano i dubbi sulle storie.&#8221;</p>
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		<title>Scoprire con le carezze</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 15:05:50 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Voglio raccontarvi una situazione che mi è capitata qualche anno fa, non so se è mai accaduta ad altri, ma credo che sia una scena che rientra nella particolarità dei corpi &#8220;diversi&#8221;.</p>
<p align="justify">Lavoravo in una copisteria nel centro. Un giorno di pioggia primaverile passò davanti il negozio una ragazza, molto dark come colori estetici e nel look. Dissi al mio collega: <em>&#8220;visto che carina?&#8221;</em> poi mi portai subito fuori per vedere dove proseguiva e si era fermata proprio nel negozio di musica affianco.</p>
<p align="justify">Premetto che era il periodo in cui mi fumavo ancora qualche canna, come quel giorno, quindi le mie barriere di timidezza si erano notevolmente abbassate. Feci finta di entrare nel negozio musicale e poi mi fermai sulla porta. Lei stava seduta sullo scalino gustando un gelato e in quel momento arrivò mia madre a portarmi l&#8217;ombrello.</p>
<p align="justify">Preso da un impeto di spregiudicatezza, non usale per me a quei tempi, feci una battuta a mia madre per attirare l&#8217;attenzione della fanciulla: &#8220;<em>oh mamma, che mi porti l&#8217;ombrello?! che figure mi fai fare verso persone che nonostante la pioggia si gustano un gelato?!&#8221;&#8230; </em>lady dark sorrise.</p>
<p align="justify">&#8230;questo mi incoraggio ancor di più e gli chiesi se si prendeva una birra con me (dentro di me mi chiesi se ero impazzito!!) e&#8230;.disse SI!!.</p>
<p align="justify">Parlammo per un paio di ore, non era della mia città, ma questo lo avevo già intuito da solo&#8230; nel chiaccherare gli dissi che stavo per andare al concerto dei Pink Floyd, mi rispose che provava invidia perchè era uno dei suoi gruppi preferiti&#8230;</p>
<p align="justify">..ormai ero lanciato, osare per osare gli dissi che se voleva poteva venire a vedere il concerto con me!! e accettò!!!.</p>
<p align="justify">Dopo di quello ne vedemmo molti insieme, eramo in sintonia come gusti musicali e diventammo amici stretti.</p>
<p align="justify">Veniamo però a ciò che vi volevo raccontare in questo post.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/01/mani.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2008/01/mani-thumb.jpg" border="0" alt="mani" width="260" height="240" align="left" /></a> Un giorno rimase a dormire a casa mia, era a suo agio con me e dormimmo insieme, ma prima di addormentarci mi fece una richiesta che credo pochi uomini si siano sentiti chiedere: <em>&#8220;max, posso sentire con la mia mano com&#8217;è fatto il tuo corpo?&#8221;</em></p>
<p align="justify">Fuori c&#8217;era una luna piena, si vedeva benissimo dalla finestra e la sua luce dava un tocco quasi surreale alla nostra camera. Strana richiesta, accettai.</p>
<p align="justify">La sua mano iniziò l&#8217;esplorazione, era una sensazione particolare, nuova, perchè il suo tocco è chiaramente solo di curiosità, non c&#8217;era nessun pensiero sessuale&#8230; e in più ci mettevamo a sorridere quando la sua mano capitava nei posti più diversi dalla comune fisicità&#8230; tipo il mio fianco sinistro, molto curvo e lei mi guardava come dire: &#8220;<em>ma come diamine sei fatto</em>!!&#8221;&#8230; però gli piaceva, perchè era come scoprire un mondo nuovo, inesplorato..</p>
<p align="justify">&#8230;ci furono anche dei momenti diciamo più &#8220;caldi&#8221;, perchè ovviamente è pur sempre una mano femminile che mi accarezzava, quindi il mio corpo reagiva&#8230; e nel passare sul mio pancino senti le mie parti intime in erezione&#8230;</p>
<p align="justify">Se si esplora si esplora tutto no? <img src='http://www.occhiodellanima.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  e allora si tolse la cuoriosità di accarezzarmi anche lì per sentire se magari c&#8217;era qualcosa di più &#8220;normale&#8221; in tutto questo anomalo contesto del mio corpicino&#8230; lo fece però sopra il pigiama, senza osare troppo&#8230;questo lo trovai molto carino da parte sua.</p>
<p align="justify">Il mattino sinceramente avevamo un pò voglia entrambi, ma non facemmo l&#8217;amore, ci sembrava di rendere troppo ovvio tutto ciò che era successo.</p>
<p align="justify">Fui felice di questa scelta.</p>
