Hina: giustizia è fatta

Hina: giustizia è fatta

nov 13

hina Non era cosi scontato, in un periodo in cui sembra che gli omicidi rimangono impuniti, vedi il caso di Chiara a Garlasco o quello di Meredith Kercher a Perugia, dove in entrambi le situazioni gli inquirenti sembrano lontani dalla soluzione, la sentenza per l’omicidio di Hina, la ragazza pakistana uccisa perchè non sottostava alle regole del padre, rimette un pò di credibilità alla giustizia italiana.

30 anni al padre e 2 anni allo zio. La madre si è sentita male in aula dopo la sentenza, urlando: “adesso me lo ammazzano.” Bè, cara signora, aveva da pensarci prima, quando l’ottusità di suo marito, ma certamente anche la sua, ha ucciso una ragazza che non aveva nessuna colpa, tranne il desiderio di vivere in modo dignitoso e libero, invece che sottomessa a regole primitive.

Questa sentenza ha un valore non solo di giustizia, ma anche simbolico molto forte, è lo sdegno e il rifiuto totale verso qualsiasi forma di costrizione, è il non dimenticare che ogni essere umano ha il diritto di essere libero di fare ciò che vuole, nel rispetto della libertà altrui, e lo stato il dovere di difendere questo diritto, troppo spesso violato.

Il mio pensiero vola verso tutte quelle donne che purtroppo non sono difese dalla giustizia, in paesi dove lo stato è colpevole come i padroni delle famiglie, dove li appoggia con la stessa ottusità. Il mio pensiero vola verso Hina, il suo sorriso, gli occhi pieni di vita, sperando che il suo sacrificio serva come monito a tutti quelli che pensano di poter soffocare con la loro indegna mentalità, la libertà delle proprie figlie, mogli, che siano una lezione da non dimenticare.

Lottare per la libertà di un singolo, vuol dire lottare per la libertà di un intero popolo e credetemi, anche nel nostro paese che riteniamo cosi democratico, ci sono molte più oppressioni di quante se ne possa immaginare.

In un certo qual modo conosco bene che significhi privazione della libertà, anche se per motivi e radici molto differenti. La mia libertà è stata limitata dalla natura si, ma ci sono anche altri complici, come la famiglia che aiuta e molto a vivere, ma allo stesso tempo ti incatena senza far molto per crearti situazioni in cui poter tentare una vita propria, anche per la pochezza del sostegno dello stato, che in queste cose soffre di grandi lacune. Questa però è un altra storia.

Oggi mandiamo un saluto a Hina e voglio immaginare che finalmente adesso sia libera, anche se questa libertà è macchiata del suo sangue, un prezzo troppo caro per acquisire un diritto che dovrebbe e deve essere gratuito per tutti.

Ciao Hina.

6 comments

  1. choppy

    credo che si possa cantare vittoria da un lato ma dall’ altro no!!…max ci sono ancora molte persone(se così possono essere definite)che debbono ancora pagare e tante altre che esigono giustizia.
    La legge italiana e la burocrazia della ‘BELLA ITALIA’è ancora troppo lenta, basta pensare alle vittime della strada!! qual è il bisogno di processare una persona quando non vi è bisogno di alcuna prova, perchè quest ultima è lampante!????!!io certo non arrivo a capire..e poi i processi, tempi lunghissimi, in molte cause si parla di anni e anni e anni …..5, 8. anche 10 anni…è inutile che mi dilunghi ancora perchè ogni gg ormai si sente parlare di questo (es.vespa, mentana che spesso approfondiscono questi argomenti)ed ogni gg ci sono politici , giudici, avvocati, corrotti che in teoria sono contro la lunghezza dei processi e dicono anche loro, ove bisogno,che l immediatezza della pena sia da attuare,ma nello stesso tempo non fanno niente se non quello di elargire oggi e sempre giustificazioni,e secondo me, non tanto si giustificano col popolo, che dà fiducia e chiede giustizia, ma tanto con loro stessi che pur se pensano’positivo’stanno seduti in silenzio ai loro posti perchè in parte sanno anche loro di essere delle vittime delle leggi stesse e di sè stessi!!!baci

