Alexia: i dubbi di una Escort

Alexia: i dubbi di una Escort

gen 24

Navigavo in internet cercando spunti per continuare a parlare delle problematiche sessuali che le persone possono avere verso i disabili, argomento che ormai abbiamo capito è molto delicato e sentito e mi sono imbattuto in una situazione particolare.

Inutile essere ipocriti, molti disabili, anche se in certi casi, non certo solo i disabili, ma questo è un altro discorso… ricorrono in estremis a cercare sesso a pagamento, pur di provare certe emozioni. Non giudico chi lo fa e neanche chi lo offre, ognuno è padrone di fare ciò che vuole, nel rispetto degli altri.

Certo è che i motivi che spingono un disabile a cercare certe soluzioni, sono sicuramente diversi dalla gente “comune”, è un malessere più profondo e nasconde problematiche ben più complesse.

Mi è capitato di leggere un post di qualche mese fa di Alexia, che come è facile intuire, visto di cosa sto parlando, fa come lavoro la Escort.

Quello che mi ha fatto riflettere, non è tanto le sue difficoltà nel pensare di avere come cliente un disabile, ma il fatto che abbia remore nel farlo… e non perchè comunemente le donne non ne hanno, ma perchè denota anche sensibilità.

Un pensiero superficiale potrebbe dire che se una viene pagata non si fa di certi scrupoli, invece non è cosi, o almeno non per tutte e nonostante comunque abbia rifiutato quel suo cliente, lascia trapelare un modo di essere riflessivo anche sui propri limiti.

Vi faccio leggere il suo post:

alexia-escort

Facile accettare un essere sano. Semplice amare un essere bello. Agevole l’affetto per un essere potente. Comodo prediligere un essere ricco. Ma ci si ferma alla superficie senza gustare l’essenza. “

Non mi è facile parlare di questo argomento, perché non so cosa vuol dire essere disabile. Non penso che loro sono diversi da tante altre persone, forse hanno più bisogno di attenzione, l’affetto. Sicuramente sessualmente sono persone normali che hanno le stesse esigenze come un uomo qualsiasi, anche se sono limitati in alcune cose fisiche. Non voglio essere giudicata per quello che scrivo, è se sbaglio qualcosa, mi scuso con loro.

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail da un ragazzo disabile che mi chiedeva un incontro. Aveva deciso di scrivermi una mail prima di chiamarmi, perché aveva paura che li buttavo giù il telefono, come hanno fatto tante ragazze. Di certo, non sarei mai cosi scortese di fare una cosa dell genere. Mi sono trovata in difficoltà a rispondere alla sua richiesta. Non ho avuto mai a che fare con una persona disabile, non ho i pregiudizi. Piuttosto mi trovo in difficoltà a non essere in grado gestire una situazione del genere. Mi sentirei a disagio, non saprei cosa fare, come muovermi e comportarmi a livello professionale. Ed è per questo non ero in grado a dare anche una risposta, spero che mi legge qui e mi perdona. Ho chiesto ad alcune escort se hanno avuto le esperienze con disabili e alcune mi hanno risposto: “No, non c’e la farei
Un altra volta mi scuso, se sono io cosi “disabile” con loro.”

Notavo le ultime righe, ciò che le sue “colleghe” hanno risposto: “No, Non ce la farei...”.

Vorrei sapere a quanti uomini loro hanno risposto cosi, penso pochi o nessuno… e se ci sono stati, sicuramente era per motivi molto diversi.

Alexia però qualche merito ce l’ha, ne ha voluto parlare pubblicamente, non nascondendo i suoi limiti e questo è pregievole. Anche le sue scuse secondo me sono sincere, perchè poteva benissimo omettere questo lato di se.

L’argomento come vediamo è sempre più complesso, ma il riuscire a parlarne apertamente e confrontarsi è già un primo passo importante per cercare di cambiare questi modi di vedere.