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		<title>La parola ai &quot;normodotati&quot;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 15:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maxanima</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho deciso di mettere in evidenza un commento scritto da Silvia in risposta a Velvet in questo post perchè è importante sentire anche l&#8217;altra sponda, ovvero come si senta una persona &#8220;normodotata&#8221; frequentando un disabile. Questo è il suo sentito commento, la ringrazio e ve lo faccio leggere: &#8220;Sto con un disabile da poco più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2007/12/amore.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" src="http://www.occhiodellanima.it/wp-content/uploads/2007/12/amore-thumb.jpg" border="0" alt="amore" width="257" height="260" align="left" /></a> Ho deciso di mettere in evidenza un commento scritto da <strong>Silvia</strong> in risposta a <strong>Velvet </strong>in <a href="http://www.occhiodellanima.it/2007/10/30/madre-amante-infermiera/" target="_blank">questo post</a> perchè è importante sentire anche l&#8217;altra sponda, ovvero come si senta una persona &#8220;normodotata&#8221; frequentando un disabile.</p>
<p align="justify">Questo è il suo sentito commento, la ringrazio e ve lo faccio leggere:</p>
<p align="justify">&#8220;Sto con un disabile da poco più di un anno ormai, non mi considero esperta in materia, ma posso parlare per quel che riguarda la mia storia personale.</p>
<p align="justify">Premetto che il maggiore problema nel nostro rapporto è dovuto alla distanza ed alle difficoltà oggettive (economiche e non) di potersi vedere spesso.</p>
<p align="justify">Tu dici “come dovremmo essere noi disabili”.<br />
Dici di essere stato con una ragazza, innamorata di te, ma che credi si sia scocciata di stare con te in quanto disabile.<br />
Concordo. O meglio, penso che potrebbe essere vero.<br />
Seppur l’amore ti da una spinta ad affrontare certe cose, ci deve essere qualcosa in più di una coppia, diciamo “normale”.<br />
Ci si stanca, perchè anche la ragazza si fa inglobare da quel senso di inadeguatezza, da quell’essere diversi dagli altri, da quel… mi manca qualcosa.<br />
Non è questione di colpe o meriti.<br />
E’ insito nella natura umana volere sempre il meglio e desiderare di più. Dicono: l’erba del vicino è sempre più verde, no?<br />
Nel caso di un rapporto a due, disabile + normodotata/o, questa differenza è molto più visibile. L’erba del vicino, della coppia normale è più verde. Vedi che loro fanno alcune cose insieme, che si dividono i compiti, che… un sacco di cose che noi non possiamo fare.<br />
E questo alla lunga crea amarezza, tristezza e nostalgia.<br />
Nei casi più estremi, credo che la ragazza o ragazzo arrivi persino ad odiare (in un certo senso) il disabile.<br />
Credo, ripeto, sono mie opinioni personali.<br />
Credo sia normale e sia capitato a tutte/i.<br />
C’è chi la affronta scappando, come forse ha fatto lei.<br />
C’è chi, come sto cercando di fare io, ne parla col proprio ragazzo, cercando comprensione e chiedendo aiuto per risolvere questi problemi.<br />
Se però il ragazzo (disabile) non è acuto nel cogliere al volo questi segnali e la ragazza troppo poco innamorata il rapporto si deteriora.</p>
<p align="justify">Ti faccio un esempio concreto.<br />
Sempre in questo blog ho letto del disagio che provava una ragazza all’appuntamento con Max.<br />
La prima volta che ho messo a letto il mio ragazzo, ti giuro, io sarei scappata a gambe levate.<br />
Altro che disagio! Era terrore, era paura, era impressione,….<br />
Non avevo la malizia (tutt’ora non ce l’ho ma va meglio) ho faticato a sollevarlo e passarlo sul letto.<br />
Poi sdraiarlo. Oddio… come lo buttavo così stava…<br />
io non sono riuscita a gestirlo bene… e poi lui assume una posizione strana non potendosi muovere come vuole…<br />
Ho pianto quando mi sono sdraiata accanto a lui, anzi, ho iniziato a piangere prima.<br />
Sì, non mi vanto, nè tantomeno me ne vergogno.<br />
Credo di essere stata la persona meno delicata e più insensibile del mondo in quel momento.<br />
Mi sono sdraiata al suo fianco, mi ha accarezzato un po’.<br />
Io piangevo solo, non ho detto una parola, tranne buonanotte. E, naturalmente, non l’ho più toccato.<br />
La mattina dopo, gli ho parlato di quello che era successo.<br />
Del mio disagio, delle mie impressioni.<br />
Mi ha detto<br />
“Ieri sera sei stata brava e vedrai che andrà sempre meglio.<br />
Molti volontari che mi portano in giro non sanno spostarmi, alcuni parenti miei non ce la fanno, neppure tutti i miei amici sono in grado. Tu sì!”<br />
Diciamo, queste parole sono servite sì e no, quello che ha fatto effetto è stato il suo sguardo e la sua dolcezza.<br />
