…e le donne preferiscono gli stronzi

…e le donne preferiscono gli stronzi

ago 23

Prendo spunto e da un post di artemisia in cui asserisce che gli uomini preferiscono le stronze e rivolto la questione. Premesso, come nel commento che gli ho lasciato, che secondo me c’è un errore di assegnazione di questo termine. Una donna come da lei descritta, schietta, controcorrente, che non bada alla forma e la diplomazia, che ti spara addosso tutto ciò che pensa e poco importa se ti uccide mentalmente o no, non la definisco stronza, semmai poco sensibile ma vera nel suo modo di essere. Che poi il tatto e la sensibilità avvolte fa più danni della spietata verità.

Le stronze sono altre, quelle che ti riempono di belle parole e gli luccicano gli occhietti quando ti guardano, poi ti ritrovi con cespugli di corna in testa. Quelle che dicono una cosa e ne fanno altre mille opposte. Quelle che ti trattano come una pezza da pavimento senza motivi, solo perchè sono frustate loro stesse.

Esplico i due generi (come commentato nel suo post):

Donna Stronza: “caro, devo confessarti che ti ho tradito con il tuo migliore amico, ma apprezza questa mia grande sincerità nel dirtelo“. Ecco, queste sono quelle che pensano basti mettersi in bocca la parola “sincerità” per essere perdonate di tutto e magari dopo devi pure farle un bel clap clap ma quanto sei stata brava e onesta nel dirmelo. No, alias stronza è.

Donna con “contropalle”: “caro, da quando ho conosciuto il tuo migliore amico mi rendo conto che sei una mezza sega e quindi adesso faccio le valige e vado da lui, meglio tardi che mai“…

Se invece si parla del contrario, cioè donne che si innamorano di stronzi, ecco, qui il termine è usato in maniera più corretta. Sai il genere di uomo che ti tratta male, che ti tradisce e poi lo perdoni, che racconta frottole ma come le racconta lui non le racconta nessuno, che fa il bullo come john travolta e al massimo può averci gli stessi abiti, ma non sa portarli come lui (Si, in certi casi l’abito non fa proprio il monaco). Eppure a loro piace, poi magari ti vengono a dire, piangendo, ma quanto è stronzo! e se lo lasciano si mettono con uno più stronzo ancora.

Qui la donna “contropalle” dovrebbe dire che certi “tipi” li manda a calci nel deratano sul monte più vicino, è no. Succede invece che per lei diventa una sfida: fa lo stronzo con tutte ma con me non lo farà, tze!! Qui diventa la donna “battaglie perse”. Altro genere molto numeroso sul pianeta.

C’è da dire una cosa, nel tempo ho notato sempre di più quanta energia ti dona quando dici ciò che senti realmente, quando sei ciò che sei, fregandotene di tutto e tutti e quanta te ne toglie quando invece se cerchi di essere diplomatico o abbassi gli sguardi e ti adegui al conformismo.

Dai Artemisia, trovati un altro appellativo, non sei cosi stronza, almeno penso ;-)

11 comments

  1. antonino n1-

    auto definirsi stronza è semplicemente autodifesa una delle tante maschere direbbe Pirandello

  2. Prima di tutto grazie per il tuo commento e per il tempo dedicato. Onorata da tanta attenzione.E’ chiaro che alcune precisazioni sono necessarie e colgo l’occasione del tuo contributo per farlo. Prima di tutto e’ chiaro che la persona della quale parlo sono io ed e’ quindi ovvio che sul termine facevo ironia (ho ancora il difetto di prendermi poco sul serio! ehehe). Come ho scritto nel mio post ” gli uomini preferiscono le stronze ” e’ il titolo di un best seller di una autrice americana.Il termine sia da me che dall’autrice e’ usato con levita’, facendo una distinzione fra il termine dispregiativo della parola e il modo nel quale viene usato nel mio contesto, di donna forte , gentile, ma non sdolcinata, non necessariamente rassicurante.E per quello che rigurada la ” dipolomaticita’” vada pure al diavolo!, serve solo a incravattare discorsi non troppo compiacenti!( ups, perdona e’ che sono propio “stronza”!;-)).Credo che tu abbia colto questa distinzione e probabilmente e’ per questo che il termine risultava ambiguo. Solo un’altra precisazione: Sono una donna forte ma le “contro palle” o “palle” quelle non ce le ho, quelle le lascio agli uomini.Io non saprei che farmene.Io ho altri strumenti per esercitare la mia forza e sono quelli che piacciono agli uomini…
    Ps. Gli uomini stronzi che descrivi tu non li conosco, io esco con persone migliori…
    Pps. Tesoro,credo propio che mi terro’ il mio appellativo se non ti dispiace…Un bacio e a presto.
    Artemisia

  3. …sarà per questo che cerco sempre di uscire dalla trappola degli stereotipi, e vivere ogni rapporto, di amore ma anche di amicizia, con una persona vedendola nella sua unicità, senza classificarla e di conseguenza approcciarla in diversi modi…
    possono venire le delusioni, possono venire grandi cose, ma nessuno deve pagare il prezzo del confronto con l’esperienza precedente.
    Salutino Max.

  4. Maxanima

    Certo artemisia che ho colto il lato ironico, cosa che ho riversato pure in alcune mie parole. L’autoironia è una forma di intelligenza.
    Esplicando e chiarendo al meglio il tuo post, ti concedo di tenerti il tuo appellativo e di conseguenza posso dirti: un bacio a te stronza :-)

    Si Barbara, ognuno deve dimenticare al meglio la catastrofe degli ex ;-) Salutino a te e Antonino.

  5. Non prenderci troppo gusto Max… Se avrai il “dispiacere” di provare a conoscermi ti accorgerai che una aggettivazione e’ sempre limitativa quando si parla di me.
    A presto

  6. Maxanima

    Ci mancherebbe che un aggettivo possa descrivere totalmente una persona, almeno che non sia un soggetto mono-neurone ;-)
    Per quanto riguarda il “dispiacere” in genere nella mia vita i dispiaceri mi hanno lasciato più di quanto mi hanno tolto, come si usa dire: non tutto il mal vien per nuocere. Sopravviverei anche a te :-)

    p.s se mi dai il permesso ti aggiungo nei miei link.

  7. E’ un onore che accetto volentieri.

  8. Maxanima

    Fatto :-)

  9. Ciao, Max! Non sono un “soggetto mono-neurone” (mi piace questa locuzione! La utilizzerò all’occorrenza, citando “come dice il mio amico Max”), ma universo-neurone (non suona bene come la tua!), quindi “quite” non descrivibile, eh..eh..eh!
    Passando dalla levità alla serietà, da tutto questo discutere, mi piace citare la tua espressione in un commento: “Per quanto riguarda il “dispiacere” in genere nella mia vita i dispiaceri mi hanno lasciato più di quanto mi hanno tolto…”.
    Anche per me è stato e continua ad essere così. E ti assicuro caro Max che di dispiaceri ne ho avuto tanti e tanto grandi.
    Un abbraccio
    la tua twitterina Annarita

  10. scacca

    ciao a tutti.
    Innanzi tutto sono assolutamente d’accordo con il post di occhiodellanima.
    La cosa che più mi fa arrabbiare è quando ti prendono in giro con frasi del tipo “sei una persona speciale ma tra noi non può durare”. Senza poi contare quando ti fanno spendere soldi per niente.
    L’ipocrisia regna sovrana.

  11. Maxanima

    eh eh scacca, in effetti quella è una delle frasi più stupide ;-)

    Grazie del passaggio.

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