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50 comments

  1. Ciao Maximiliano. Grazie di aver postato il mio argomento su tuo blog, perchè potrebbe essere un aiuto per tante escort come me che hanno avuto difficoltà di avere un incotro con un disabile. So che non è facile per chi non conosce quel problema. E per questo vorrei sapere di piu. Sarà un aiuto per tante che esercitano il mestiere piu antico del mondo.
    Un bacione. Alexia

  2. Maxanima

    ciao alexia, grazie di essere passata. Penso che ogni mondo inesplorato possa in qualche modo risultare difficile…c’è chi è più portato e chi meno…chi si avvicina con molta difficoltà e deve avere più tempo e chi ne richiede meno…il fatto è anche che è un pò difficile sapere bene come si reagisce ad una situazione senza provarla.

    Poi ogni cosa si fa sempre in 2, molto dipende anche da quanto il disabile riesce a farti sentire a tuo agio.

    Comunque già il fatto che ne parli è importante, il resto verrà se ti capiterà di poterti evolvere.

    Buon lavoro…ao, si può dire buon lavoro in certi casi? :-D

    ciao ale, baci.

  3. Certo che si può dire “Buon lavoro” :-)
    E un mestiere come tanti, un pò particolare, ma è sempre un lavoro onesto.
    Smack.

  4. Maxanima

    ….eh eh ale, mica lo dicevo per quello, ci mancherebbe…fosse per me lo renderei ancora più normale come lavoro, almeno ci sarebbero meno stressati in giro ;-)

  5. ludo

    oh ma te c provi sempre con tutte max…:)

  6. Maxanima

    uff, mi mettete sempre in mezzo!!! aoo non vi ho provato…Alexia conferma tu!! :-)

    Ludo…prrrr

  7. …Ma si può essere rifiutati anche da chi lo fa a pagamento?!? Cioè, già immagino quanto possa essere deprimente arrivare a cercare una escort (come diceva max, la situazione di un disabile è particolare, può non essere solo uno sfizio, ma un bisogno, e uno che si piega a una scelta del genere forse preferirebbe ben altro)… se arrivi a quel punto sei già completamente sfiduciato sulle tue possibilità di piacere a una che ti *scelga*… hai già preso magari mille bastonate… (il ragazzo che temeva di telefonare lo conferma) …e alla fine incassi il rifiuto anche di una prostituta!

    Per la serie “fai così schifo che neanche se mi paghi…”

  8. Confermo! Ma anche se ci prova non vedo niente di male
    E sempre un uomo, e quando i ormoni girano non c’e niente da fare :-) ))

  9. Maxanima

    Toppe, non credo è una questione di “schifo”, perchè non penso proprio che una escort va solo con chi gli piace, anzi, sicuramente si ritroverà molti “brutti”…penso sia una questione di sentirsi “inadeguata” e “imbarazzata”…ma è solo una sensazione….perchè sicuramente con un “disabile” è diverso…in tanti aspetti…è una questione più profonda, sicuramente più di tanti “bruttini” porci che c’è in giro ;-)

    Alexia…è bè..se girano girano, pure a un distrofichetto ;-)

  10. ippolita84

    Anch’io penso sia un sentimento di “inadeguatezza” e di “imbarazzo”, che c’è addirittura quando ci si sente attratti verso quella persona per molti altri motivi… quindi immagino le difficoltà quando invece non c’è nulla al di là di una “transazione economica”.
    Il problema secondo me rimane cmq il fatto di considerare tutt’oggi certe tematiche come dei tabù molto scabrosi.
    Cerchiamo sempre di mantenere aperte le menti e i cuori ;)

  11. Non è cosi facile fare la escort come si pensa. Tanti pensano se pagano possono avere tutto. Ho rifiutato tanti incontri per tanti motivi, e c’e ne sono abbastanza, con dei uomini diciamo fisicamente a posto.
    Come ha detto Max, è una questione di sentirsi imbarazzati, di non sapere gestire questa situazione con un disabile, perche mi sento io “disabile”, sono le paure di non essere all’altezza, paure in qualche modo del mio comportamento non volere ferire una persona “diversa”. Non è una questione di “schifo”…allora dovrei fare schifo anche io, visto che lavoro faccio, e visto che non siamo accettate da tutti, senza un giudizio?

