Postille alla "donna ideale"
Postille alla "donna ideale"
nov 01Metto in evidenza un commento lasciato al mio post precedente, in cui parlavo del fatto se esiste una tipologia di donna ideale per vivere al meglio un rapporto con disabile.
Estrapolo questo passaggio, il commento è di Velvet:
“…Ho letto e riletto + volte xkè sembrava mancava qualcosa. E alla fine ho capito: parli della donna “ideale” ma nn dici nulla di “come dovremmo essere” noi disabili.
Mi spiego meglio: sono stato x alcuni anni con una donna ke aveva tutte le “caratteristike” di cui parli, eravamo innamorati, ma alla fine mi ha lasciato.
Tu (o altri ke leggono) penserai ke può starci ke l’amore verso una xsona può finire dopo qualche anno….e invece no, io sono + ke convinto ke si è scocciata di stare con un disabile.
E’ difficile (anke x una donna innamorata) riuscire a “reggere” i momenti di depressione ke mi trovo ad affrontare xkè mi sento “diverso” dagli altri: questa cosa mi condiziona e nn poco nel rapporto con una donna. La sensazione è quella di “nn essere all’altezza…”
Caro Velvet, ovviamente un rapporto si vive in 2, quindi entrambi, si, devono avere caretteristiche e qualità che rendano possibile lo svolgere al meglio la relazione.
Voglio partire dal finale del tuo commento: non sentirsi all’altezza. Premesso che questo può avvenire in qualsiasi coppia, anche tra diciamo “normali” fisicamente se magari uno dei due ha un carattere dominante o maggior successo nella vita, sia come rapporto con gli altri che in ambito lavorativo, faccio una semplice ma secondo me giusta deduzione:
…se una persona si innamora di te, credo sia perchè pensa vali il suo amore, no? non penso certo lo faccia per beneficenza. Se una donna desidera un uomo al suo fianco, è perchè sente che quell’uomo sia il massimo per lei, lasciamo perdere se spesso si innamorano di idioti, questo è un altro discorso
e comunque per loro evidentemente idioti non sono.
Credo che il pensiero dentro di se dovrebbe anzi ribaltare questa sensazione, ovvero, se mi ama e vuole proprio me, la stima di me stesso deve aumentare, se diminuisce è un controsenso. Cioè, io vengo scelto e valgo meno? e se non vengo scelto da nessuna? valgo nulla allora.
Per quanto riguarda reggere le depressioni dell’altro, anche qui, credi che in una coppia si sia sempre entrambi luminosi e felici? no, non accade quasi a nessuno, è per questo che si chiama “amore” perchè quando uno dei due ha momenti difficile, l’altro lo aiuta e viceversa, però una cosa la comprendo bene, perchè è capitata anche a me. L’idea e la sensazione di sentirsi un peso, di pensare che una persona che sta con me sia limitata dai miei limiti, che per causa mia non possa fare tutto ciò che vorrebbe, ma qui si torna al punto precedente, è una sua scelta, non una forzatura, quindi è deducibile che ciò che io posso darle è molto di più di quello che non posso fare.
Si ritorna alla caratteristica principale che una donna e ovviamente anche l’uomo, devono avere: intelligenza. Il saper far sentire tutto ciò, non far pesare mai i limiti, sia da parte di chi li ha sia di chi non li ha. Lo so, è una sensazione difficile da estirpare, diventa quasi una reazione a catena: uno si sente inferiore e di peso, l’altra alla fine lo inizia a percepire cosi.
Penso che il primo processo da fare sia sulla propria autostima, se non siamo noi i primi a stimarci, di conseguenza penseremo che nessuno può farlo, se siamo noi a sentire per primi la nostra diversità come un peso per noi stessi, alla fine convinceremo l’altra che lo siamo anche per lei.
E’ dura lo so, perchè quando ami non fai altro che pensare a cosa sia meglio per l’altra persona, però bisogna anche rispettare la sua intelligenza, non sono stupide le donne, o almeno non tutte (mo me menano
) e se decidono di stare con noi, sannò a quali compromessi vanno incontro, è una loro scelta, non una forzatura, quindi anche solo per questo ci dovrebbe dar coraggio e autostima.
Ultima cosa, non è facile per nessuno trovare l’amore che duri e che sia quello giusto, te lo garantisco. Ho lavorato anni in chat e di donne deluse ce ne sono a migliaia e non stavano con disabili, o almeno non disabili fisici

Cia Max, ti ringrazio per avermi risposto dedicando un nuovo post alla “questione”.
Eh si anch’io penso che il primo processo da fare sia sulla propria autostima, come tu ben dici.
Inoltre è vera anche una tua affermazione che ho visto in un post sul forum di distrofici.it:
“”Dove stava lo sbaglio? semplice, rapportarmi e paragonarmi alla “normalità”…e in un contesto del genere ovviamente mi sentivo inferiore…la realtà è che possono esistere varie specie di essere umani ed io appartengo a un altra….in un contesto in cui fai razza a se, puoi essere bellissimo…e anzi, la “diversità” ti rende “unico” inimitabile.”"
Beh, credo che la qualità più importante di cui tu parli, e cioè l’intelligenza, proprio non ti manca….