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Chi sono

maxanimaBella domanda, chi sono? molte menti illustri prima di me hanno scritto libri su libri per far capire quanto sia importante conoscere se stessi, prima di provare a conoscere il prossimo.

Forse sono un insieme di input esterni, dati dalle persone che ho conosciuto, da ciò che ho letto o visto in tv, dalle mie esperienze.
Il tutto messo in quel grande bacino di elaborazione che è il nostro cervello…bè, grande, chi più chi meno, ovvio.

Vorrei poter pensare che esistono persone che sanno andare aldilà di ciò che appare, a sentire ciò che le parole non riescono a dire, che colgono e cercano l’essenza dell’anima.

Se ascolti ciò che dice la gente, sembra che tutti ricercano questo, ma pochi, molto pochi poi lo mettono in pratica.

Sono i soliti discorsi che si fa per farsi vedere fuori dal comune, diversi dalla solita massa di superficiali, salvo poi ritrovarli a frequentare proprio loro e dopo magari vengono a lamentarsi con te per essere rimasti delusi.

Quanti ne ho conosciuti cosi, ecco, fatevi un esame di coscienza e se appartenete a questa razza cambiate pure sito e sparite da me….ma no, potete anche rimanere, basta non dite troppe fesserie, quello già ci penso io :-)

IL MIO CORPO

maxanima da piccoloAvevo 2 anni quando il mio corpo ha iniziato nella sua mutazione, cosi avviene a tutti, ma nel mio caso non era una mutazione naturale. Si avevo 2 anni, ovvero quel pandorone nella foto :-) quando tutti intorno a me si resero conto che qualcosa non andava, la diagnosi fu: distrofia muscolare.

Per un bambino sembra tutto normale perchè per lui niente è normale, è tutto nuovo, tutto “diverso“. Sarà il tempo che passa e gli sguardi degli “altri” a fartelo capire.

Nella sfortuna sono stato fortunato, un pò come essere investiti da una macchina e procurarsi solo qualche ossa rotta, perchè la malattia si è arrestata a 18 anni. Questo fa si che possa vivere dignitosamente, non cammino, sono un mucchiettino di ossa storte, ma sono vivo, il che in certi casi non è poco.

Nella mia vita ho trovato molto limiti, ma in questi ho scoperto tante piccole grandi cose. Un pò come nello strizzare l’uva nasce il vino. Vedo, sento, tocco, vivo tutto in modo più intenso e questo è un dono che ripaga in parte tutte le difficoltà.

Concludo la mia piccola presentazione con una frase che amo da sempre, è di Proust:

un vero viaggio di scoperta non è trovare nuovere terre, ma avere nuovi occhi“.

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