  12. Maxanima

    Ciao Alexia, ben tornata, credo che Ippolita abbia ben tradotto il mio pensiero. Ci sono donne che pur essendo innamorate si sentono a disagio…e avvolte rinunciano, lo dico per esperienza…figurati i casi dove questosentimento non c’è…chiaro che sia ancor più difficile superare l’impatto. Però ripeto, molto dipende anche dal disabile e dal suo modo di porsi.

    Un abbraccio ad alexia e ippolita.

  13. bhe è un lavoro basato sulla superficialità noi disabili sulla superficialità perdiamo in partenza

  14. Maxanima

    …diciamo che è un pò come i dottori, senza fare paragoni profondi ovviamente, nel senso che un lavoro cosi necessità di non essere coinvolti sentimentalmente…non credo si tratti solo di superficialità, ma anche di appunto necessità logistiche.

    Non per niente nelle nazioni dove questa pratica è anche specifica per i disabili, c’è una specie di scuola di educazione da fare prima….perchè l’approccio deve essere diverso e non intendo solo fisicamente.

  15. mat

    i miei complimenti ad alexia…davvero!
    fare un esame di coscienza, riconoscere i propri limiti e le proprie disabilità..in modo chiaro e genuino…

    ahhh, se lo facessimo tutti quanti.

    un saluto a te max per il tuo cercare il dialogo e il confronto senza remore, e ancora complimenti ad alexia per il post.

  16. onestamente faccio bene che nn vado a p……. meglio dannarmi per un sentimento che per …..

  17. Maxanima

    ciao Mat, ben ritrovato, grazie ;-)

    Si Anto, è giusto che ognuno abbia il suo modo di vivere, di resistere alle sofferenze e alle mancanze…non tutti abbiamo la stessa forza di carattere…ci sono persone più deboli e che un gesto, un momento, che sia donato o comprato, può dare qualcosa…chissà, magari anche una spinta in più ;-)

    Amo dire sempre che tutto è relativo…le vie della conoscienza e crescità sono sempre varie e avvolte insospettabili ;-)

  18. azzo max appunto nn so come la prenderei a essere rifiutato anche così

  19. Maxanima

    …io gli risponderei: in realtà dopo averti vista è meglio cosi, c’è di meglio ;-)

  20. Mi colpisce molto la direzione che sta prendendo questo argomento. Intanto perché è da tempo che mi son fatta l’idea che, allontanando le ipocrisie, sarebbe il caso di rendere la prostituzione legale o perlomeno regolamentata, come capita in altre nazioni civili. In secondo luogo perché, dato il lavoro che faccio, mi trovo spesso a verificare i grossi problemi che possono avere le persone con disabilità (nel caso del mio lavoro si tratta di disabilità psichiche) che oltre alla sfiga (si può dire?) della malattia si vedono pure impossibilitati ad avere delle relazioni affettive e/o sessuali sufficientemente soddisfacenti.

    Non trovo per nulla strano che chi non riesce a trovare una strada affettiva possa cercarne una professionale, non lo trovo strano, non lo vedo scandaloso e non mi suscita particolari tremiti censori (fermo restando il fatto che esigo la par condicio: le disabili, le DONNE che hanno bisogni affettivi e sessuali, chi se le fila?)

    L’altra cosa che volevo notare (ma a quanto pare non sono la sola) è che mi colpisce molto la sensibilità di Alexia. Sono andata a leggere il suo blog e ho finito per iscrivermi ai reader (ma probabilmente glielo scriverò in un commento). Avrei da scrivere per una settimana ma dall’alto della mia benevolenza ti concedo la grazia ;-)

  21. mat

    max ormai sono un tuo fedele lettore…:)

  22. …Sentirsi “inadeguata”, “imbarazzata”… oh povera normo, c’è da compatirla. Si sentirà ben più inadeguato un disabile?!?
    Scusa se mi sto infervorando :D ma l’argomento mi prende. I sentimenti non vanno negati, e possono anche essere di imbarazzo e difficoltà; ma non possono nemmeno diventare un alibi. E’ troppo facile arrendersi a un “eh, ma non ce la faccio, pazienza, troverai qualcun altra…” Abbiamo i sentimenti, ma anche la testa per dire: “provo queste difficoltà, ok. Mi sto impegnando fino in fondo per superarle, o dato che m’importa poco lascio perdere?” Quando c’è di mezzo la sensibilità di un’altra persona, al “lascio perdere” non si dovrebbe arrivare mai…