E così è iniziata ufficialmente, a tutti gli effetti ed in tutti i sensi, una storia che proprio quel giorno compiva un anno.</p>
<p align="justify">Questo è ciò che è successo a me. Da quel giorno, ogni giorno ci sono dubbi, paure ed ansie. Ma finchè io gliene parlo e lui mi ascolta ed è con me, va tutto bene.<br />
Tirem inanz!&#8221;</p>
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		<title>Favola (seconda parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2007 13:45:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La prima parte è in questo post: favola &#8230; entra in scena una nuova creatura, da una piccola fessura nell&#8217;angolo della stanza, attratto dalla luce e dal calore, striscia e si snoda silenzioso Billy il bruco. Piccolo verdastro pelosetto e soprattutto molto pigro. Il suo motto: &#8220;perchè tentare di sbucciare una mela, quando lo può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima parte è in questo post: <a href="http://www.occhiodellanima.it/2007/09/23/favola-prima-parte/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>favola</strong></span></a></p>
<p>&#8230; entra in scena una nuova creatura, da una piccola fessura nell&#8217;angolo della stanza, attratto dalla luce e dal calore, striscia e si snoda silenzioso <strong>Billy</strong> il bruco. Piccolo verdastro pelosetto e soprattutto molto pigro. Il suo motto: &#8220;perchè tentare di sbucciare una mela, quando lo può fare benissimo qualcuno al posto tuo? e usufruirne dolcemente dopo&#8221;.</p>
<p>Cosi, nascosto sotto il tavolo, attendeva gli avanzi di <strong>Margot</strong> e nel frattempo seguiva incantato l&#8217;evoluzioni di <strong>Sophie.</strong></p>
<p><strong>Billy </strong>non si faceva vedere molto, anzi, quasi mai, si riteneva assai spregevole da guardare e questo lo rendeva assai timido. L&#8217;unica creatura con cui comunicava era <strong>Pozzy</strong> il Gufo, forse perchè anche lui molto solitario, con i suoi occhioni fissi come stelle nel bosco.</p>
<p>Quella notte però, mentre <strong>Billy</strong> stava per uscire dalla stanza e scomparire di nuovo inghiottito dall&#8217;anonimato della notte, si sentì chiamare: &#8220;<em><strong>ehi tu, buffo pelosetto verde!!&#8221;</strong> </em><strong>Billy</strong> inarcò ancor di più il sul corpo snodato per aumentare il passo, poi si fermò, perchè anche i timidi poi infondo sono curiosi e voltandosi vide <strong>Sophie</strong>: &#8220;<em><strong>dici a me?&#8221;</strong> </em>stupito, incredulo, che cotanta bellezza gli potesse rivolgere la parola. <strong>&#8220;<em>Si, proprio a te, è simpatico il tuo modo di muoverti, sembri una fisarmonica!&#8221;</em></strong></p>
<p>Avete mai visto un bruco rosso? bè, <strong>Billy</strong> lo diventò dall&#8217;imbarazzo, anche se divertito da tale accostamento.</p>
<p><strong><em>&#8220;e tu sei il fiore più bello che io abbia mai visto volare&#8221;</em></strong> <strong>Billy</strong> non credeva di essere riuscito a dire una frase del genere, in quel momento invidiava le lepri che potevano correre molto più veloce di lui.</p>
<p><strong><em>&#8220;simpatico e gentile&#8221;</em></strong> rispose Sophie e continuò: <strong><em>&#8220;dai non andare, rimani con noi al caldo, c&#8217;è ancora tanto cibo da gustare&#8221;</em></strong> non fece in tempo a finire la frase che <strong>Billy</strong> era già sparito.</p>
<p>Per qualche giorno non si fece più vedere, rimaneva a raccontare ogni notte al suo amico <strong>Pozzy</strong> ciò che gli era accaduto. Fino a quando il gufo ingrandì ancora di più i suoi occhi e gli disse: &#8220;<strong><em>mio caro amico strisciante, se la bellezza un giorno si accorge di te, non puoi fuggire, ma rifletterti in lei fino a che lo vorrà, solo cosi ti sentirai bello pure tu&#8221;</em></strong></p>
<p>Si convinse e tornò nella casa sempre più spesso, a parlare con <strong>Sophie</strong> davanti al camino, gustando pezzi di mela che gli sembravano i più dolci che aveva mai mangiato.</p>
<p>Accade cosi che la notte non fu più solitaria, cosa però che non poteva dire del giorno, visto che <strong>Sophie</strong> lo passava tutto il tempo a volare nei prati, mentre <strong>Billy</strong> l&#8217;ammirava lontano.</p>
<p>Quel &#8220;lontano&#8221; nel tempo diventava sempre più un peso per lui, cosi tanto che decise di trasformare il giorno in notte, dormendo tutto il tempo.</p>
<p>L&#8217;amore verso quella meravigliosa creatura che giocava con le nuvole, cosi innarrivabile per lui, gli fece capire ancor più i suoi limiti da bruco&#8230;</p>
<p>&#8230;.<em><strong>to be contined</strong></em></p>
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