Aborto
Aborto
mar 23Dopo aver ascoltato Anita nella trasmissione di Santoro, voglio discutere con voi di questo delicato argomento: l’aborto.
La cosa che più mi ha colpito nel suo racconto è certamente il momento in cui racconta di quando sua madre aborti, perchè i medici dopo le analisi, scoprirono che il nascituro aveva la stessa malattia di Anita, la distrofia.
Il giudizio di Anita sulla scelta di sua madre non è stato negativo, o comunque è stato giudicato comprensibile. La sua analisi in riassunto è che sia stata fatta questa dolorosa scelta anche per il suo bene, nel senso che avere due persone disabili può dividire le risorse materiali e le attenzioni, diminuendo cosi la quantità, mentre cosi si può dare il massimo solo per lei.
Che dire, c’è un pò di verità accettabile in questo ragionamento. So bene quanto sia difficile prendersi cura di una persona disabile, sia come sforzi mentali, fisici e anche di natura economica, quindi averne 2 renderebbe il tutto ancora più tremendamente complicato….ma…
….mi domando: veramente è un gesto d’amore verso l’unica figlia rimasta? oppure è un comportamento egoistico per non complicarsi ancor di più l’esistenza?
Forse la risposta di Anita in parte, cosciamente o inconsciamente, è dovuta anche ad un modo di difendere la madre. Sinceramente mi chiedo come avrei preso io questa decisione. Credo che mi sarei sentito in colpa e non penso che lei non abbia questa sensazione. Si possono fare tutti i ragionamenti che si vuole, anche giusti, ma pensare che mia madre abortisce perchè non vuole togliere attenzioni e aiuti a me, non mi mettere certo di buon umore, sempre che sia questo il reale motivo.
Altra cosa che mi fa pensare, Anita dice che malgrado tutto è felice di esistere e so che è sincera in questo, lo sono anche io, pur considerando quanto difficile sia la mia vita…chi lo dice che il bambino o la bambina non fatta nascere, non sarebbe stato altrettanto felice? nessuno può saperlo.
La cosa che più mi fa pensare quando sento parlare di aborto, è come le persone possono prevedere se uno sarà felice o infelice, ma in base a cosa? davvero una malattia come la mia e quella di Anita è sicuro destino infelice? bè, direi di no, lo conferma anche lei. Certo è che già si sa in partenza che ci saranno molte complicazioni, ma queste non sempre possono portare cose negative, anzi, molto spesso rendono la persona che le affronta e coloro che l’aiutano, migliori.
Con questo non voglio dire di essere totalmente contro l’aborto, chi lo dice lo fa in maniera sempliciotta, è un pò come l’eutanasia, morte e vita non possono essere decise in modo qualunquista e generalizzato, non sempre è giusta una scelta o il suo contrario.
Questo invece accade spesso. Malato? infelice. Povero? infelice. Ricco? felice. Sano? felice….ma quando ma!!!! non è cosi, può esserlo, come può non esserlo. Questo mi da fastidio, la stupida presunzione e superficiali deduzioni che da la gente. Il bello è che non è neanche un concetto il mio, è la realtà, palesemente dimostrata in milioni di casi.
Non credo debba far notare io a certe persone, quanta gente ricca e sana abbia poi fatto una pessima fine, come al contrario persone povere o con problemi fisici, invece siano state felici.
Sinceramente, sarò negativamente malizioso, ma io spesso in questi casi ci vedo più egoismo che gesti d’amore.
Voi che ne pensate?

Ciao sono passata x lasciarti i miei + sinceri auguri di Buona Pasqua a presto smack
‘Sinceramente, sarò negativamente malizioso, ma io spesso in questi casi ci vedo più egoismo che gesti d’amore.’
È probabile. Magari è così. Sì. Ed è vero che il discorso è più complesso di quel che possiamo dire qui.