  23. Maxanima

    oh la toppe infervorata :-D posso concordare sul tuo discorso, anche se vista la situazione non può certo sentirsi obbligata ad accettare…diciamo che una o decide di tenersi questo limite, perchè poi ognuno comunque ne ha, per altre cose magari, ma ne ha….oppure cerca di colmare questa sua lacuna…sia per l’altro sia per se stessa….perchè comunque non deve essere piacevole sentirsi limitata in qualcosa e soprattutto perchè certe esperienze ti danno di più di un semplice rapporto sessuale…

  24. Partendo dal presupposto che considero i disabili persone da trattare delicatamente se il loro fisico lo richiede, altrimenti persone come tutte le altre, concordo con l’intervento di toppe.
    Mi sembra un doppio rifiuto quello che gli si propone.
    Devi fare sesso, ti viene chiesto questo, cosa te ne frega del rapporto oltre? Non c’è, si parte da questo presupposto, se poi invece da quello nasce un’amicizia ben venga. Ma allontanare a priori una persona disabile mi sembra proprio una questione di STRONZAGGINE.

  25. velvet

    quanto è scritto sotto l’ho trovato in internet xkè solo qui si possono trovare notizie vere:

    “Come comportarsi di fronte a delle esigenze diciamo del tutto normali di un portatore di handicap, che come tutti noi ha dei sentimenti e delle emozioni, dei bisogni ?

    Anche se questo può compromettere seriamente la coscienza di un religioso, visto che per raggiungere il fine, si dovrebbe rivolgere ad un’operatore che possiamo definire praticante del sesso, e’ giusto offrire questo genere di aiuto anche a chi purtroppo per il suo stato non potrebbe mai provare nella vita questo tipo di sensazioni del tutto naturali ?

    E a queste pressanti domande che hanno cercato di rispondere alcuni cattolici praticanti e persino delle suore che qualche mese fa in un ospedale di Oxford hanno poi deciso di rivolgersi a delle prostitute su Internet per venire incontro ad un povero ragazzo paralizzato che aveva espresso fortemente il desiderio di provare cosa è il sesso.

    Tale pratica anche se eseguita con modalità diverse, in realtà esisteva in Olanda, già dal 82/83 dove René Vercoutre, un olandese, 65 anni, che da quando aveva 15 anni è immobilizzato sulla sedia a rotelle, sposato e padre di due figli che dopo il divorzio non si rassegnò a considerare l’astinenza sessuale obbligata, ha fondato con altri quattro disabili la Sar, un’ associazione di assistenza alternativa ubicata a Zeist, un piccolo centro nei pressi di Utrecht.

    I volontari – affermano alla Sar – «sono mossi principalmente dall’altruismo e dalla voglia di aiutare gli handicappati a vivere una dimensione che altrimenti sarebbe loro preclusa».

    Lex Gerritson, uno dei responsabili del servizio di incontri, che lavora gratuitamente per l’associazione, riferisce: “I nostri associati non praticano la prostituzione, anzi, la rete è nata proprio per evitare che gli handicappati siano costretti a farvi ricorso”.

    “Quando qualcuno ci contatta per entrare a far parte dell’associazione come fornitore di servizi sessuali – spiega ancora Gerritson – il primo passo è spiegare le difficoltà a cui va incontro, e verificare le ragioni dell’interesse. C’è una fase iniziale di valutazione e di monitoraggio molto rigorosa, che ci permette di evitare persone che non hanno le giuste motivazioni”.

    L’incontro tra i volontari ed i disabili si inserisce in un contesto di fiducia e di amicizia, che permette di vivere il rapporto sessuale in un quadro più umano, il pagamento è più un simbolo che uno stimolo, tanto è vero che spesso viene devoluto all’associazione.

    Quello che è davvero importante è il tempo passato tra chi presta il servizio e chi lo riceve ed il legame che si instaura: una delle volontarie (sposata e madre di due figli) si occupa da sedici anni dello stesso portatore di handicap, e tra i due si è stabilita una relazione bellissima.

