Questo sarebbe un calendario diverso?

Questo sarebbe un calendario diverso?

gen 29

Casualità della vita, pochi mesi fa proponevo di creare un calendario con bellezze “diverse”, ossia composto da ragazze e ragazzi disabili, per dare un messaggio forte che faccia capire che esistono altri tipi di bellezza, oltre quelle più comuni e scontate…

…bene, caso vuole che proprio quest’anno ne sia uscito uno che più o meno che riprende la mia idea (caso?)…ma guarda un pò, mi verrebbe da pensare che ci sia chi frega idee altrui, mah.

Nel mio caso poi non se ne fece di nulla, perchè essere disabile non è che ti elimina ogni difetto caratteriale, no, in questo siamo tutti uguali e purtroppo malgrado molti avevano aderito verbalmente alla mia idea, poi sono spariti.

Veniamo però a quello che è uscito. Ho detto più o meno riprende la mia idea, perchè il più sta nel concetto, ovvero fare un calendario di bellezze disabili, il meno è che alla fine per me è venuta fuori anche un pò di ipocrisia.

Perchè?, bè…come prima cosa vi parlo di questa iniziativa, cosi come la presentano:

sexy donne paraplegiche

<< Le foto di questo calendario hanno già fatto il giro d’Europa. Si intitola “Angeli senza ali“, ed è stato realizzato dal fotografo Gianfranco Angelico Benvenuto (che ne detiene il copyright). Il tema è doloroso, ma trattato con dolcezza. Tanta quanta ne traspare dai volti delle protagoniste che hanno accettato di posare per un’iniziativa di grande solidarietà. Un modo per affrontare il dramma dei paraplegici e creare la giusta attenzione intorno ad un mondo ancora poco conosciuto e troppo spesso lasciato a se stesso. Per inciso, dopo la pubblicazione di queste immagini, molti Paesi hanno preso spunto da questo lavoro che è stato riproposto da associazioni e gruppi del volontariato. >>

Quello che si scosta dalla mia idea è il fatto che nel posare siano tutte ragazze che si possono pensare disabili solo dal fatto che hanno la carrozzina, altrimenti sono visivamente normalissime. Questo vuol dire che sicuramente per loro può essere un importante spinta psicologica, nel continuare a sentirsi belle, ma non scuote e cambia poi molto il concetto di bellezza. Le forme rientrano nella normale ottica maschile.

No, questa per me è una presa di giro, quello che veramente aveva un senso era mostrare le vere bellezze “diverse”…i corpicini con le ossettina tutte irregolari…io volevo quelli che definisco “picasso”, non i soliti quadri.

Come accade spesso si fanno le cose a metà, il che può essere anche un inizio, però vedendo l’andazzo, non mi fa ben sperare.

Comunque, la prossima volta che mi viene un idea, la tengo un pò più segreta, non si sa mai, anche se nel vedere com’è stata realizzata, praticamente non è stato fatto niente di “sconvolgente”.

Qui sotto vi faccio vedere le foto, ditemi voi:

Angeli Senza Veli

12 comments

  1. …complimeti per il tuo bellissimo blog..da oggi hai una nuova “lettrice”;)

  2. Maxanima

    Benvenuta…sono lieto dei tuoi apprezzamenti…e da oggi avrai anche tu le chiavi della casetta del mio blog, puoi farci visita ogni volta che vuoi ;-)

    buona giornata.

  3. in effetti è controproducente mettere delle (bellissime, per carità!) donne su un calendario e accorgersi che sono disabili solo perchè sedute su una carrozzella..
    avrebbe avuto molto più senso mostrare l’altro della patologia (come dici tu:ossettine piccole e irregolari): avrebbe, secondo me, trasmesso più speranza..
    come per dire: “nonostante questo, noi siamo belle!”

  4. Buddha

    é semplicemente incredibile l’idea di mostrare donne perfettamente normali in carrozzina. E tu perchè spargi le tue idee così al vento ?

  5. Maxanima

    Ciao Mena, ben ritrovata :-) …si, cosi in effetti a poco senso, come dicevo. un abbraccio.

    buddha…il fatto è che se uno non lo dice in giro neanche trovi il modo di fare certe cose…comunque alla fine hanno fatto ben poco di ciò che intendevo io…quindi, l’idea rimane ;-)

    grazie di essere passato.

  6. PERFETTAMENTE d’accordo! Anch’io avevo scritto un post sullo stesso tono, qualche millennio fa, vedendo una pubblicità su Mobilità. Il concetto era identico. Se si vuole ribaltare il concetto di bellezza, bisogna metterci te, me… ok, quando cominciamo a fotografarci? :D

  7. Maxanima

    …cioè? io fotografo te e tu me? :-D

  8. se volete ci sono ankio

  9. Ricordo quando ne avevi parlato.

    Cmq oltre al calendario sarebbe necessario mostrare come nella vita di tutti i giorni ci sono donne normali, belle anche ma paraplegiche che cercano e vogliono condurre una vita vera e non predigerita da altri.

    Ciao Max
    Daniele

  10. Devas

    ho guardato il calendario più volte…cercando di “vedere”….cavoli, non si vede un tubazzo…
    eppoieppoi…perchè non fare un calendario dove si vedono solo gli occhi, gli sguardi…e capire che non c’è diversità…(a parte i soliti problemi di logistica :-) )

  11. Giovanni

    Io sono affetto da Distrofia, però questa idea di fare un calendario di donne disabili o semplici modelle in carrozzella non la condivido, perchè per me sarebbe come fare un calendario pieno di donne anoressiche e dire che quella è una bellezza diversa quando l’anoressia è un problema gravissimo che può condurre alla morte, stessa cosa dicasi per i calendari pieni di donne obese, infondo anche l’obesità è una malattia grave.
    Secondo me la bellezza deve ispirare alla vita, è le malattie non credo proprio ispirino alla vita, dunque la bellezza lasciamola come prerogativa delle donne in piena salute, altrimenti il passo dall’avviarsi alla necrofilia diventerebbe d’avvero breve.
    Quello che bisogna comunicare è che la bellezza di una persone deriva da un insieme di fattori non solo fisici!

  12. gloria

    ti quoto in pieno, fare calendari così non so come possa scuotere le coscienze…(?) io mi sento una S come una pista di Indianolis, tra il collo, la spina dorsale, i piedi , le ginocchia storte…. , voglio vedere se la risonanza mediatica di un calendario con bellezze differenti sarebbe identica….e lo dico da inca**ata, non esiste solo la paraplegia esistono anche sindromi che danno un corpo disarmonico.
    Inoltre, l’o.i. per esempio( che io ho), chi è che ne parla? Intendo dire a livello mediatico. Forse solo per via dell’uomo più piccolo del mondo presentato come un fenomeno da baraccone, la qual cosa non mi fa sorridere , nè dare speranza.

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