Io, moglie di un uomo disabile, che ha bisogno di tutto, devo mettere al mondo un figlio sano. Già questo mi spaventa. Da morire. Figurati se so che il bimbo sarà disabile a sua volta. Sono egoista, sì. Perché so di non essere io in grado di sostenere questa cosa. Non mio marito o mio figlio. È per questo che io penso che: o facciamo gli esami prima come mi ha suggerito lui e, nel caso, proviamo la strada dell’adozione –ma una coppia come noi è considerata adatta?- (cmq ho più paura ad affrontare un figlio adottato piuttosto che disabile); oppure sarà quel che vuole Dio –solo esami di routine come una coppia normale-. Anche io penso che in una famiglia dove ci sono problemi ci sono anche soluzioni. E non è vero che disabile o famiglia handicappata è uguale a triste.
Di certe cose, per poter dare un vero parere, bisogna ritrovarcisi in mezzo.
Finchè non ti capita non saprai mai come reagirai.
Ed ho imparato che nella vita la morale cambia a seconda di ciò che ti succede man mano!
ciao Max, vedi io sono favorevole all’aborto perché non credo che uno spermatozoo appena insidiato in un ovulo sia da considerare già un bambino e non credo sia giusto imporre ad una donna che deve avere il diritto di scegliere se tenere o no un bambino (ci sono tantissimi casi in cui una ragazza, perché troppo giovane, perché sola, perché semplicemente non se la sente e crede che non sarà una buona mamma, perché non ha soldi per tirarlo su, può decidere di abortire).
Comunque, caro Max passavo di qua soprattutto per augurarti buona Pasqua e Pasquetta. Ho visto anche che è appena stato il tuo compleanno, quindi auguroni anche per quello (e scusa il ritardo!). bacioni, simona
ciao simona, grazie degli auguri per il mio compleanno e ricambio quelli di Pasqua.
Per quanto riguarda il tuo discorso…che uno spermatozoo insidiato in un ovulo, non sia un bambino…bè, forse non lo è..ma è l’inizio della vita…e tutto ciò che è un inizio, è già vita…anche un bruco non è una farfalla,ma se si uccide il bruco, si uccide anche la farfalla.
Con questo non voglio dire di essere contro l’aborto, ma solo evitare di toglierci sensi di colpa, quando invece la responsabilità di tale azione ci deve essere, altrimenti si rischia diventi la normalità.
Per quanto riguarda i motivi che hai elencato per cui può essere giusto abortire, bè…non vedo quali di questi non contenga in se un atto di egoismo…un senso di non rendere troppo complessa la propria vita, che magari in certi casi già lo è di suo…ma chi lo dice che dopo sarebbe peggio? chi ha la sfera di cristallo per sapere cosa sia meglio o no?….è ciò che non mi torna di tutto questo discorso sull’argomento.
bacioni.
Cara Silvia, ci penso anchio ogni tanto, anzi, più vado avanti con l’età e più è nei miei pensieri…forse non avrò mai un bambino, ma non perchè temo abbia la mia malattia, anzi, nel mio caso è improbabile, visto che è ereditaria da parte delle donne, non degli uomini….ma non so se riuscirei mai a chiedere questo alla persona che amo, dopo che già deve occupare gran parte della sua vita con me…
…ma è un pensiero strano, perchè se fosse il contrario, ovvero io sano e lei disabile, mi spezzerei in due pur di dagli la gioia di un bambino…se lo desiderasse.
Non lo so, credo che non avròmi una manina che tiene la mia..forse è giusto cosi, se di tutto questo si può usare il termine “giusto”…di certo mi mancherà.
Ogni giorno vengono effettuati 374 aborti,16 ogni ora,1 ogni 4 minuti!!!
Io penso che l’aborto è un’omicidio..quello speratozoo è un bimbo e nessuno può negargli la vita anche se quello speratozoo è di una PERSONA disabile!
Se non si vuole “un peso” in casa ci sono tante soluzioi come l’adozione ma l’omicidio non lo concepisco!