    L’infermiera olandese Tika dell’associazione olandese per le relazioni alternative Sar di Zeist spiega il perché ha deciso di estendere il suo lavoro di assistenza agli handicappati anche al sesso: “Loro si sentono bene e io provo belle sensazioni nell’offrire il mio aiuto a chi ne ha bisogno “. Eppure non manca qualche effetto diciamo collaterale, infatti, qualche disabile a volte si innamora. In questo caso, Tika riferisce che: “Noi lo incoraggiamo a vivere i suoi sentimenti nel proprio intimo, chiarendogli però che non possiamo ricambiarli”

    Carolien, volontaria del Sar da 15 anni afferma: “L’esperienza mi ha fatto capire che il sesso è molto importante per gli handicappati e che una prostituta spesso non ha la delicatezza necessaria in queste situazioni. Dopo un contatto soddisfacente i disabili si sentono meglio, si tranquillizzano, guadagnano in autostima”

    L’associazione che dichiara di essere la prima al mondo nata per risolvere questa esigenza ai disabili impossibilitati a soddisfarla è guardata ultimamente con sempre meno pregiudizi anche dai cattolici da quando Papa Giovanni Paolo II ammonì: “Particolare attenzione merita la cura delle dimensioni affettive e sessuali della persona handicappata”.

    René riferisce che la Sar si serve di dodici volontarie e cinque volontari per consentire circa 2.500/3000 contatti sessuali all’anno che sono richiesti tra il 75% e il 95% da handicappati maschi e per il resto da donne. I problemi iniziali, tra cui delle richieste «sommerse» di regali costosi dopo le prestazioni sessuali, furono risolti con un sistema del «volontariato a pagamento». Un incontro dura in genere un’ora e mezzo e costa 85 euro, che vanno quasi tutti ai volontari. Questo prezzo fisso scoraggia gli abusi, l’illusione di coinvolgimenti sentimentali e le richieste troppo frequenti.

    Una piccola parte copre le spese del Sar, che opera come un call center autogestito dagli handicappati. La «procedura» è semplice: si telefona e si chiede un contatto a casa o in albergo, la volontaria o il volontario valutano la situazione caso per caso. «Più della metà dei clienti hanno handicap mentali, gli altri fisici.
    La Sar opera in Olanda e nelle zone di confine della Germania e del Belgio ma alcuni clienti arrivano da lontano come un medico di Roma che va da loro due volte all’anno.
    Molti disabili preferiscono sempre lo stesso partner. Altri cambiano frequenza e volontari. Alcuni sono ricorsi al Sar perché volevano provare almeno una volta nella vita.

    Il servizio sociale della cittadina di Amstelveen – pochi chilometri a sud di Amsterdam – ha deciso, previa autorizzazione medica di rimborsare agli handicappati una visita al mese del Sar ma non sono molti i comuni olandesi che contribuiscono alla causa, come invece fanno normalmente per delle prestazioni di un fisioterapista o di uno psicologo. Infatti proprio nella tollerante Olanda quello che fa questa associazione, tanti non lo apprezzano. Ad esempio Pol K., 36 anni, immobilizzato dalla nascita, richiede i contatti solo tramite la badante per tenerli nascosti ai genitori.”

    …..e pensare ke io ho chiesto ad una associazione di volontariato in Italia da cinque mesi (e sto anccora aspettando) di fare un corso di nuoto x disabili, nn ho kiesto una prostituta……cosa ti aspetti da un paese dove stupidi politici stanno ancora a discutere sulla riapertura delle “case kiuse”.

  26. Maxanima

    Cro velvet…Ci sono avvolte enormi contrasti tra noi e le altre nazioni, questo è sicuramente uno di quelli…siamo alla preistoria in italia…avessi soldi l’aprire io una struttura cosi ;-)

    ciao silvietta, un abbraccio.

  27. Ciao Silvia. Non penso che si tratta solo di sesso. Siamo persone umane e ci comportiamo da tali. Se mi sento a disaggio e in difficoltà non apro solo le gambe, fare la escort vuol dire anche far stare bene una persona. Tante volte incontri che faccio si svolgono( se si può dire cosi)senza fare sesso.
    Comunque, grazie a Max, questo argomento mi è servito per vedere le cose da un altro angolo.

