Quando essere folli non ha barriere
Quando essere folli non ha barriere
feb 19Salto mortale con la sedia a rotelle.
Un giovane disabile americano di 16 anni ha trasformato la sua carrozella in un super skateboard.
LAS VEGAS (USA) – Ha trasformato la sua sedia a rotelle in un super skateboard volante: e così oggi, dopo anni di lavoro e sacrifici, il sedicenne americano Aaron Fotheringham, originario di Las Vegas, che dall’età di 3 anni vive su una sedia a rotelle, incredibilmente salta e volteggia nell’aria come i più spericolati atleti che un tempo poteva ammirare solo in tv.
STORIA – La storia del giovane Aaron è stata raccontata dal canale televisivo americano “ESPN”: nato con la spina bifida, una malformazione congenita del midollo spinale, il ragazzo ha pensato per la prima volta di trasformare la sua carrozzella in uno skateboard all’età di 8 anni quando suo fratello maggiore lo invitò a passare qualche ora con lui e i suoi amici nel parco di skateboard vicino casa. Qui, oltre a vedere come si divertivano i suoi coetanei, aiutato da suo fratello e dagli altri ragazzi provò per la prima volta l’emozione di salire e scendere da piccole rampe: «Il solo fatto di essere invitato fu una cosa piacevole» ha ricordato Aaron ai microfoni della televisione sportiva americana.
Video: il salto mortale di Aaron Fotheringham 1 | 2
FERITE E CADUTE – Aaron non dimentica mai il suo primo giorno nel parco: racconta di essere caduto numerose volte dalla carrozzella e ciò si ripeté anche nei giorni successivi, ma il desiderio di saltare e volteggiare era più forte del dolore. Con il passare del tempo il ragazzo cominciò a indossare un casco da motocross, fascette per proteggere i gomiti e si dotò di una cintura che lo teneva legato costantemente alla sedia a rotelle. Quindi iniziò a partecipare ai tornei locali di skateboard e praticamente inventò un nuovo sport. Joe Wichert, il coordinatore cittadino per gli sport estremi, è stato il primo a notare le indubbie capacità di Aaron e a invitarlo a partecipare alle competizioni sportive. Come spiega al network televisivo americano Abc, il giovane capì subito che qualcosa di nuovo e straordinario stava accadendo, un atleta creava uno sport adattato a se stesso: «Rimasi veramente stupito – commenta Wichert – Non riuscivo a credere alla determinazione e alla volontà che si sprigionava dai sui occhi…Aaron amava talmente questo sport che non si lasciava sconfiggere dalla sua inabilità”
SALTO MORTALE ALL’INDIETRO – Adesso Aaron passa circa 30 ore alla settimana ad allenarsi, riesce a fare anche salti mortali all’indietro con la sua carrozzella ed è diventato un tale fenomeno in questa specialità che sono numerosi i video su Youtube che attestano le sue straordinarie capacità. Di recente ha fatto un viaggio in Europa e come racconta sua madre ha riscosso un grande successo in una scuola tedesca per disabili: «Un ragazzino che non parlava neppure una parola d’inglese mi si avvicinò e mi fece capire che voleva l’autografo di Aaron» racconta la signora Fotheringham. La donna dichiara che ogni volta che suo figlio si allena, lei ha paura che possa farsi male, ma sa che è impossibile fermarlo. Ma ciò che la rende più felice è vedere che «Aaron riesce a dare una speranza ai ragazzi disabili come lui».
Non sono i gesti in se, ma ciò che significano, il messaggio che danno e spesso per scuotere dal torpore di certe situzioni, bisogna essere anche un pò “folli”.
Mi ricordo di una ragazza, anni fa, che ha la mia malattia e nonostante abbia una carrozzina non usciva mai.
Un giorno sua madre mi fermò e raccontò la sua storia, con le lacrime agli occhi. Decisi di andare a trovare la figlia e parlarci.
Dopo due settimane l’ho convinta ad uscire, sembrava un pulcino fuori dal nido, tutta impaurita. Io matteggiavo più del solito per le strade e ogni tanto la facevo anche ridere.
Nel tempo con pazienza e costanza i suoi timori svanirono e ora vive a Pisa da sola, studia all’università e ogni tanto sua madre mi racconta delle sue “follie”.
Mi mancano un pò di follie, negli ultimi anni la mia vita è diventata pericolosamente piatta.
Vai Aaron fagli vedere chi sei, chi siamo!

Forte stò ragazzo e dare esempio agli altri è come poter riuscire a scalare una montagna.
Anch’io Max nel mio piccolo ho voluto trasmettere con il mio canto il messaggio di credere ai sogni e sensibilizzare la gente al problema sull’handicap.
Non sò se ci riusciremo mai ma andiamo avanti.
(ero una cantante dei Ladri di carrozzelle)
ciao a tutti!
Cantante dei ladri di Carozzelle, ma dai!!! vennerò a Piombino tempo fa
Un abbraccio.
Lo sò, anche se nn canto più seguo ogni loro mossa.
tu ci conosci allora?
ciao ciao
Conosco perchè vi ho visto in quell’occasione, non conosco di persona. Poi vidi la vostra storia raccontata su Rai 3 mesi fa.
Ho cantato anche io per hobby 5 anni.
Ciao Manu.
max sarò il tuo personal trainer… (fidati…)
partecipiamo ad un contest di skate??
Mwuahauha… una mia amica ha sempre minacciato di farmi fare qualcosa del genere prima o poi.
Ma mi ha colpito soprattutto la storia di quella ragazza, e di te che l’hai tirata fuori di casa… uno non ci pensa, ma magari senza di te la sua vita sarebbe stata diversa, ancora per molto tempo, forse sempre, chissà.
mi piace chi non si arrende e non si autocommisera, capisco che è facile dirlo dall’alto della mia “normalità” fisica perchè mentale non credo…..
bravo aaron
mat!! so vecchio ormai
Toppina!!! dove eri sparita
ben ritrovata. Un abbraccio ossuto
Scusa l’OT, ma ti ho assegnato il premio D-ECI E LODE
QUI:
http://www.sacroprofano.net/2008/02/20/premio-d-eci-e-lode/
smack
Io non sparisco!!! Ti leggo sempre.
Un abbraccio privo anche di ossa
Max, come puoi dire ke la tua vita è diventata pericolosamente piatta?? Credi ke qualcuno ke riesce a trasmettere le emozioni, le sensazioni e anke la “Follia virtuale” ke dai tu, stia vivendo una vita piatta???
Concordo in pieno il pensiero di Velvet…
Max…dai…non ti buttar giù…anche tu sai di essere un bel furbetto…dai dai…su
Velvet, c’è un momento che devi premere il power del pc…e li diventa il difficile…ma poi passa, tranquillo
Enza, non mi butto giù, ogni tanto vedo le cose più cinicamente, non sempre posso essere poetico…ma furbetto rimango
Lo so, anke a me riescono difficili tante cose, ma saper premere le corde del cuore degli altri ke ti ascoltano, credimi, è pià importante e nutriente sia x te ke x gli altri…….
Su questo concordo caro Velvet