  2. choppy

    ah dimenticavo un mio caro amico (conosciuto due anni fa) ex tossicod.e diciamo pure delinquente….è stato costretto lo scorso anno a farsi mesi e mesi di arresti domiciliari per una rapina in villetta commessa all età di 18/19anni ..quando appunto lui non aveva nessuna ‘vita’ se non quella di farsi e cercare i soldi per l eroina…in qualsiasi modo…!ora, non è che voglio giustificarlo ben gli sta pagare per ciò ke ha commesso ma perchè 12anni dopo????..perchèèèèè?…ora C.è un uomo normale ke è uscito dal tunnel e da ogni genere di malavita..con un lavoro normale, amici ok(come me per esempio..ehehhe)insomma una vita normale…per 6 mesi però,lo scorso anno,a causa del definitivo emesso dal tribunale di palermo ben, ripeto, 12 ANNI DOPO LA RAPINA,la sua vita è cambiata nuovamente, e puoi anche immaginarlo, di nuovo senza lavoro, pregiudizi e quant altro, per non parlare del dispiacere di sua madre!!…adesso è tutto superato e finalmente finito!!!!..RESTA IL FATTO CHE TUTTO CIò CHE T HO SCRITTO è UNA VERGOGNAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!

  3. Maxanima

    Che dire choppy, purtroppo la regola è più la mancata giustizia che il contrario….e ciò che racconti lo dimostra…tanta c’è di strada da fare e non so se riusciremo a percorrerla tutta.

    un abbraccio.

  4. Gsp

    ogni tanto una buona notizia

  5. Sono d’accordo,con quanto sostiene choppy.Il fatto che purtroppo ci siano tanti casi irrisolti perché privi come scrivi tu, di soluzioni apparentemente non plausibili da parte di chi indaga, fa si che l’omicidio perda di tante prove e di sfumature che col tempo mancano della loro importanza e molto spesso, di conseguenza come accade in Italia tanti delitti vengono archiviati.Infatti,quando ho appreso la notizia,sono rimasta un pò perplessa riguardo la celerità della sentenza.
    Tanti sono i casi come Hina e sicuramente non va dimenticata.
    Qualche anno fa ho letto un libro di una donna africana,la quale è stata ricoperta con del liquido infiammabile dal padre e cognato(credo) perché aveva ricambiato lo sguardo di un uomo.Ovviamente la donna ha avuto conseguenze al viso e al corpo oramai putrefatto.Nonostante abbia scritto un libro,si trova nascosta in un luogo d’Italia.Questo per far capire, che non tutti vogliono condannare il familiare ad una realtà rude anche se giustificata.Così preferendo il silenzio, non si arriva mai ad una giustizia globale di tradizioni o usanze di chi professa una religione piuttosto oppressiva.
    Un abbraccio forte forte Ti Bacio.

  6. choppy

    ciao chiara..forse il libro a cui ti riferisci è ‘bruciata viva’?….non credo che questo modo di vivere e credere in un dio potrà mai cambiare…l avidità e la voglia del potere, del comando assoluto sono brutte’malattie’e purtroppo sono frequenti in molti paesi…ma posso anche dire(per esperienza e viaggi che ho fatto) che chi crede a ciò che è scritto (per es.)nel corano vede e vive la propria fede nel proprio modo..in poche parole..detto da frank..(nome inglesizzato di un ragazzo conosciuto in egitto)…l uomo(inteso come maschio) può anche sbagliare, ma la donna viene punita sempre e comunque, la donna deve venerare l uomo, punto e basta..e chi si ribella può anche scappare ma a rischio e pericolo perchè se viene rintracciata oltre ad essre ripudiata dalla propria famiglia e non solo, viene uccisa!!!…mah certo anche molti di voi se non tutti (io sono atea)prendete la religione a modo vostro..puff…quanti peccati gg per gg—e per fortuna nessuno muore, almeno in questo vi potete ritenere fortunati!!!

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