  28. Ciao Alexia, sono mentalmente chiusa riguardo questo argomento.
    Lo dici tu stessa che è solo lavoro.
    Quindi, umani sì, ma l’umanità qui c’entra poco, non confondiamo le cose, soprattutto visto che se parliamo di umanità dovrebbe essere rivolta a tutti…
    Comunque, ti dico, sono ottusa! Difficile farmi cambiare idea su ciò che fai!
    Ti rispetto in quanto persona, ma non condivido ciò che fai.
    Posso darti un consiglio?
    Non per il sesso o gli incontri a pagamento, non importa, se non te la senti non sei obbligata, ma per un’esperienza personale, prova a frequentare un luogo dove puoi incontrare od osservare delle persone disabili: ti sorprenderà il fatto di sentirti a tuo agio!
    In bocca al lupo!

  29. Alberto

    Salve a tutti, sono Alberto dalla prov. di Brescia. Sono un ragazzo disabile, affetto da osteogenesi imperfetta ma autosufficente ed indipendente anche se su di una sedia a rotelle.. Amo il sesso come tutti gli uomini e nella mia vita oltre ad aver avuto alcune storie con donne non “a pagamento” e 2 fidanzate, non mi vergogno a dire che sono stato con escort. Rispondendo ad Alexia mi piacerebbe dirle che credo molto + disabili uomini che non hanno una erezione adeguata, magari per una eta’ gia’ avanzata, rispetto a tantissime persone diversamente abili. Cmq avrei il piacere di sfatare questo tuo tabu, ovvio che soprattutto la persona disabile deve riuscire a far sentire la persona che ha difronte tranquilla e serena.. Se ti va Alexia scrivimi , mi piacerebbe sfatassi questo tuo tabu’ (invalidante)…

  30. Maxanima

    ciao alberto, benvenuto nel mio blog…e tra noi…ti ringrazio di aver riportato la tua esperienza e della tua schiettezza e apertura nel raccontarti…

    …concordo…in piedi non ci alziamo, ma qualcosa è rimasta che si alza :-D

    …ma ci stai a prova con alexia? ;-)

    Fai bene…;-) torna a trovarci

  31. Ciao Silvia. Vedi che anche tu giudichi una persona non da quello che è ma da quello che fa. Ogni lavoro che si fa, bisogna saperlo fare bene. E cosi anche per me, non ho rifiutato un incontro con un disabile solo perchè è disabile, ma anche per motivi di non sapere come gestirlo, perche richiede tante altre cose piu profonde.
    Non è colpa mia se non ho avuto possibilità di aver a che fare con dei disabili. Potrei risponderti la stessa cosa anch’io: vedi di parlare almeno telefonicamente con una escort per capire tante cose. Ci sono anche trasmissioni televisivi, che sono attuali adesso e che parlano della vita delle escort, tante interviste su varie siti. Non ti dico di frequentare ambiente, perche sarebbe impossibile :-)
    Non faccio le cose solo perchè vengo pagata. Qualcosa di umano c’e in me. Scrivendo quel post, ho chiesto semplicemente un aiuto, per poter un giorno incontrare un disabile.

  32. Ciao Alberto. Per me non è un tabù ma erano solo dubbi e paure. Forse ho bisogno di conoscere una persona e parlarci un pò prima di incontrarci. Ieri ho parlato con Max e ho detto una cosa che voi neanche magari vi immaginate. facendo questo lavoro a volte ci sono dei rischi. Gira gente malvaggia in giro, uno finge di essere disabile, l’altro il suo accompagnatore. Chiedono l’appuntamento, arrivano dalla ragazza, una volta li, il disabile diventa normale, possono fare del male, derubarti… Sono cose gia successe, quindi, anche noi a volte abbiamo poca fiduccia. E per questo serve a conoscere la persona.
    Un bacione. Ti scriverò.
    Ps. Max, non essere geloso :-)

  33. Maxanima

    …geloso? no no, adesso ti chiederò la percentuale sui nuovi clienti ;-)