“L’aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c’è più nessun ostacolo.” Madre Teresa.
ps:Max buona pasqua!!!
pps:Ti sono arrivati i miei auguri per il compleanno??
ppps:baciiii
Io non so se mai avrò figli, di certo è che il desiderio c’è, ma mi fa rabbia pensare che esiste gente che non capisce (o non vuole?) che la vita ha inizio quando ancora nessuno lo sa, ancora prima di fare test ed esami vari…esiste già un piccolo e tenero esserino che ha solo bisogno di essere prottetto, essere amato per quello che è…
E UNA VITA
e nessuno può stabilire se un giorno sarà felice o meno, se un giorno soffrirà o no…nessuno lo sa…nessuno può saperlo.
Perchè negare la vita a quel piccolo indifeso?!
Noi viviamo, abbiamo avuto questo grande dono…e allora perchè lui no? perchè?
Comunque…io non critico…ne voglio fare moralismi, dico solo il mio pensiero, giusto o sbagliato che sia.
Se mai avrò un figlio…non m’importa come sarà, malato o sano, sarà mio figlio, sarà una vita… frutto di un grande amore, e se questo mio grande amore sarà un disabile…sarò la donna più felice al mondo se potrò regalargli un figlio, un piccolo bimbo da crescere insieme, con tutte le gioie e le difficoltà che ci possono essere…
Il pensiero che io viva e qualcun’altro invece no, perchè io stessa l’ho impedito…ucciderebbe me.
Come si fa a pensare
Max, non si può usare il termine giusto… non è nè giusto, nè sbagliato. Sarà quel che sarà nel nostro destino. A proposito di figli, sai, io a volte mi chiedo anche come sarà… cioè… mettiamo il caso che nasce un figlio sano al mille per mille… la nostra famiglia però è diversa, no? I bambini sono cattivi, possono essere molto cattivi… E poi, che fai? Lo responsabilizzi fin da piccolo? Oppure lo lasci al di fuori di certe cose? Crescerà lo stesso come gli altri? Attenzione, io non sto parlando del giudizio della gente! Ma della personalità di mio figlio. Che casino essere genitori! Comunque a grandi linee sono contro l’aborto. Poi le situazioni vanno valutate man mano. Certo è che meglio abortire un figlio mai nato, piuttosto che ucciderne uno appena partorito. Come, purtroppo, si è sentito spesso.
max io credo che tra le tante cose comprensibili e anche condivisibili scritte una cosa sia comunque non opinabile..
..ovvero…la tua eventuale colpa.
colpa di che? di essere disabile?
non è cola tua, non è colpa dei tuoi genitori. non è colpa di nessuno. è successo.
a maggior ragione non è colpa di anita se la mamma ha poi scelto quella strada. avrà fatto le sue valutazioni e avrà fatto la sua scelta, in ogni caso sofferta, valutata, condivisibile o meno ma sicuramente degna di tutto il rispetto per il coraggio e aper la sofferenza che avrà accompagnato lei durante la scelta.
un abbraccio max
Mmm… io non ho intenzione di avere figli a cui (forse) trasmetterei la malattia.
Ricordo che c’è una certa differenza tra sofferenza e disabilità: una persona può vivere felice anche con meno autonomia, ma se ha una malattia che provoca sofferenze fisiche di un certo livello il discorso cambia. Un aborto fatto in un caso del genere per me si avvicina un po’ all’eutanasia: morire per evitare sofferenze certe.
Il discorso dell’egoismo si può ribaltare: una donna che non abortisce un figlio malato, lo fa davvero per il figlio, che costringe a soffrire, o lo fa per non avere sensi di colpa, o per assecondare il proprio desiderio di maternità a tutti i costi?
toppina, questo è il punto, come accennavo nel mio post e come si deduce dalle risposte, non si può generalizzare, per questo la questione è cosi complessa…no si può decidere una legge cosi facilmente, quando i casi possono essere e devono essere giudicati in maniera diversa singolarmente…cosi è anche per l’egoismo altruismo, non esiste una definizione precisa, ogni atto fa storia a se.
Chi giudica i casi singolarmente? E cosa dovrebbe permettere la legge?