L’eutanasia
L’eutanasia
giu 25
Ieri notte su Rai3 alle 23.30 grazie al consiglio di Chiara ho visto questo film, Mare Dentro, che parla dell’eutanasia. La storia di un uomo che dopo un tuffo sbagliato si ritrova paralizzato. Lo consiglio perchè affronta l’argomento in modo non banale, senza retorica ne demagogia.
E’ un argomento molto complesso da esporre e giudicare. Posso però parlarne con più cognizione di causa di molti altri, visto che per diversi aspetti vivo sulla mia pelle situazioni che poi ti potrebberò portare a simili decisioni.
Ultimamente se ne è parlato spesso, per casi che hanno toccato le parti più profonde della nostra coscienza, come la storia di Piergiorgio Welby. La cosa che più mi ha dato fastidio in quel caso sono state tutte le parole dette da persone che non conoscono tali sofferenze, ecco, tra giornalisti, preti, moralisti e via dicendo, avrebbero fatto meglio a tacere.
Mi chiedo come si possa giudicare qualcosa che non si vive, con quale supponenza e arroganza. Non voglio dire se sia giusto o no lasciare ad ognuno di decidere della propria vita o morte, dico solo che chi non hai mai respirato la dipendenza totale dagli altri, la frustazione di non riuscire a fare neanche le piccole cose, il vedere le persone che ti stanno vicine soffrire e occupare tutta la loro esistenza per te, dovrebbe pensarci molte e molte volte prima di dire una sola parola…..
Ogni tanto vado nelle scuole a parlare ai ragazzi. Iniziai con gli aspetti più comuni, le barriere architettoniche e le difficoltà della vita quotidiana. Dopo entrai più nel personale, parlando di me, di come affronto i miei limiti fisici, dei miei sentimenti, dell’amore.
Un giorno un ragazzo mi chiese se avevo mai pensato di farla finita, gli risposi di si, mi è capitato. Cosa mi ha fatto desistere? la curiosità. Si, sono curioso di natura e mi scoccierebbe andarmene prima di vedere tutto ciò che la vita mi vuol dare, nel bene e nel male.
Ci sono persone che si aggrappano alla vita anche se l’unica cosa che riescono a fare è respirare. Altre che hanno tutto e si sentono cosi vuote dentro da sentirsi morti se pur in vita.
Ti ritrovi nel tuo percorso dentro gallerie che sembrano infinite, come in un tunnel lunghissimo in autostrada. Ad un certo punto sembra che la montagna abbia inghiottito il sole e non vedi neanche la via di uscita. Che fare in quel momento? o lasci il pedale del gas e ti fai sotterrare dal buio oppure lo schiacci ancor di più, consapevole che vale la pena continuare anche per un solo raggio caldo sul tuo viso al termine della galleria. Magari ci arriverai stremato dalle forze, ma il calore possiede la magia di farti dimenticare in un istante tutto il freddo subito.
Se ti dicessero però che tu non arriverai mai alla fine di quel tunnel, che il tuo carburante finirà molto prima, che faresti? Non so se ci sia più coraggio nel vivere o nel morire, so solo che è una questione intima personale. Certo che le persone che ti stanno intorno possono fare la differenza, che se hai chi ti ama tutto può sembrare sopportabile, ma anche l’amore può essere una sorta di dipendenza.
Io non voglio morire, come non voglio che muoia nessuno per me delle persone che mi stanno vicine. Spero solo che quando arriverà la dea della morte mi prenda con i suoi artigli senza esitare, stringendomi in un solo gesto senza temporeggiare.
Ho ancora tanto amore nel calice del mio cuore, sarebbe un peccato sprecarlo gettandolo sulla terra. Magari un giorno potrà ancora dissettare qualcuno. Anche per questo vale la pena vivere, ma non biasimo chi non lo ha fatto e porgo ancora il mio caldo abbraccio a te piergiorgio, che adesso starai galleggiando tra le nuove. Un giorno mi libererò di questo corpo e sarò libero di volteggiare con te. Adesso però è presto, troppo presto.
Tags: amore, certo, chiara, conoscono, consiglio, corpo, cosi, cuore, dico solo, giusto, la vita, mare dentro, molti, parlando, parola, parti, persone, preti, ragazzi, rai3, sembrano, tacere, totale, vita
Mare dentro è bellissimo, io ho letto un pò anche il libro “cartas desde el infierno”, scritto proprio da Ramon Sampedro…
quanto alle tue riflessioni personali è vero, non si può giudicare qualcosa che non si vive, e tante volte è meglio non dire una sola parola…
allora io non dico nulla, o quasi, solo che sono contenta di leggere di te e della tua voglia di vivere e condividere…
sono contenta che mi hai lasciato il commento quel giorno, e così ho scoperto il tuo blog, e nel blog, un pochino, il tuo animo.
Buona giornata.
Sono ben lieto di condividere anche con te il mio animo.
Buona giornata barbara.
Caro Max, hai affrontato con grande sensibilità un tema tanto complesso e difficile!
Sono d’accordo con te: non si possono tranciare giudizi con arroganza e supponenza in una questione tanto delicata, che reca con sè inevitabilmente una sofferenza insostenibile.
Per quanto mi riguarda, non so dire se sia giusto o sbagliato…occorrerebbe trovarsi nella situazione. Provo soltanto una pena immensa per coloro che soffrono in tal modo e mi sento impotente nel poter fare nulla. La scelta è personale! Si dovrebbe avere comprensione e profondo rispetto per chi decide, attraverso il tunnel del dolore, in tal senso….il resto sono solo chiacchere inutili.
Un abbraccio.
Annarita
Ho appena visto in dvd il film “Mare Dentro “e devo dire che ne sono rimasta piuttosto sconvolta..nn vorrei dire le solite banalità, ma quanto può soffrire una persona per desiderare in maniera così determinata e fredda la propria morte,programmarla a tavolino..con la convizione in più che oltre ad essa non ci sia niente altro,che essa sia proprio il NULLA…E cosa c’è di peggio del nulla, del non esserci..?? Lo trovo straziante,pazzesco..il film mi ha destabilizzato veramente. So che c’è in giro il video autentico che riprende il momento in cui Ramon prende il cianuro e poi la sua agonia..come si fa per vederlo ?chi sa qualcosa per favore me lo faccia sapere…Grazie.
Ciao Ale, sinceramente non sapevo che esisteva questo video, quindi non potrei esserti di aiuto, forse qualcuno lo sa, se ho notizie ti avviso. Un abbraccio.