    Chissà, un giorno si potrebbe aprire un assistenza disabili erotica ;-)

  34. Brenda

    Permesso….. Sono arrivata un po’ in ritardo…? :-)

    Qualche anno fa uno mio “cliente” che gia conoscevo da qualche mese, mi ha chiesto di incontrare un suo amico disabile. All’inizio, ammetto, l’ho detto di no, che non sapevo come fare, nel vero senso della parola. Cosi lui mi ha proposto: “ti vengo a prendere in machina insieme a lui e vi porto in un motel, cosi lo aiuto con le scale e per te sara piu’ facile. vedrai che non te ne accorgerai nemmeno della “diferenza”…” Come lo conoscevo gia da un po’ mi sono fidata. Ok, andata come ha detto lui, siamo andati in un motel ecc.. non entro nei particolari che non è importante. L’importante è che tornando a casa, lui prima ha accompagnato l’amico e poi a me, mi è venuta una curiosità e lo chiedo: “ma se alla fine l’hai accompagnato tu, con le tue braccie fino al letto, potevamo anche stare a casa mia, no?” indovina un po’ cosa mi ha riposto lui…..

    - è che lui non si fidava di stare da solo, senza poter difendersi, in una casa di prostituizione con una straniera…

    Quando io ho detto “no, non so come fare” mi riferivo al non sapere come fare con le scale, col bagno, col letto, gia che non vivevo in una casa “adatta” a una persona nella sedia a rotella.. Invece lui non ha voluto stare in casa mia per paura che io o qualcun’altro lo derubassi o lo facessi chissà cosa…

    Io, da donna, non mi fiderei mai di andare a un motel con due uomini sconosciuti. E nei giorni di oggi non aprirei la porta a due uomini sconosciuti anche se uno di loro è un disabile.
    Quello che Ale ha scritto prima è vero, sono cose brutte che accadano ogni giorno e si devi evitare al massimo ogni rischio.
    Cosi come quello ragazzo ha cercato di evitare i rischi anche lui…

    Spero di essere riuscita a farmi capire, scrivo sempre molto in fretta e mangio qualche parola.. :-)

  35. Maxanima

    Prego brenda, accomodati pure, non sei in ritardo…blog aperto 24h su 24h ;-)

    Quello che dici tu, che dice alexia, che poteva pensare il disabile…è tutto lecito, non c’è niente di male in questo..è umano temere di incontrare persone che non si conoscono, con tutto ciò che succede, è ovvio che si debba fare un pò di attenzione…

    C’è però anche qualche piccola differenza tra ciò che ti faceva pensare a te di non potere, oltre ai timori, pensavi giustamente anche ad una questione materiale e logistica…le scale, il bagno ecc…per alexia invece, oltre i timori di incontrare persone che potevano farle del male, c’era anche un senso di non sapere come comportarsi fisicamente con certe realtà…

    Giusto mensionare tutte le difficoltà che ci possono essere nel vostro lavoro, ma queste sono apprescindere dall’incontrare un disabile o no.

    Quindi focalizziamo comunque l’attenzione su questa difficoltà di avere rapporti con un disabile, anche se mi sembra che nel tuo caso questa difficoltà fisica non ci sia.

    grazie di partecipare e torna a trovarci.

    un abbraccio.

  36. Alberto

    Concordo pienamente con Maxanima.. Putroppo a volte la barriera sta nella testa delle donne ( professioniste o meno ) che in molti casi vedono una persona su una sedia rotelle come un individuo da emarginare o comunque non adatto a delle pratiche sessuali.. Sarebbe invece una grande conquista da parte delle donne stesse iniziare ad avere un dialogo aperto con le persone che abbiano una disabilita’, come quello che sta accadendo ora in questo forum, perche potrebbero veramente ricevere quella sensibilita’, dolcezza, e profondita che difficilmente ormai si trova negli individui cosidetti normodotati. Io ringrazio Dio di essere comunque autosufficente in tutto anche se su una sedia a rotelle, ma credo che per altre persone disabili magari meno fortunate di me, possa bastare anche una sola carezza o uno sguardo per renderle felici.. Usiamo la voce, non solo per gridare o per sparlare, ma per capirci, ed essere piu’ felici. B.A.

  37. Maxanima

    Ciao caro alberto, grazie di essere presente come sempre e del tuo commento sentito.

    un abbraccio.

  38. luca

    Anch’io ho mandato una mail ad una escort! Non voglio certo giudicare alexia, ma lei non aveva nessun problema a venire con me.
    Questa ragazza mi ha fatto capire che avevo bisogno più di una fidanzata che di una escort ed è stata l’unica a capirlo.
    Il problema con le ragazze, almeno il mio, è che per anni alcune mi hanno fatto sentire come un mostro, una persona da evitare e alla fine me lo hanno fatto credere!
    Come diceva Petrolini “‘Na vorta che gli impari a ditte bravo,te lo dicono anche se non fai gnente!”.
    Ogni volta pensi che finirà male!

  39. Maxanima

    Caro Luca, come prima cosa ti rigrazio di averci raccontato la tua esperienza.
    Sai, credo che il problema che tu citi sia un po’ per tutti, nel senso…che chiunque si lascia influenzare dal giudizio altrui, poi corre il rischio di perdere fiducia in se stesso…questo non va bene, sia per le persone cosiddette “normali” sia per i disabili.
    Poi che vuol dire ti hanno fatto sentire un mostro? come ti attivavano questa sensanzione? e comunque Luca, chiunque fa sentire un mostro l’altro, evidentemente lo è già di suo e nel cervello ha 3 neuroni vaganti…

    ….quindi, ti perdi poco, credimi ;-)

  40. criska

    Bè, meglio tardi che mai. So che a questo punto, soltanto tu, Maxanima, mi leggerai. Ma proprio perché hai affrontato l’argomento con l’attenzione e la sensibilità di chi ci crede, ti lascio il mio pensiero: penso che la “sensibilità” o meglio, la scelta di fare, non fare, sia legata allo stato d’animo del momento. Ci sono persone che nella medesima situazione possono reagire in modi diversi. Lo stato d’animo non è una condizione permanente, ma, spesso, circostanziale.
    In ausilio al mio pensiero, ti lascio questo racconto con epilogo sofferto e altrettanto meditato.
    http://sempreoltre.blogspot.com/search/label/Rosa%20shocking%3A%20i%20racconti%20delle%20escort

  41. Maxanima

    Bè, si criska, meglio tardi che mai ;-) tra l’altro condivido il tuo commento…in effetti non è detto che chi ha problemi in tal senso sia una questione chiusa, può variare nel tempo (per fortuna)….

    Leggerei volentieri il tuo racconto, ma dimentichi che si può entrare ad invito nel tuo blog ;-)

    Quindi se mi mandi l’invito, lo farò :-)

    Mi sembra ho anche io un account gmail….quindi puoi mandarlo qui:

    maxanima@gmail.com

    Grazie della partecipazione.

  42. lullo

    Ma ad Alexia non le bastava quel che guadagna come cantante?
    Poraccia!

  43. Maxanima

    Ah Ah Ah Lullo, che scemino ;-) bè…certamente cosi guadagnerebbe molto di più ;-)

  44. David

    Ciao io da pochi giorni mi sono fatto male ad un piede, e vorrei incontrare una ragazza escort, anche se mi sono fatto male ad un piede, non è grave cmq, una ragazza escort non lo accetta? o accetta? Per il resto è tutto ok!!! Ho detto questo, perché per una cosa del genere essere rifiutato, sarebbe imbarazzante!!! Vado sul sicuro? Per l’altro argomento non saprei che dire!!! O più dubbi io di alexia!!!

  45. David

    Ho riletto il tuo post alexia e ciò ti fa onore, se un giorno vorrai incontrare una persona diversamente abile, oggi si chiamano così e vanno chiamate così, hai fatto bene, a postarlo. Sai ti vorrei davvero incontrare, di dove sei?

  46. Sono molte le persone che necessitano di comprensione e di aver qualcuno accanto che li fa sentire importanti anche solo per un breve periodo di tempo. Stare con una donna è tra le cose fondamentali che ogni uomo dovrebbe avere nella vita.

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